Illegali certi banner politici nell'email

Lo afferma il Garante per la privacy secondo cui è lecito inserire la pubblicità politica in email e newsletter soltanto se l'utente ha approvato nello specifico di ricevere quel genere di spot

Roma - Con una interpretazione decisamente letterale delle attuali normative sulla privacy, l'ufficio del Garante nella sua newsletter ha specificato che inserire banner con pubblicità politiche all'interno di email o newsletter può costituire un illecito.

"I banner contenenti propaganda elettorale - spiega il Garante - possono essere inseriti nelle newsletter inviate via e-mail solo ed esclusivamente con lo specifico consenso del destinatario e dopo aver dettagliatamente informato quest'ultimo che i dati personali che ha comunicato per ricevere la newsletter verranno usati anche per fare propaganda politico elettorale on line".

Sono in realtà molte le newsletter che sono state sottoscritte da milioni di utenti italiani che hanno accettato di ricevere pubblicità all'interno dei messaggi. Ma sono molte di meno quelle che, nella policy di sottoscrizione, hanno richiesto agli abbonati di specificare l'accettazione di una pubblicità politica.
La pubblicazione di questo parere non è casuale. Nei giorni scorsi, infatti, concessionarie di pubblicità e altre aziende del settore, dopo aver ricevuto segnalazioni di utenti, avevano interpellato l'Autorità garante per capire come meglio agire.

"Ribadendo la necessità di un consenso espresso e specifico al trattamento dei dati, come confermato dal recente Codice e dal provvedimento generale - si legge nella newsletter - l'Autorità ha richiamato le società al rispetto della normativa sulla privacy con particolare riferimento al caso in cui talune società abbiano raccolto un consenso per finalità commerciali e pubblicitarie e si siano interrogate sulla possibilità di avvalersi di tale consenso per scopi di propaganda politico-elettorale. L'inserimento di tali messaggi di propaganda nelle newsletter richieste, spesso solo per campi di attività molto specifici (hobby, musica, teatro ecc.) da soggetti ai quali è stata fornita un'informativa nella quale sia assente qualsiasi riferimento alla propaganda elettorale, è in contrasto con le particolari garanzie che il Codice prevede in tema di posta elettronica e che derivano dalla normativa comunitaria".

Si tratta di una posizione che potrebbe dunque mettere in difficoltà numerosi operatori. Il Garante ha spiegato che queste norme non sono valide per la propaganda cartacea "basata sull'utilizzo di registri ed elenchi pubblici accessibili a chiunque".

La differenza sta nel fatto che l'indirizzo di posta elettronica viene specificamente tutelato e non può essere considerato pubblico né può essere utilizzato per il solo fatto di trovarsi in rete. "Né - specifica il Garante - gli spot in una newsletter inviata nominativamente possono essere considerati alla stregua della pubblicità sui giornali acquistati impersonalmente in un punto vendita".

La via d'uscita, evidentemente, è chiedere agli utenti iscritti alle newsletter un nuovo consenso. Lo spiega anche il Garante, affermando che, dopo averli adeguatamente informati, i gestori possono richiedere "una manifestazione integrativa del consenso, che potrebbe essere chiesta anche subito, in previsione della prossima campagna elettorale".
7 Commenti alla Notizia Illegali certi banner politici nell'email
Ordina
  • In questa sede l'argomento mi pare evidentemente presentato in modo confuso.
    Quello che dal punto di vista del Garante appartiene alla sfera delle newsletter, viene generalizzato -volutamente?- estendondolo alla generica email.

    Secondo me c'é una netta distinzione da fare fra la "newsletter" e l'email, le mailing-list i forum, ecc. In questi ultimi casi infatti non ci sono le condizioni -e non ne vedo l'utilità- per parlare di illegalità. All'interno della mailing-list o del forum vige la politica dell'autogoverno e chi violasse le regole può essere via via semplicemente richiamato o infine eventualmente espulso.
    Adriano Liberale
    non+autenticato
  • Il nuovo testo unico che io sappia non fa distinzione fra informazione commerciale, pubblicitaria, ricerche di mercato e propaganda politica. La propaganda non e' contemplata e in tal caso mi sembrerebbe ovvio farla ricadere nella categoria generale della pubblicita'.
    non+autenticato
  • Capisco l'esigenza di tutelare i cittadini dallo spam elettorale, e bene ha fatto il garante a ricordare che è vietato, anche se usato per fini di propaganda elettorale.
    E che l'autorizzazione a ricevere ulteriore pubblicità, correlata con l'argomento della newsletter non implica l'autorizzazione a ricevere email, esterne alla newsletter, di propaganda.
    Quello che non mi trova d'accordo è il caso della pubblicità nelle newsletter. Per il garante "non si potrebbe inserire nella newsletter pubblicità elettorali senza il consenso esplicito degli utenti e quindi sarebbe opportuno che i gestori di newsletter chiedessero un integrazione".
    Per me non ci sono problemi se ricevo la newsletter con vota Tizio invece di compra XYZ.
    In secondo luogo ho già autorizzato i gestori della news a usare i miei dati personali per l'invio della newsletter, sapendo che la newsletter conteneva anche pubblicità.
    Ma questi ultimi mi stanno inviando la newsletter che contiene pubblicità politica (pagata dall'inserzionista) non mi stanno inviando (senza la mia autorizzazione) solo pubblicità politica.
    Sinceramente non vedo l'utilità di rinnovare il consenso.
    Un ultima cosa, io paragonerei le newsletter, più che ad una comunicazione personale, a quelle riviste che vengono vendute solo per abbonamento.

    ==================================
    Modificato dall'autore il 09/04/2004 11.10.47
  • sono d'accordo: un conto è lo spam o la lettera dell'amico che usa qualche mail gratuito che infila pubblicità, un conto è un
    newsletter: li ho richiesto io di ricevere quelle mail
    E se non gradiamo in molti, la newsletter fallisce e cosi capisce che non si fa (un po come la stampa stampata: se esagera in pubblicità la gente non lo compera più)
    non+autenticato
  • il fatto che per te non ci siano problemi non significa che per tutti gli altri non ci siano problemi... ognuno sarà libero di decidere *esplicitamente* se vuole o no quegli spot, e tu sarai libero di decidere che li vuoi.. di che ti lamenti?
    non+autenticato
  • Allo spam elettorale.

    Se fanno su Internet quello che sono abituati a fare nelle città possiamo pure rassegnarci.

    D'altra parte tappezzano le città di manifesti, fanno la guerra per metterli sopra quegli degli altri (bell'esempio eh?!) e poi si auto multano per pochi euro,

    Così sarà anche su Internetm faranno lo spam e poi si automulteranno di 20 euro a partito.

    Et voilà, il gioco è fatto.

    Perché Internet dovrebbe fare eccezione?
    non+autenticato