Cinema e digitale, rivedere il diritto d'autore

Ne parlano esperti di NewGlobal.it in una lettera aperta alla Commissione Cultura. Il decreto Urbani può rappresentare uno spunto per aggiornare il diritto d'autore all'era digitale?

Roma - Spett. On.Adornato presidente 7a commissione camera dei deputati
Spett. On. Carlucci Relatrice ddl Urbani


L'associazione NewGlobal.it si felicita con la vostra scelta, comunicata a mezzo stampa, di escludere conseguenze penali per chi utilizza materiale protetto da copyright senza fine di lucro, come altresì accoglie con molto favore la contrarietà di gran parte del mondo politico compresi alcuni ministri del governo in carica a trasformare in maniera impropria il provider da fornitore di servizio in guardiano dei propri clienti, attentando alla segretezza delle loro comunicazioni private ed in genere alla loro riservatezza.

Ne conseguirebbe, a nostro modesto avviso, una evidente alterazione delle competenze relative alla pubblica sicurezza ed alla repressione degli illeciti, così come disegnate dalla nostra Carta costituzionale all'art. 15 e, comunque, fuori da qualsiasi garanzia giurisdizionale, in aperta violazione dell'art. 109 della stessa Costituzione (che pone la polizia giudiziaria alle dirette dipendenze e sotto il controllo della magistratura). Se è vero, infatti, che il testo del d.l. 72/2004 dispone che "a seguito di provvedimento dell'autorità giudiziaria, i fornitori di connettività e di servizi comunicano alle autorità di polizia le informazioni in proprio possesso utili all'individuazione dei gestori dei siti e degli autori delle condotte segnalate", è altrettanto vero che la raccolta di tali informazioni avviene prima ed a prescindere da ogni provvedimento (e da ogni controllo) della magistratura. Una impostazione quest'ultima in linea con quanto i parlamentari hanno stabilito poco tempo fa relativamente ad un altro decreto divenuto tristemente famoso come decreto Grande Fratello.
Notiamo però la mancanza della volontà di affrontare in modo organico, anche e soprattutto nelle competenti sedi internazionali, (promuovendo, ad esempio, la rimeditazione del TRIPs e della convenzione di Berna), tutte le problematiche connesse al ruolo del diritto d'autore nella società moderna.

Giova osservare, poi, che una analisi approfondita e fortemente orientata alla valorizzazione di tutti gli artisti mal si concilia con la decretazione d'urgenza. Riteniamo, pertanto, che sia molto più opportuno seguire l'iter ordinario di formazione della legge, al fine di consentire il più ampio dibattito - nelle Camere e nel Paese - su un tema ormai così delicato.

Nello specifico, notiamo come l'azione del decreto legge miri a tutelare non gli autori, in quanto tali, ma le posizioni di rendita maturate dalle cosiddette major, titolari dei diritti di sfruttamento economico di una larghissima parte delle opere cinematografiche, consolidando un reticolo di privilegi che non può che nuocere alla libera circolazione dell'arte e della cultura. Riteniamo che l'azione di uno Stato democratico debba essere "promozionale"ed indirizzarsi verso la rimozione degli ostacoli che impediscono di fatto il pieno dispiegamento della personalità del singolo e che ne frustrano le aspirazioni e le inclinazioni naturali.

Pertanto, appare francamente inaccettabile l'adozione di provvedimenti normativi che - attraverso il rafforzamento delle tutele poste a salvaguardia dell'interesse di poche multinazionali - creano ostacoli ulteriori al singolo, accentuando, anziché attenuare, le posizioni di squilibrio.

La particolare formulazione del nuovo testo dell'art. 171, lett. A-bis), della l.d.a., appare per più aspetti infelice, a cominciare dalla "lett. a-bis)", laddove era pienamente disponibile una "lett. e)", il cui contenuto era stato lasciato libero a seguito dell'abrogazione intervenuta nel 1981. Ma, sia chiaro, la nuova previsione dell'art. 171 introduce ben altri problemi, introducendo una previsione di reato - punito con una multa - per chi "in violazione dell'articolo 16, diffonde al pubblico per via telematica, anche mediante programmi di condivisione di file fra utenti,un'opera cinematografica o assimilata protetta dal diritto d'autore, o parte di essa, mediante reti e connessioni di qualsiasi genere".

