DL Urbani, la Commissione ascolta

Si tenta di rimediare alla mancata consultazione degli operatori prima del varo del DL. Ancora incerto l'orientamento della maggioranza. Gli ISP puntano sullo stralcio dell'articolo 1. Rodotà: il DL confligge con le norme sulla privacy

DL Urbani, la Commissione ascoltaRoma - Sono giorni di audizioni questi alla Commissione Cultura della Camera dei Deputati che, come noto, si sta occupando di esaminare il contestatissimo DL Urbani su cinema e pirateria (qui il testo). Audizioni che, pur arrivando dopo l'approvazione del DL stesso da parte del Consiglio dei Ministri, potrebbero contribuire a correggerne il tiro in sede di conversione in legge.

In due giorni è stato ascoltato mezzo mondo, dai rappresentanti delle major (BSA, FAPAV, FPM), della proprietà intellettuale (SIAE), dell'industria (Vitaminic, Telecom, Yahoo), di Confindustria a quelli dei provider (AIIP e Assoprovider) ad esperti della Polizia Postale, della Registration Authority e di associazioni come Adiconsum, Altroconsumo, Solacria e IWA Italia. Ascoltati anche Mauro Masi, Capo del Dipartimento per l'informazione e l'editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri, e Stefano Rodotà, Garante per la protezione dei dati personali.

L'intervento di Rodotà era particolarmente atteso, vista la centralità della questione della riservatezza nella formulazione del DL Urbani. Il Garante ha parlato di "incompatibilità con norme previste dalla legge sulla privacy" riferendosi in particolare a quei commi del decreto legge che i provider hanno più volte messo all'indice perché li trasforma, a loro dire, in "poliziotti", attribuendo loro responsabilità che non possono avere.
Rodotà ha spiegato che, quando si parla di provider, si parla di "soggetti privati i quali, per la disciplina del trattamento dei dati personali, non possono utilizzare né tanto meno diffondere informazioni sui propri clienti se non previa autorizzazione degli stessi. Ancora più illegittima sarebbe, sempre secondo le norme per la privacy, un'acquisizione diretta di dati".

Il Garante ha anche insistito su un punto sul quale si erano espressi con preoccupazione su Punto Informatico i provider nei giorni scorsi sottolineando che anche solo il monitoraggio delle attività internet degli abbonati "implica una serie di conoscenze e di informazioni sul singolo sulla base delle quali può essere tracciato un profilo rilevante della personalità di ciascuno. Questo profilo è però tutelato dal diritto costituzionale alla libertà e alla segretezza della comunicazione previsto dall'art.15 della Costituzione".

Tra gli altri interventi di interesse spiccano proprio quelli dei provider che hanno chiesto l'abrogazione dell'articolo 1 del decreto, quello che regola gli interventi sulla pirateria contro il cinema, o, in alternativa, una sua profonda revisione affinché sia chiarito oltre ogni dubbio che il fornitore di connettività non può essere considerato responsabile per le attività dei propri clienti né che possa operare una qualsiasi forma di sorveglianza sulle stesse.

La difesa del ruolo del provider quale mero fornitore di accesso, oltre ad essere un nodo fondamentale delle critiche che anche sul piano giuridico sono state fin qui rivolte al decreto Urbani, è stata al centro di molti degli interventi ascoltati dalla Commissione. Unanime è stata la condanna della pirateria anche da parte di coloro che hanno attaccato il tipo di repressione e il meccanismo sanzionatorio previsto dal decreto.

I rappresentanti dell'industria hanno mosso rilievi al decreto soprattutto perché, pur prendendo di mira il file sharing, considerato fonte di grande preoccupazione ed ingenti danni al settore, contempla solo le opere cinematografiche. Ma hanno anche segnalato la necessità che alle attività di repressione della pirateria corrisponda anche una forte attività informativa e di un coordinamento legislativo a livello sovranazionale.

