Cortiana: ritirare il DL Urbani

Dichiarazione

Roma - "Rispetto al decreto Urbani, nato per limitare la pirateria, ma scritto talmente male da rischiare di danneggiare la crescita della banda larga in Italia, nei giorni scorsi sono stati fatti dei passi avanti per quanto riguarda i diritti degli utenti, ma, come più volte segnalato, ci sono grosse difficoltà per i fornitori di connettività, i provider, cioè le aziende che ancora stanno tirando il mercato informatico in una fase di recessione come questa. La proposta di fare da mastini di internet, affidando loro compiti impropri, è irragionevole". Lo ha affermato il senatore dei Verdi Fiorello Cortiana, Presidente del'Intergruppo bicamerale per l'Innovazione Tecnologica.

"Abbiamo più volte criticato la scelta di non costruire un tavolo di concertazione con le aziende e gli utenti coinvolti - prosegue Cortiana - Purtroppo, le audizioni tenutesi alla Camera non sono stati sufficienti a supplire a questa mancanza del Ministro Urbani. Viste le perplessità anche all'interno del Governo, sarebbe utile un gesto di intelligenza: ritirare il decreto e avviare un tavolo di concertazione con i soggetti coinvolti".

"Speriamo - conclude Cortiana - che il Ministro sappia fare questo gesto di buon senso".
TAG: italia
21 Commenti alla Notizia Cortiana: ritirare il DL Urbani
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  • 4,2 miliardi diviso 2 milioni di utenti significa che ogni persona che scarica da internet non spende circa
    2100 euro all'anno. Complimenti per la matematica, è tutta colpa del p2p. Ma chi cavolo arriva a spendere 2100 euro all'anno di musica se il p2p sparisce. Il danno a mio avviso si limita dal punto di vista del p2p a circa 1/2 milioni di euro, bruscolini rispetto al danno economico di tutto il settore informatico. Come sacrificare un vascello per salvare una scialuppa. Diciamo che 4 miliardi sono perdite causate dall'incapacita di commercializzare i prodotti.
    non+autenticato
  • Roma, 19 apr. - (Adnkronos/Cinematografo.it) - Le modifiche che lo stesso ministro Urbani si accinge ad apportare al decreto legge sulla pirateria cinematografica, rischiano di far si' che la medicina somministrata al paziente faccia piu' danno della stessa malattia. E' questa l'opinione dell'Anec, l'Associazione nazionale esercenti cinema. Il presidente Walter Vacchino chiarisce, ancora una volta, che nessuno intende criminalizzare Internet, definito un mezzo interessante di sviluppo del settore se usato nella legalita', quanto piuttosto evitare che si possano creare zone franche a disposizione di comportamenti illeciti individuali che una volta generalizzati producono aree di sviluppo della criminalita' a scapito dell'industria e di chi nella tutela dell'opera dell'ingegno vede l'essenza prima dello sviluppo e dell'innovazione. (Spe/Rs/Adnkronos
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Roma, 19 apr. - (Adnkronos/Cinematografo.it)
    > - Le modifiche che lo stesso ministro Urbani
    > si accinge ad apportare al decreto legge
    > sulla pirateria cinematografica, rischiano
    > di far si' che la medicina somministrata al
    > paziente faccia piu' danno della stessa
    > malattia. E' questa l'opinione dell'Anec,
    > l'Associazione nazionale esercenti cinema.
    > Il presidente Walter Vacchino chiarisce,
    > ancora una volta, che nessuno intende
    > criminalizzare Internet, definito un mezzo
    > interessante di sviluppo del settore se
    > usato nella legalita', quanto piuttosto
    > evitare che si possano creare zone franche a
    > disposizione di comportamenti illeciti
    > individuali che una volta generalizzati
    > producono aree di sviluppo della
    > criminalita' a scapito dell'industria e di
    > chi nella tutela dell'opera dell'ingegno
    > vede l'essenza prima dello sviluppo e
    > dell'innovazione. (Spe/Rs/Adnkronos


    Adesso mi inkazzo, anche a costo di finire nelle x rosse.