Una previsione che - posta in relazione con il dovere di controllo e raccolta dei dati posto a carico dei provider - non si teme di definire liberticida. Visto, infatti, che tutte le opere dell'ingegno di contenuto artistico sono protette dal diritto d'autore, per il solo fatto di essere state create, andrebbero sottoposti alla misura penale anche gli stessi autori - o le piccole realtà imprenditoriali - che liberamente mettono a disposizione in rete le proprie opere. E' evidente che chi ha redatto il testo del d.l. In questione non ha tenuto in alcun modo presente il ricchissimo (artisticamente) circuito dei cortometraggi, che - salvo rarissime eccezioni - sono prodotti dagli stessi autori o da piccole case di produzione indipendenti. Questi, proprio grazie all'abbattimento dei costi consentito dalle tecnologie informatiche, riescono a confezionare film di buon livello, rendendoli poi disponibili in rete, proprio per superare le difficoltà distributive che nascono dal controllo oligopolistico delle sale cinematografiche, da una parte, e da una vera e propria attività di selezione operata dai distributori, dall'altra.

Piuttosto che impedire il pieno dispiegarsi della fantasia e dell'abilità imprenditoriale di questi piccoli produttori ed artisti, attraverso norme ingiuste e poco meditate, evidentemente ispirate da logiche monopolistiche, per noi è primario compito dello Stato permettere a tutti coloro che hanno delle qualità artistiche di sfuggire alle forche caudine dei pochi intermediari capaci di elevare pochi e stroncare molti. Lo Stato deve fare uno sforzo serio e creare le condizioni affinché per tutti sia possibile tentare la carta della carriera artistica, senza doversi sottomettere a regole imposte dalle direzioni generali delle major, con la conseguente perniciosa omologazione mondiale del gusto e la allarmante emersione del pensiero unico.

Il drammatico epilogo della parabola artistica di una grandissima interprete come Gabriella Ferri dovrebbe costituire una ragione per riflettere, più che un pretesto per la solita retorica ipocrita e per l'esibizione del dolore-spettacolo e delle lacrime di coccodrillo. Una donna, dalla evidente fragilità emotiva, che aveva portato in classifica di vendita il folk italiano - un prodotto ritenuto, evidentemente a torto, invendibile dalle case discografiche - è stata completamente abbandonata dal sistema produttivo e ghettizzata, anche a causa della sua volontà di non voler scendere a compromessi. Questo è il risultato ultimo dell'eccessiva tutela che lo Stato sta fornendo a società commerciali multinazionali che non producono (e non hanno alcun interesse a produrre) cultura ed arte, ma che badano esclusivamente al fatturato.

Restano inoltre dei macigni legati proprio all'istituto diritto d'autore. L'autore in realtà è il classico nano tra i giganti, il suo apporto è infinitesimo rispetto a quanto gli altri o l'ambiente circostante hanno già realizzato. E' la storia del progresso umano, ognuno continua da dove l'altro ha smesso. Il diritto d'autore così come oggi è stato estremizzato impedisce ad una società di evolversi. Oggi Terenzio e Plauto sarebbero stati citati in tribunale e costretti a risarcimenti miliardari.

L'attuale durata della protezione del diritto patrimoniale d'autore, estesa a 70 anni dalla morte dell'autore (e nelle opere cinematografiche a 70 anni dalla morte dell'ultimo dei coautori), rappresenta un'assurdità incomprensibile. Se l'opera ha avuto successo, i proventi della stessa arricchiranno non certo l'autore, giacché è morto né, probabilmente, i suoi eredi. Se l'opera non ha avuto alcuna risonanza durante la vita dell'autore, difficilmente ne potrà avere dopo la sua morte. Basti pensare a tutte le pellicole dimenticate in questo o quel magazzino umido, che stanno marcendo, per l'assurda opposizione delle case di produzione al loro restauro (giudicato troppo costoso e poco redditizio). Queste pellicole andranno probabilmente distrutte per sempre prima che siano trascorsi i 70 anni, con la definitiva perdita di un patrimonio espressivo dal valore incalcolabile.
C'è allora bisogno di intervenire con coraggio affinchè la creatività sia lasciata libera di esprimersi, producendo e diffondendo cultura. C'è bisogno di adottare misure adeguate, guardando al nuovo, al futuro e non al passato.

