I videogames fanno bene alle famiglie?

Un nuovo rapporto sembra indicare che più che di violenza o razzismo, quando si parla di videogiochi si dovrebbe parlare di rapporti affettivi più forti e di amicizie che si consolidano

Los Angeles (USA) - I videogames fanno bene alla vita sociale, agli affetti e alle amicizie. Questa l'estrema sintesi di un rapporto appena presentato dalla Interactive Digital Software Association (IDSA) cui fanno capo quasi tutti i maggiori produttori di videogames.

Secondo la IDSA, chi utilizza i videogames lo fa spesso e volentieri per interagire con membri della propria famiglia o con gli amici e non perché attratto dalla violenza o dal razzismo di cui sono stati accusati alcuni titoli.

L'associazione degli industriali, che ha presentato i risultati dello studio nella giornata di apertura del megashow videoludico americano (Electronic Entertainment Explo), sembra così aver risposto alle critiche che ha dovuto subire fin dalle settimane successive alla sparatoria nella Columbine High School di Denver. Come si ricorderà, nell'aprile dell'anno scorso due studenti armati uccisero 13 ragazzi della scuola prima di spararsi loro stessi. Ed entrambi, raccontano le cronache dell'epoca, erano patiti di videogames "violenti".
Stando alla IDSA, i risultati dello studio si devono ad interviste condotte su 1.600 famiglie americane, nella stragrande maggioranza delle quali sarebbe chiaro il ruolo dell'intrattenimento videoludico, ovvero di alleggerimento dello stress, di voglia di sfida e di socialità.