    NON CE NE FREGA UN ACCIDENTE DI LORO, DEI LORO SOLDI E DEI LORO INTERESSI. E NEANCHE DELLO SVILUPPO E DELL' INNOVAZIONE SE DEVONO ESSERE UN ALIBI ALLA CENSURA E AL CONTROLLO INDISCRIMINATO.

    QUELLO CHE VOGLIAMO E' LA GARANZIA DELLA LIBERTA' DI COMUNICAZIONE.

    E' CHIEDERE TROPPO DA UNO STATO DEMOCRATICO ?

    non+autenticato

  • - > usato nella legalita', quanto piuttosto
    > evitare che si possano creare zone franche a
    > disposizione di comportamenti illeciti
    > individuali che una volta generalizzati
    > producono aree di sviluppo della
    > criminalita'

    Hanno ragione! Basta con quei cinema dove ti fanno pagare una bottiglietta d'acqua 2 euro e non ti fanno mai lo scontrino!
    non+autenticato

  • Sono contento che abbiano ripensato il decreto.

    PERO' sono abbastanza sconcertato dal PERCHE' abbiano fatto questo ripensamento: per tutelare la privacy ? Nooooo ! per garantire la liberta' di comunicazione ? Macche' !

    Lo hanno fatto perche' gli ISP non hanno voglia (o non sono capaci, o aspettano che lo stato gli dia una bella sovvenzione, o chissa' per quale turpe gioco delle parti) di fare da controllori degli utenti.

    Non mi sembra assolutamente un buon motivo. Anzi.

    Probabilmente bastera' dare un po' di soldi agli ISP per fargli cambiare (immediatamente) idea e trasformarli in mastini controllori.

    Tutto si compra, tranne la liberta'.
    In gamba fiorello,
    Ciao


    non+autenticato
  • Io sono un comune mortale, ma anche un cliente.A me hanno detto che non hanno nessuna intenzione di farlo ne ora ne in futuro.
    Poi si vedrà;)
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo

    > Tutto si compra, tranne la liberta'.

    Sicuro?
    non+autenticato
  • vota Cappato alle europee!
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > vota Cappato alle europee!

    Cappato fa di nome Andy?
    non+autenticato
  • >
    > Probabilmente bastera' dare un po' di soldi
    > agli ISP per fargli cambiare
    > (immediatamente) idea e trasformarli in
    > mastini controllori.
    >
    Io non credo: le responsabilità in capo ai provider sarebbero enormi, e un controllo totale della clientela è pressoché impossibile. Se anche ai provider venisse fatto digerire il DL urbani in cambio di una cospicua inezione di $$$, questi si troverebbero ad essere continuamente sotto ricatto nel caso un utente commetta un "peccato" e loro non se ne accorgano (e le sanzioni per loro sono pesanti) oppure perderebbero clienti che si vedrebbero continuamente sbarrati gli accessi a servizi o siti scomodi, ecc.
    non+autenticato
  • Sembra inutile dire che gli isp sanno benissimo che la banda larga viene acquistata per scaricare film e mp3.
    Non capisco perchè,visto che siamo nello stato dove si pagano di più le connesioni internet e dove le tasse in base al reddito medio procapite non venga in mente a nessuno un'altra bella tassa per lo scambio così facciamo contento l'universo utente isp e major...ovviamente questo non è possibile,1 perche' siamo in italia,2 perchè abbiamo un governo di destra repressivo e che cerca di far valere il diritto dei pochi (ovvero dei straricchi),3 perchè abbiamo gente che come Urbani che non sa' usare un pallotoliere cerca di stendere una legge che sarebbe stata da decidere a tavolino un po' con tutti e soprattutto con cautela cercando di non rovinare gli affari di uno o dell'altro!(Parliamoci chiaro questa legge viene riveduta solo perchè risolveremmo il problema delle major,ma otteremmo il crollo della banda larga no perchè adesso vogliono salvare il fondoschiena dell'adolescente che scarica mp3)