Ettore Panella
Avv. Gianluca Navarrini
NewGlobal.it
TAG: italia
16 Commenti alla Notizia Cinema e digitale, rivedere il diritto d'autore
Ordina
  • Qui si dice che in fin dei conti le opere prodotte non costituiscono cultura :
    "Questo è il risultato ultimo dell'eccessiva tutela che lo Stato sta fornendo a società commerciali multinazionali che non producono (e non hanno alcun interesse a produrre) cultura ed arte, ma che badano esclusivamente al fatturato."

    mentre qui si dice che bisogna rivedere il diritto di autore in modo da difforndere la cultura :
    "C'è allora bisogno di intervenire con coraggio affinchè la creatività sia lasciata libera di esprimersi, producendo e diffondendo cultura. C'è bisogno di adottare misure adeguate, guardando al nuovo, al futuro e non al passato"

    Beh insomma un po' come dicono chi difende il p2p di materiale coperto da diritto di autore, cioe' loro dicono che con il p2p c'e' la diffusione della cultura, salvo poi dire che loro non comprano mai CD o DVD visto lo scarso valore artistico delle produzioni attuali cadendo in una contraddizione madornaleA bocca aperta

    Ma un film od un brano musicale sono cultura?
    Ai grandi sostenitori del p2p di materiale protetto direi di mettersi d'accordo prima con il proprio "io". A bocca aperta A bocca aperta
    non+autenticato
  • Posso dirti che il p2p può essere considerato diffusione di cultura quando viene utilizzato in un certo modo (ricerca di materiale molto difficile da reperire in Italia).

    Penso sia "moralmente" corretto che uno possa "provare" qualcosa prima di comprarla, visto anche i prezzi.
    Un po' come il "diritto morale", orrore, che il nostro Primo Ministro muove in favore dei LADRI, questi permettetemi lo sono, che non pagano le tasse in quanto troppo alte.

    Disapprovo e tutto sommato provo rabbia per chi scarica per il puro gusto di farlo, grazie a costoro De Laurentiis e Urbani hanno argomentazioni su cui battersi.
    Chi oggi si scarica Ocean's Eleaven lo sta sicuramente facendo in malafede, in quanto si può trovare senza difficoltà in affitto a 2,5 euro per 6 ore, abbastanza per vederlo e valutarlo.

    Quindi il p2p come tutti i mezzi tecnologici oggi esistenti, può essere usate bene o male. E noi italiani, come sempre abbiamo fatto, ci siamo specializzati nell?usarlo male, me incluso, anche se ultimamente ho rivisto le mie priorità.

    Ho in ordine parecchi CD Audio dal Giappone, che mi costeranno uno sproposito in dazi doganali, ma lo faccio volentieri in quanto appassionato di musica e animazione giapponese.

    Moltissime delle serie che ho scaricato dal p2p le ho viste alla TV e poi ne ho comprato i DVD. Molte altre le ho viste non mi sono piaciute e le ho cancellate.

    Idem dicasi per la musica, sono appassionato di colonne sonore e per alcune ho avuto moltissime difficoltà per procurarmele, una l?ho dovuta far arrivare direttamente dagli USA con un amico, ciò avveniva prima dell?avvento di internetSorride

    Quindi io grazie al p2p posso dire di aver visto la mia "cultura" migliorare, in quanto ho potuto conoscere cose che non avrei conosciuto altrimenti, oppure in forme che non avrei potuto conoscere per via di adattamenti e censure degli adattatori italiani.

    Quindi la mia opinione personalissima è che si, in effetti il P2P aumenta e di molto la disponibilità e la qualità della "cultura" disponibile.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimo
    > Beh insomma un po' come dicono chi difende
    > il p2p di materiale coperto da diritto di
    > autore, cioe' loro dicono che con il p2p
    > c'e' la diffusione della cultura, salvo poi
    > dire che loro non comprano mai CD o DVD
    > visto lo scarso valore artistico delle
    > produzioni attuali cadendo in una
    > contraddizione madornaleA bocca aperta

    Chiunque affermi ciò è un folle. Chiunque io conosca e che affermi la prima parte della tua esposizione non fa esattamente quello che dici: o comprano cd/dvd che non facciano parte dello scarso valore artistico di cui parli (ovvero le ore di musica che escono ogni settimana e che ben pochi conoscono perché offuscati dalla britney di turno), oppure non acquistano E non utilizzano del tutto il circuito p2p, pur difendendolo.


    > Ma un film od un brano musicale sono cultura?
    > Ai grandi sostenitori del p2p di materiale
    > protetto direi di mettersi d'accordo prima
    > con il proprio "io". A bocca aperta   :D

    Possono essere cultura. Perdono gran parte del loro veicolo culturale nel momento stesso in cui vengono creati a fini di lucro e in quasi totale assenza di fondamenta culturali.

