Inchiodato l'autore di Love Letter

La tesi dell'incidente pare sconfessata con il ritrovamento del troiano su un server di un provider di Manila. Un altro indagato si professa innocente e i media americani attaccano: cooperare è un must

Manila (Filippine) - Onel de Guzman pare ormai "incastrato" quale autore del devastante virus Love Letter. La tesi che ha portato avanti, quella del possibile incidente nel rilascio in rete del virus, viene creduta ormai da pochissimi. Ciò si deve al fatto che nelle scorse ore su un server di un provider di Manila sono stati individuati alcuni file che la polizia ricollega direttamente a de Guzman, a causa di un suo precedente studio in cui parlava diffusamente di questo genere di codici. E se su quel server de Guzman ha inserito dei codici, difficilmente potrà sostenere di non averlo fatto apposta.

Intanto Micheal Buen, l'altro studente filippino tirato in ballo da un suo studio sui virus informatici, ha tenuto una conferenza stampa per far sapere al mondo di essere offeso e colpito perché qualcuno lo considera un "sospettato".

In effetti su Buen, e pare su altri sette soggetti, sta indagando la polizia locale con l'aiuto di esperti internazionali e dell'FBI. Questi paiono non avere dubbi sul ruolo di de Guzman e stanno focalizzando la propria attenzione su quelli che considerano per il momento "i complici", ma tra i quali potrebbe trovarsi anche il vero autore del virus.
Tra le poche cose certe, commentano intanto i media americani, c'è solo che questo evento ha messo in luce l'impreparazione delle Filippine a fare fronte ad eventi di crimine informatico e il rilievo di una cooperazione internazionale su questo fronte. Non a caso, il tema è al centro dell'incontro dei paesi del G8 a Parigi in queste ore.
TAG: cybercops