Critici gli interventi delle associazioni consumatori che hanno tutte chiesto lo stralcio dell'articolo 1. Come Adiconsum, che ha ricordato quanto siano elevati i prezzi di accesso alle opere artistiche, dai DVD al Cinema, dai CD alla pay-tv. Altroconsumo da parte sua ha ribadito l'incostituzionalità del decreto e il conflitto che apre con le normative europee sulla proprietà intellettuale. IWA Italia ha infine sottolineato, tra le altre cose, la necessità di non ostacolare lo sviluppo della rete, di tutelare le libertà dei singoli e di prevedere, in materia di proprietà intellettuale, forme di garanzia contro il fenomeno del plagio di siti web.

L'impressione dei presenti alle audizioni di questi giorni è quella di una notevole attenzione della Commissione per gli aspetti tecnici legati al peer-to-peer e alla comunicazione in Internet ed è più volte stata ribadita l'intenzione di non voler varare un provvedimento lesivo delle opportunità offerte dalla rete agli utenti e agli operatori sul mercato.
367 Commenti alla Notizia DL Urbani, la Commissione ascolta
Ordina
  • La soluzione di tutto sarebbe molto semplice:

    Le case dovrebbero distribure gratutitamente i file (film, canzoni ecc..) inserendo nel loro interno delle inserzioni publicitarie (magari con un link ad apertura automatica o con scritte in sovraimpressione) !!!

    A questo punto si genererebbero 2 fasce di mercato:
    1- Chi spende perchè vuole la qualità.
    2- Chi accetta una qualità inferiore + la pubblicità ma che non costa nulla.

    Allora sì, che si potrebbe dire, che ogni file che non corrisponde a quello ufficiale è illegale indipendentemente se uno fa upload o download.
    non+autenticato
  • giusto!!! secondo me è una cosa molto positiva!!! però attenzione.... secondo la nuova proposta la tutela del copyright si estende a musica e editoria (che vorà mai dire editoria?? illuminatemi) perciò sulla musica mettere la pubbicità nn covverrebbe poi tanto!
    non+autenticato
  • La Legge Italiana se n'è sempre strbuggerata della privacy dei cittadini. Il diritto alla riservatezza è solo un bel concetto. Ma nessuno ne è in possesso. I nostri dati sono sempre a disposizione di un qualsiasi ministro pazzo...
    non+autenticato
  • Inebriato dalla vittoria del Depo, ho deciso di festeggiare con un misto haschisch e assenzio, e tra i fumi verdastri di cui si è riempita la mia cameretta mi sono sovvenuti i seguenti deliranti pensieri...

    Se non ricordo male il testo del decreto intendeva perseguire la "diffusione telematica" contenuti protetti. Ora questa sarà la parte che, a quanto pare, verrà modificata. Tutto allora starà nel vedere come il legislatore sostituirà questa espressione ambigua.
    Faccio un esempio:

    Pippo scarica dalla cartella condivisa di Topolino un mp3.
    Pippo non commette illecito. Topolino commette illecito?

    Ipotizzo due scenari

    1) UL E DL SONO LA STESSA COSA
    Il decreto potrebbe stabilire che la condivisione è *di per sé* un illecito, a prescindere dal fatto che anche solo un utente abbia scaricato da Topolino.
    Questa soluzione però mi sembra gravemente lesiva della libertà di Topolino: perché mai Topolino non può rendere noto -- anche attraverso programmi p2p -- a Pippo il contenuto di una sua cartella, contenga pure questa cartella materiale protetto?
    Allora sarebbe illecito anche che Topolino invitasse Pippo a casa sua, per fargli vedere (NON copiare) la sua collezione di cd...
    In altri termini, sanzionare la pura condivisione di materiale protetto, a prescindere dall'upload, non mi sembra praticabile: chi condivide non commette (IMHO naturalmente) nessun reato. Ma se è così, l'upload, non è un azione di cui è responsabile chi condivide, ma chi scarica, non è che un altro nome per il download, che però non è sanzionabile...