    Saluti
  • Sì,per portarlo dai 70 anni dalla morte dell'autore a 150 anni dalla morte dell'autore!A bocca aperta:D:D:D:D
    Si,si,ci credo che ci sia l'interesse a rivedere il diritto d'autore...........ma nei denti!A bocca aperta
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Sì,per portarlo dai 70 anni dalla
    > morte dell'autore a 150 anni dalla morte
    > dell'autore!A bocca aperta:D:D:D:D
    > Si,si,ci credo che ci sia l'interesse a
    > rivedere il diritto d'autore...........ma
    > nei denti!A bocca aperta

    La questione non e' tanto e solo la durata ma il concetto stesso di "diritto d'autore" anche quando questo e' gia' defunto e da un pezzo.
    Ma anche se fosse in vita il "diritto d'autore" non potrebbe essere alienabile, appartiene a chi ha ideato l' opera e a nessun'altro, al massimo si puo' parlare di "diritto di sfruttamento commerciale" che e' un'altra cosa, che e' piu' relazionata con un guadagno da rendita che a una proprieta' intellettuale.
    C'e' secondo me un' uso improprio e fuorviante di questo termine.
  • "L'autore in realtà è il classico nano tra i giganti, il suo apporto è infinitesimo rispetto a quanto gli altri o l'ambiente circostante hanno già realizzato. è la storia del progresso umano, ognuno continua da dove l'altro ha smesso. Il diritto d'autore così come oggi è stato estremizzato impedisce ad una società di evolversi. Oggi Terenzio e Plauto sarebbero stati citati in tribunale e costretti a risarcimenti miliardari. "

    Solita scemenza di stampo mentale tipicamente comunista, in accezione berlusconiana ahimè, che mortifica l'importanza fondamentale dell'individuo, nullificato e portato a massa, tutto a favore del collettivo.

    Idiozie che la storia ha dimostrato tali coi fatti. Sia nel fallimento dell'URSS, sia soprattutto rilevando che, dati alla mano, c'è stato di gran lunga più progresso e fermento nei paesi occidentali (e SOLO in questi!) in ogni campo in questi pochi decenni di copyright, brevetti e tutela della proprietà intellettuale in genere, che in tutto il resto dei millenni di storia umana messi assieme.

    Al che qualcosa (tutto) nella frase di cui sopra non torna e si rivela la solita boiata, fuffa tutta trip mentale, senza nessuna attinenza col mondo reale.

    Proporrei un cambio al nome del movimento: vetero-global, che è più adatto. Di new non c'è proprio niente. Magari è per quello che non piacciono gli inventori: la classica invidia di chi di idee sue non ne ha mai avute, capace com'è di riciclare solo quelle degli altri.

    ==================================
    Modificato dall'autore il 06/04/2004 0.40.44

  • - Scritto da: Ekleptical
    > "L'autore in realtà è il
    > classico nano tra i giganti, il suo apporto
    > è infinitesimo rispetto a quanto gli
    > altri o l'ambiente circostante hanno
    > già realizzato. è la storia
    > del progresso umano, ognuno continua da dove
    > l'altro ha smesso. Il diritto d'autore
    > così come oggi è stato
    > estremizzato impedisce ad una società
    > di evolversi. Oggi Terenzio e Plauto
    > sarebbero stati citati in tribunale e
    > costretti a risarcimenti miliardari. "
    >
    > Solita scemenza di stampo mentale
    > tipicamente comunista, in accezione
    > berlusconiana ahimè, che mortifica
    > l'importanza fondamentale dell'individuo,
    > nullificato e portato a massa, tutto a
    > favore del collettivo.
    >
    > Idiozie che la storia ha dimostrato tali coi
    > fatti. Sia nel fallimento dell'URSS, sia
    > soprattutto rilevando che, dati alla mano,
    > c'è stato di gran lunga più
    > progresso e fermento nei paesi occidentali
    > (e SOLO in questi!) in ogni campo in questi
    > pochi decenni di copyright, brevetti e
    > tutela della proprietà intellettuale
    > in genere, che in tutto il resto dei
    > millenni di storia umana messi assieme.
    >
    > Al che qualcosa (tutto) nella frase di cui
    > sopra non torna e si rivela la solita
    > boiata, fuffa tutta trip mentale, senza
    > nessuna attinenza col mondo reale.
    >
    > Proporrei un cambio al nome del movimento:
    > vetero-global, che è più
    > adatto. Di new non c'è proprio
    > niente. Magari è per quello che non
    > piacciono gli inventori: la classica invidia
    > di chi di idee sue non ne ha mai avute,
    > capace com'è di riciclare solo quelle
    > degli altri.

    anche la cina sta progredendo grazie al copyright?

    uhm.. non proprio.. però sicuramente anche grazie al controllo di internet che tu vorresti venisse attuato.

    ti ripeto: non pulirti il sedere con la parola "capitalismo" e "comunismo", non ne capisci nulla.
    piuttosto vieni sul forum a tema libero e parliamo di musica.
  • > anche la cina sta progredendo grazie al
    > copyright?

