Brevetti UE, la rete spara a zero

L'Europa sta per dotarsi di una normativa che consegnerà a pochi potentati informatici i diritti su pratiche comuni nello sviluppo del software. A rischio l'innovazione. La mobilitazione culminerà domani a Bruxelles

Brevetti UE, la rete spara a zeroRoma - Chiunque si sia recato in questi giorni su www.linux.it avrà trovato una sorpresa: la home page del punto di riferimento italiano per il mondo Linux ha infatti modificato l'aspetto consueto per ospitare un appello contro la brevettabilità del software in Europa. Appello che si può leggere anche su altri siti che aderiscono alla protesta, come quello del progetto GNU, Gnu.org, di Autistici.org, del Pluto Project o di NewGlobal.it. Ma di ora in ora aumentano i siti sostenitori.

Come ben sanno i lettori di Punto Informatico, prossimamente l'Europarlamento sarà chiamato ad approvare una normativa che, con procedure assolutamente discutibili, è stata modificata sostanzialmente dopo il voto in prima lettura espresso dallo stesso Parlamento nei mesi scorsi. Per la UE questo significa l'imminente introduzione dei brevetti sul software con una concezione all'americana che viene rifiutata da pressoché tutti gli operatori e gli sviluppatori indipendenti.

La protesta degli sviluppatori è tutt'altro che isolata, sebbene sia alimentata in un quadro nel quale sembrano essere davvero pochi i parlamentari europei consapevoli della delicatezza del momento, complice anche la complessità della questione brevetti. Sulla rete italiana ed europea sta avendo grande risalto la mobilitazione che domani, 14 aprile, vedrà la comunità dello sviluppo indipendente riempire le strade di Bruxelles (qui il sito ufficiale della manifestazione).
"La Commissione Europea e il Consiglio dei Ministri - denuncia l'appello apparso su Linux.it e su molti altri siti - stanno segretamente spingendo per una brevettabilità del software senza limiti, fortemente incitati dalle multinazionali e da avvocati specializzati in brevetti. Essi stanno ignorando la decisione di voto democratico del Parlamento Europeo del 24 settembre 2003, che ha il supporto di oltre 300.000 cittadini, 2.000.000 PMI, dozzine di economisti e scienziati".

Come noto, per lungo tempo una petizione ha raccolto la forte contestazione contro le manovre che potrebbero portare nelle mani di pochi potentati dell'informatica i diritti e i brevetti relativi a pratiche comuni dello sviluppo, con effetti gravissimi sull'innovazione, come già accade al di fuori dell'Europa (lo ricordava recentemente anche Linus Torvalds, il papà di Linux).

Come sottolinea FFII (Foundation for a Free Information Infrastructure) le operazioni sul testo svolte fin qui dal Consiglio dei Ministri europei puntano ad una sostanziale cancellazione degli emendamenti che lo scorso settembre in prima lettura avevano consentito al Parlamento europeo di evitare quella che molti definiscono la americanizzazione dei brevetti. "Vogliono far sì - spiegano i promotori della grande mobilitazione europea - che tutto sia brevettabile. Ma questa non è un'opzione che l'Europa è disponibile ad accettare".

L'appello presente su Linux.it, la home page della Italian Linux Society, riportato anche dalle home page di siti come CopyDOWN, è in effetti solo una delle iniziative su cui stanno lavorando i tanti che anche in Italia si stanno dando da fare per evitare il peggio. Sul blog A noi piace il software libero, per esempio, superata la home page che ancora una volta contiene quell'appello, si può accedere ad alcune vivaci discussioni sull'argomento.

Tutta la vicenda dei brevetti in Europa è raccolta sul sito dedicato. Numerosi articoli sono anche disponibili nell'archivio di Punto Informatico.
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