    2) UL E DL *NON* SONO LA STESSA COSA
    Il decreto, molto furbescamente, potrebbe stabilire che il download è lecito, ma non l'upload, interpretando cioè la condivisione come un comportamento attivo che favorisce la diffusione di materiali protetti.
    Nel caso di Pippo e Topolino, Topolino sarebbe colpevole di aver condiviso i suoi mp3 perché il download effettuato da Pippo non sarebbe stato possibile senza la condivisione di materiali effettuata da Topolino: ergo, l'upload non coincide con il download, ed è a carico del condivisore, che ne paga le conseguenze.

    Ora questo secondo scenario presenta almeno due paradossi interessanti, se soltanto ci rendiamo conto che:

    a) Topolino, nell'uploadare (ossia nel condividere attivamente, come lo interpretiamo secondo questa ipotesi) i suoi mp3, non ha fatto altro che rendere possibile un comportamento *non sanzionabile*, ossia il download da parte di Pippo. Insomma, la legge punirebbe Topolino per aver favorito un'azione che però, per un altro verso, la legge stessa non considera illecita...

    b) D'altro canto, Pippo, nel downloadare gli mp3 di Topolino, per un verso non è sanzionabile -- perché lo stabilisce espressamente la legge -- ma per un altro verso lo potrebbe essere, se non altro per "favoreggiamento". Infatti: scaricando da Topolino, Pippo ha aiutato quest'ultimo a commettere quell'illecito costituito dall'upload dei suoi mp3.
    Così la legge si contraddice , perché, di fatto -- se il download è possibile solo se c'è uno che uploada -- anche se stabilisce che il comportamento di Pippo non è sanzionabile, dovrebbe sanzionarlo cmunque e in ogni caso...

    Morale della favola: non è così facile distinguere dl e ul, tantomeno pretendere di sanzionare uno e non l'altro, sono due facce della stessa medaglia. Un decreto che non tenesse conto di questo risulterebbe, alla prova dei fatti, ancora inapplicabile...

    Ora posso riaffondare nella gioia profonda dell'avvenuta sconfitta dell'équipe presidenziale... "vi faremo divertire come il mio Milan" ha detto non più tardi di due giorni fa... già tremo...

    Saluti
    Eugen



    non+autenticato

  • -> Se non ricordo male il testo del decreto
    > intendeva perseguire la "diffusione
    > telematica" contenuti protetti. Ora questa
    > sarà la parte che, a quanto pare,
    > verrà modificata.

    Il punto debole della tua analisi, oltre al fatto che sono milanista (sigh) e' che chi condivide, condivide quasi sempre materiale per il quale non ha nessun titolo che lo autorizzi alla diffusione.

    E su questo in genere si appuntano le majors, che ci provano sempre a fare rientrare nel "lucro" anche il "mancato profitto" (loro) causato da chi condivide.

    In altri termini, secondo loro c'e' mancato profitto perche' il Topolino del tuo esempio condivide materiale (anche se gratuitamente) che non ha nessun titolo per condividere.

    Torno al mio dolore
    non+autenticato
  • > Il punto debole della tua analisi, oltre al
    > fatto che sono milanista (sigh) e' che chi
    > condivide, condivide quasi sempre materiale
    > per il quale non ha nessun titolo che lo
    > autorizzi alla diffusione.

    Ma il decreto stabilisce (ipotizzo natruralmente) anche che il download di materiale protetto non è sanzionabile *per uso personale*. Si intende evidentemente un materiale di cui il downloader non possiede già i diritti, altrimenti che cosa non sarebbe sanzionabile: il DL di materiale free? Ma questo lo era già prima!
    Se è così, da una parte, è lecito possedere materiale protetto senza autorizzazione, tramite download, dall'altra rimane illecito? Mi sembra contraddittorio...

    > In altri termini, secondo loro c'e' mancato
    > profitto perche' il Topolino del tuo esempio
    > condivide materiale (anche se gratuitamente)
    > che non ha nessun titolo per condividere.

    Ma se Topolino non ha nessun titolo di condividere questo materiale, perché (così parla la legge) Pippo ha il diritto di scaricarlo?