    La Cina sta progredendo cannibalizzando i copyright e know-how degli occidentali, che sono talmente pirla da darglieli in cambio dei costi di produzione bassissimi.

    Stanno applicando la strategia del MITI giapponese che ha portato avanti il paese nipponico dal dopoguerra fino agli anni '80, col vantaggio di essere una dittatura, di trovarsi il mondo aperto e di essere dei morti di fame (che in questo caso è paradossalmente vantaggioso!).

    Gli occidentali sono talmente scemi da farsi fregare tutto senza nemmeno replicare, nel solito mito demente di spostare la produzione verso i beni avanzati o verso i servizi.
    Peccato che non si capisca bene quali siano questi beni avanzati da produrre in occidente, visto che tutto l'hi-tech è Made in China, Taiwan, Singapore, Malayasia e compagnia, e in occidente (e Giappone) non produce più un tubo nessuno ma subappalta nelle EPZ sparse per il globo.
    Il colmo è che ormai si subappaltano pure i servizi, vedi software e call center USA, ormai tutti in India!!

    Al che non è ben chiaro cosa rimanga in occidente, tant'è che ormai le grosse multinazionali non sbaraccano e trasferiscono più solo la fabbrica e gli operai, ma anche gli uffici e i colletti bianchi!!!

    L'unica cosa che rimane Occidentale sono le idee, in forma di marketing e R&S. Ma abbiamo di fronte una geniale et furbissima nuova generazione imbevuta di fantastiche idee condivisorie, che disprezzano e vogliono far fuori anche quello! Via copyright, via brevetti, dividiamo tutto.

    Bravi, poi però non lamentatevi se dividerete anche lo stipendio con quello di 10 cinesi, visto che se tutti partono alla pari, l'unica concorrenza possibile rimane quella sul prezzo. E infatti gli stipendi, invece di salire, calano, guarda un po'....

  • - Scritto da: Ekleptical

    > Solita scemenza di stampo mentale
    > tipicamente comunista, in accezione
    > berlusconiana ahimè, che mortifica
    > l'importanza fondamentale dell'individuo,
    > nullificato e portato a massa, tutto a
    > favore del collettivo.
    >
    >

    come al solito chi non è d'accordo con te è un idiota punto è basta...(in pieno stile new fascio...anche questo di new ha poco)
    La tua dissertazione sui fallimenti del comunismo (vera, ma limitata, il che non fa che denunciare e rimarcare i limiti della tua conoscenza storica) è campata per aria e non ha nulla a che vedere con la frase da te citata...

    non+autenticato

  • >
    > Solita scemenza di stampo mentale
    > tipicamente comunista, in accezione
    > berlusconiana ahimè, che mortifica
    > l'importanza fondamentale dell'individuo,
    > nullificato e portato a massa, tutto a
    > favore del collettivo.
    >

    Ciao perdente, vedo che continui a cercare di creare confusione sparando termini come "comunismo", "berlusconiano" a casaccio in modo da tentare di aizzare gli animi di quelli che ti ascoltano e mettere gli uni contro gli altri con la solita favola di berlusconi vs. comunisti vs. fascisti vs. capitalismo vs. socialismo vs. berlusconi. Ma i pensieri di tanti che affollano questi forum sono trasversali. Il tuo settore è condannato. Piano piano raggiungeremo anche te. E ti daremo un calcio in c**o (non in senso materiale, sono contrario alle punizioni corporali, ma in senso di mercato del lavoro).

    Oggi la situazione dell' ambito dove lavori è molto chiara.

    Pochi (5 major) controllano i diritti su tutta la proprietà (intellettuale) e tengono per la gola tutti (artisti e consumatori).

    Dove sta l' Unione Sovietica? A noi ricorda tanto il PCUS.

    - un anticomunista -
    non+autenticato
  • Con l'insieme di stupidaggini che hai scritto sei riuscito a prendere dei calci nei denti (in senso figurato, ovvio) sia dai comunisti che dagli anti-comunisti (e anche dal resto).

