Corea, il silenzio contro lo spam

L'idea del Ministro all'Informazione e alla Comunicazione è semplice: vietata qualsiasi forma di pubblicità dopo le 9 di sera e sanzioni durissime su chi osa spammare via fax o via cellulare

Seul (Corea del Sud) - E' un approccio severo e decisamente rigido al problema della pubblicità indesiderata quello proposto dal Ministero all'Informazione e alla Comunicazione della Corea del Sud, il paese a più alta densità di banda larga nel mondo nonché una delle "tigri asiatiche" dove il telefono cellulare è più diffuso tra la popolazione.

L'idea è semplice e rivoluzionaria: impedire qualsiasi forma di pubblicità tra le 9 di sera e le 6 del mattino.

Questo approccio si coniuga ad una lotta senza quartiere contro lo spam, non tanto quello via Internet, per il quale già sono previste alcune sanzioni, quanto per quello in rapida crescita nel paese che viene effettuato attraverso i fax e i telefoni cellulari. Episodi di pubblicità non richiesta con quei media verranno puniti con sanzioni pesanti, fino all'equivalente di circa 20mila euro nei casi più gravi.
Difficile dire, evidentemente, come questo potrà conciliarsi con le normali operazioni di quella massa di imprese grandi e piccole che hanno trasformato in questi anni l'economia della Corea del Sud, rendendola una di quelle a più rapido sviluppo nel mondo.

Gli uffici del Ministero si sono rivelati per il momento piuttosto avari di dettagli spiegando che saranno comunque tenute audizioni pubbliche per stabilire la forma definitiva da dare al provvedimento, che sarà comunque prodotto in forma di proposta legislativa da far analizzare dal Parlamento. La speranza del Ministero, è stato detto, è quella di rendere operative queste modifiche sostanziali al mondo del marketing, al più tardi all'inizio dell'anno prossimo.
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