    > Torno al mio dolore

    Gaudium et spes per me... ora la Champions... domani le elezioni!!!
    non+autenticato

  • > Ma se Topolino non ha nessun titolo di
    > condividere questo materiale, perché
    > (così parla la legge) Pippo ha il
    > diritto di scaricarlo?

    Questo e' un bel punto. Pero' e' sempre stato cosi'. E c'e' un perche'. Perseguire chi fa download, serve a ben poco ed e' costosissimo dal punto di vista delle indagini. E' difficile provare che Tizio ha scaricato. Inoltre, una volta che vai in casa di Tizio, questo puo' dire che gli mp3 sono sue copie personali. Insomma, perseguire chi download e' molto difficile e non porta a niente. Molto piu' redditizio, e facile, perseguire chi condivide. Basta un browse di Winmx. E la messa a disposizione e' sempre illegale, non c'e' copia privata che tenga. Inoltre, la messa a disposizione, provoca, secondo loro, danno. Di qui il mancato profitto e, nei loro desideri, il reato. Loro ti denunciano per un reato, la Polizia sposa la tua tesi, sequestro del PC e quant'altro. Poi magari la Magistratura ti da' ragione, ma intanto hai passato i tuoi bei guai. E un bel po' di gente si e' spaventata. Se ci pensi, infatti, RIAA, discografici britannici, FIMI, se la sono sempre presa con gli uploaders, non con chi scarica. Rendere "legale" il download e' come dire: "rendo legale cio' che non mi frega piu' di tanto perseguire". Ma se si continua ritenere illegale l'upload, e lo si persegue davvero...Il P2P e' in grande difficolta'.

    > Gaudium et spes per me... ora la
    > Champions... domani le elezioni!!!

    Io speravo perdess solo le elezioni Triste((
    non+autenticato
  • Il mancato guadagno delle majors non puo' contare come fine di lucro per la singola persona.

    In realta' le majors sostengono che per ascoltare o vedere tu avresti dovuto pagare, ma non lo hai fatto.
    Quindi il mancato esborso di soldi cercano di farlo passare per un lucro, cioe' un profitto perche' in teoria tu non hai speso dei soldi.

    Il fatto e' che dovrebbero anche dimostrare che se tu non lo avessi scaricato allora lo avresti comprato...e' questo in realta' il passaggio che tendono a saltare.

    Se fosse stato un programma che poi hai usato per fare un lavoro, e di conseguenza ti sei fatto pagare allora il lucro e' gia' piu' evidente.
    Ma nel caso di musica e film molte indagini hanno dimostrato che non e' vera l'equazione "non scarichi quindi compri" e con cio' dovrebbe anche decadere il fine di lucro.

    Altro paio di maniche se si attaccano al fatto che non hai l'autorizzazione per condividere...su questa non credo ci sia molto da fare, a meno di non cercare di capire cosa significa legalmente condividere.

    Se condividere significa permettere a piu' persone di copiare il file allora si potrebbero fare dei sw p2p che consentano il download ad una persona per volta....ma alla fine, come e' stato gia' detto in altri post, bisogna aspettare la versione finale del decreto per capire bene.
    gpl
    40
  • Ma perchè vi siete intrippati con sta storia dell'upload e del dowload?
    A me sembra d'aver capito che l'articolo due del decreto è stato cancellato e l'art 1 esteso alla musica.
    L'articolo 1 riguarda esclusivamente lo scopo di lucro.
    Resta il problema dell'articolo 174-ter della legge 22 aprile 1941, n. 633 che resterebbe comunque in vigore nella sua formulazione originaria ossia con una sanzione da 154 a 1033 euro per chi scarica senza fine di lucro.
    non+autenticato
  • ATTENZIONE a non farvi prendere dall'entusiasmo!

    Fin tanto che con viene votato da entrambe le camere e pubblicato sulla gazzetta ufficiale; il decreto è in vigore nella forma attuale !!!