    Complimenti, raramente mi è capitato di vedere altrettanto.

    By "abbasso il Nano di Trasta"
    E' caduto, e cadrà di nuovo, e farà ancora più rumore, ruzzolo malefico.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Ekleptical
    > "L'autore in realtà è il
    > classico nano tra i giganti, il suo apporto
    > è infinitesimo rispetto a quanto gli
    > altri o l'ambiente circostante hanno
    > già realizzato. è la storia
    > del progresso umano, ognuno continua da dove
    > l'altro ha smesso. Il diritto d'autore
    > così come oggi è stato
    > estremizzato impedisce ad una società
    > di evolversi. Oggi Terenzio e Plauto
    > sarebbero stati citati in tribunale e
    > costretti a risarcimenti miliardari. "
    >
    > Solita scemenza di stampo mentale
    > tipicamente comunista, in accezione
    > berlusconiana ahimè, che mortifica
    > l'importanza fondamentale dell'individuo,
    > nullificato e portato a massa, tutto a
    > favore del collettivo.
    >
    > Idiozie che la storia ha dimostrato tali coi
    > fatti. Sia nel fallimento dell'URSS, sia
    > soprattutto rilevando che, dati alla mano,
    > c'è stato di gran lunga più
    > progresso e fermento nei paesi occidentali
    > (e SOLO in questi!) in ogni campo in questi
    > pochi decenni di copyright, brevetti e
    > tutela della proprietà intellettuale
    > in genere, che in tutto il resto dei
    > millenni di storia umana messi assieme.
    >
    Potremmo discutere per anni sul fatto che il copyright
    abbia portato o meno ad un progresso, se il progresso c'e' stato magari e' stato dato piu' dalla guerra fredda che altro..
    Non a caso il miglior reattore a fusione (non fissione) e' stato realizzato in russia (Tomahawk), cosa che in occidente non e' ancora stata fatta.

    Pur non condividendo le motivazioni che porti qui, sono comunque daccordo con la critica a questi newglobal, movimento fumoso, altamente politico e poco "umanitario".

    samu
    506

  • - Scritto da: samu

    > Non a caso il miglior reattore a fusione
    > (non fissione) e' stato realizzato in russia
    > (Tomahawk), cosa che in occidente non e'
    > ancora stata fatta.

    Tomahawk?!?!? Il TOKAMAK! ed e` solo un prototipo.
    non+autenticato
  • > "L'autore in realtà è il
    > classico nano tra i giganti, il suo apporto
    > è infinitesimo rispetto a quanto gli
    > altri o l'ambiente circostante hanno
    > già realizzato.

    A me sembra sensato. New, perche' siamo nell'era di internet, ma forse GNU-Global ci starebbe meglio. Linux non e' comunista, Linux e' socialmente utile, un'opportunita' per tutti, una ricchezza di tutti. E se il potenziale di GNU oggi e' evidente al povero come al ricco ed ugualmente i vantaggi sono per l'uno e per l'altro allora si puo' anche ipotizzare di cominciare a promuovere il modello anche in altri campi. Per esempio la ricerca farmacologica, ma anche la biologia e chissa' che miracolosamente anche il terzo mondo possa disporre di medicine e di sementi senza trucchi e senza inganni.

    Io non dico che si debba per forza essere generosi, ma credo che impostare sempre il pensiero in modo da ricavarne qualcosa che prescindendo dall'utilita' si riveli principalmente dannoso per il nostro antagonista, sia, alla lunga, come minimo paralizzante.
    non+autenticato
  • Bel polpettone ideologico che dimostra solo la tua ignoranza.
    non+autenticato
  • dunque "Ekleptical" = eclettico, quindi eclettismo, ossia, da Garzanti (in senso anche spregiativo) "rimaneggiamento e combinazione non originale di idee altrui" ...

    Con questo nick come diamine pensi di essere credibile nel difendere il diritto d'autore in senso così rigido e stretto ?

    L'eclettismo è buona cosa proprio quando riesce a cogliere il meglio delle idee e creazioni altrui per creare qualcosa di nuovo e financo di originale. Grazie a Dio in passato proprio la mancanza di un "diritto" d'autore come quello che Tu vorresti difendere e la possibilità di ripartire dal punto in cui il predecessore ha lasciato ha consentito l'enorme progresso della civiltà umana.

    E' quindi condivisibile la posizione dei new-global quando punta a limitare l'interesse commerciale di sfruttamento di un diritto nel nome del progresso.
    non+autenticato