    Serve aggiungere altro???A bocca storta
    non+autenticato
  • Gli ISP non denuncieranno i propri utenti... Batsa immaginare Telecom che sotto una dovuta "paghetta" comincia a denunciare e cosi via... In quanti passerebbero alle concorenti? E la perdita di tutta l'utenza ADSL verrebbe coperta dai soldi dati dallo Stato? Direi proprio di no Troll
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > >
    > > Probabilmente bastera' dare un po' di
    > soldi
    > > agli ISP per fargli cambiare
    > > (immediatamente) idea e trasformarli in
    > > mastini controllori.
    > >
    > Io non credo: le responsabilità in
    > capo ai provider sarebbero enormi, e un
    > controllo totale della clientela è
    > pressoché impossibile. Se anche ai
    > provider venisse fatto digerire il DL urbani
    > in cambio di una cospicua inezione di $$$,
    > questi si troverebbero ad essere
    > continuamente sotto ricatto nel caso un
    > utente commetta un "peccato" e loro non se
    > ne accorgano (e le sanzioni per loro sono
    > pesanti) oppure perderebbero clienti che si
    > vedrebbero continuamente sbarrati gli
    > accessi a servizi o siti scomodi, ecc.


    Sono l'autore del post originale e mi pento di non essermi firmato, visto che ne e' nato un discorso civile ed educato e non il solito marasma di ragazzini urlanti che si crea quando si parla del decreto Urbani.

    Il problema e' che in Italia il mercato delle telecomunicazioni non e' liberalizzato.
    Ci sono un pugno di societa' che si spartiscono da buoni compagni di merende tutto il mercato con la complicita' dei politicanti.

    I nomi sono tristemente noti: Telecom, Infostrada, Tiscali, Tele2, e aggiungiamoci pure Vodafone, Wind e Fartweb.

    Cioe' in realta' i clienti non si possono perdere, nel senso che se disdici Alice puoi non puoi fare altro che rivolgerti ad un altro compagno di merende.

    E' inutile dire che si rinuncia totalmente alla connettivita': e' improponibile e ovviamente le parti in causa questo lo sanno bene.

    Quindi, supponete che lo stato paghi in maniera 'equa' la perdita di un cliente ad una societa' telefonica. E' improbabile ? Non e' detto, dipende da quanto ammontano i finanziamenti ricevuti dallo stato da parte delle case cinematografiche, discografiche e del software chiuso.

    Alla fine, siete sicuri che le lobby in questione non abbiano abbastanza soldi da girare allo stato il quale li gira agli ISP ?

    Secondo me li hanno, anzi, ne hanno molti di piu'.

    Ecco perche' sono esterrefatto del motivo (tutto sommato futile e superabile, basta pagare gli ISP in maniera congrua) del ripensamento del decreto Urbani.

    Non dimenticate anche che il mercato della connettivita' in Italia si e' abbastanza stabilizzato e non cresce piu' ai ritmi di un tempo.

    Ciao
    GM

    non+autenticato
  • Non penso sia come dici tu....
    Se tu sapessi che l'ISP controlla tutto quello che fai e che scrivi ti faresti una ADSL?Io e il 90% degli italiani NO!

    Senza contare il fatoo che sarebbe contro la legge sulla privacy e soprattutto anticostituzionale.....

    Salut
    non+autenticato
  • a-n-t-i-c-o-s-t-i-t-u-z-i-o-n-a-l-e

    è inutile che questi cerchino appigli, ai provider non conviene fare gli sceriffi
    non+autenticato
  • Caro cortina, mi sa che hai detto una cosa non vera! Urbani non è intelligente...lo sanno tutti.

    vedremmo che combina il pelato ruba soldi.
    non+autenticato