    Per cui, per il momento, ci sono ancora le multe e i controlli!
    non+autenticato
  • "Il testo come modificato viene quindi incontro alle richieste della Fimi (l'organizzazione che raccoglie i discografici italiani) che chiedevano anche per i file musicali la stessa tutela prevista dal Decreto Urbani per i file audiovisivi."

    è evidentemente impossibile che la Fimi sia soddisfatta dell'estensione agli mp3 di un decreto in cui però si desanziona del tutto il file sharing...
    Ci gioco quello che volete che il cavillo sarà quello del libero download, ma non dell'upload... con il che hanno il culo paratissimo perché non criminalizzano nessuno, e al tempo stesso uccidono il p2p...
    Infatti, il download può essere anche giustificato per "uso personale", ma provate a giustificare l'upload "per uso personale": è una contraddizione in termini!!!

    A questo punto trovo veramente difficile che ci sia qualcuno lì in commissione che capisca la furbata che stanno facendo e tenti di fermarla, se lo stesso Cortiana è soddisfatto:

    ""sarebbe una importante vittoria del popolo della rete", ha commentato il senatore dei Verdi Fiorello Cortiana presidente dell'intergruppo bicamerale per l'innovazione tecnologica."

    Spero di non essere stato troppo pessimista...


    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > "Il testo come modificato viene quindi
    > incontro alle richieste della Fimi
    > (l'organizzazione che raccoglie i
    > discografici italiani) che chiedevano anche
    > per i file musicali la stessa tutela
    > prevista dal Decreto Urbani per i file
    > audiovisivi."
    >
    > è evidentemente impossibile che la
    > Fimi sia soddisfatta dell'estensione agli
    > mp3 di un decreto in cui però si
    > desanziona del tutto il file sharing...
    > Ci gioco quello che volete che il cavillo
    > sarà quello del libero download, ma
    > non dell'upload... con il che hanno il culo
    > paratissimo perché non criminalizzano
    > nessuno, e al tempo stesso uccidono il
    > p2p...
    > Infatti, il download può essere anche
    > giustificato per "uso personale", ma provate
    > a giustificare l'upload "per uso personale":
    > è una contraddizione in termini!!!
    >
    > A questo punto trovo veramente difficile che
    > ci sia qualcuno lì in commissione che
    > capisca la furbata che stanno facendo e
    > tenti di fermarla, se lo stesso Cortiana
    > è soddisfatto:
    >
    > ""sarebbe una importante vittoria del popolo
    > della rete", ha commentato il senatore dei
    > Verdi Fiorello Cortiana presidente
    > dell'intergruppo bicamerale per
    > l'innovazione tecnologica."
    >
    > Spero di non essere stato troppo
    > pessimista...
    >
    >

    Concordo in pieno ..purtroppo mi sa che c'hai ragioneTriste
    a meno che nelle modifiche non venga inserito ''consentito l'utilizzo del file-sharing non a fini di lucro..allora forse....mhàPerplesso
    dite che sto fantasticando troppo????In lacrime
    non+autenticato
  • e' chiarissimo e concordo anche io, credo però che sappiano quello che stanno facendo...
    non+autenticato
  • aspettiamo domani... in ogni caso se si parla di "non a fini di lucro" ciò varrà anche per l'upload a meno che non si intenda che lo scambio "chiamato anche baratto" sia un passaggio di soldini sotto altra veste....

    bye

    Andrea
    non+autenticato
  • http://www.deputatids.it/comunicati/Comunicati.asp...
    In questo link che ho trovato in un post più sotto si parla del filesharing, non solo del download. Speriamo sia proprio così! Altrimenti è ovvio che siamo punto e a capo...senza condivisione è la morte del p2p!
  • Potrebbe essere....

    ma si potrebbe obbiettare che non viene fatto nessun upload, sono gli altri che fanno il download.

    L'operazione di upload dovebbe indicare la spedizione di un file in uno spazio dal quale poi viene scaricato da altri.

    Questa operazione di caricamento non viene mai fatta nei software p2p.

    Se B scarica da A fa' un download, se poi C scarica da B fa' un download...e non ci sono upload.

    Sarebbe diverso se A per condividere il file con B lo dovesse mettere su un server X (upload), e poi B se lo va' a prendere dal server X (download).

    Alla fine anche mettere un server FTP sul proprio PC potrebbe essere non perseguibile.

    Considerando anche che i programmi p2p svolgono l'operazione di condivisione praticamente in automatico senza dover far nulla non si puo' certo accusare un utente di aver fatto un upload o un'azione per forzare volontariamente la condivisione.

    Questa ovviamente e' un'interpretazione, bisogna vedere poi cosa ne pensa la giurisprudenza italiana.
    gpl
    40
  • Questa è un buon appiglio. Ricordate cosa si diceva delle canne ? Se passo una tromba ad un altro, è spaccio. Se l'appoggio su un muretto e l'altro se la prende, no. Potremmo fare un parallelismo ?

    Saluti,
    Piwi
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Questa è un buon appiglio. Ricordate
    > cosa si diceva delle canne ? Se passo una
    > tromba ad un altro, è spaccio. Se
    > l'appoggio su un muretto e l'altro se la
    > prende, no. Potremmo fare un parallelismo ?

    Uhm...No, purtroppo. Perche' tu condividi cio' che non e' tuo. In Winmx c'e' gente che shara migliaia e migliaia di files senza averne la titolarita'. E questo rimarra' illegale, ci scommetto. Altrimenti la FIMI non sarebbe stata soddisfatta.
    non+autenticato
  • Hai ragioneTriste

    Piwi
    non+autenticato

  • - > Se B scarica da A fa' un download, se poi C
    > scarica da B fa' un download...e non ci sono
    > upload.

    Non ti seguono, sono A e B che fanno un upload verso B e verso C, nel tuo esempio.

    Quindi, seguendo sempre il tuo esempio, C non rischia, ma A e B si' perche uploadano, o meglio mettono a disposizione opere protette senza averne la titolarita'. E' questo il punto centrale: se hai un originale, ad esempio, lo puoi prestare e puoi fartene una copia, ma da una copia non originale non si possono fare copie. Ne' metterle in condivisione, ovviamente. E questo non diverra' mai legale.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    >
    > - > Se B scarica da A fa' un download, se
    > poi C
    > > scarica da B fa' un download...e non ci
    > sono
    > > upload.
    >
    > Non ti seguono, sono A e B che fanno un
    > upload verso B e verso C, nel tuo esempio.
    >
    > Quindi, seguendo sempre il tuo esempio, C
    > non rischia, ma A e B si' perche uploadano,
    > o meglio mettono a disposizione opere
    > protette senza averne la titolarita'. E'
    > questo il punto centrale: se hai un
    > originale, ad esempio, lo puoi prestare e
    > puoi fartene una copia, ma da una copia non
    > originale non si possono fare copie. Ne'
    > metterle in condivisione, ovviamente. E
    > questo non diverra' mai legale.

    per come lo intendo "fare un upload" indica inviare un file in uno spazio terzo, non collegato a chi fa' il download.

    Saranno poi gli altri a collegarsi allo spazio ed effettuare il download.

    Per esempio quando aggiorni un sito web attraverso l'FTP tu fai un upload dei file, saranno poi gli altri ad effettuare il download.

    Ma se il server FTP o il sito WEB e' sul tuo PC non fai un upload, semplicemente copy i file nelle directory giuste per metterli a disposizione. In questo caso non si puo' parlare di upload ma solo di copia dei file o di spostamento al massimo.

    In definitiva l'operazione di Upload va' vista come scollegata da quella di Download, altrimenti non si puo' parlare di Upload.

    Ma per i sw p2p non e' necessaria nessuna azione per rendere disponibile il file quindi non si puo' parlare di Upload.

    Insomma l'Upload e' un'azione ben precisa.

    Spero di essermi spiegato meglio
    gpl
    40
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