L'anti-web nasce in Iraq

di Gilberto Mondi - E' curioso come le autorità americane che cercano di governare l'Iraq abbiano prima deciso di scagliare sul web un sasso di informazioni essenziali e abbiano poi scelto di nascondere la mano

Roma - Mi trovo ancora una volta a non capire e non sto parlando della guerra in Iraq, dell'intervento militare occidentale in quel paese sul quale non voglio ora commentare, ma sul modo in cui viene gestita l'informazione web da parte delle uniche autorità irachene, ossia dagli americani.

Lo sconcerto nasce da qui: è la pagina dei bollettini settimanali che fino a qualche giorno fa venivano offerti su internet dalle autorità in relazione all'argomento più caldo del momento: la sicurezza.

Ora, con una trovata lessicale da mezz'euro, viene pubblicata bene in evidenza in quella pagina una sola frase: Per ragioni di sicurezza non ci sono informazioni sulla sicurezza
Chi si trova oggi in Iraq fa affidamento su internet per molti motivi. E non sto parlando degli iracheni, la maggioranza dei quali ha senz'altro cose più urgenti a cui pensare, ma di tutti coloro che in Iraq a qualsiasi titolo ci lavorano.

Internet è, per questi ultimi, un mezzo di informazione più accessibile di altri, l'email consente di mantenere attivi canali di comunicazione non solo con l'Occidente ma anche con il resto del mondo e il sito ufficiale dell'autorità americana è un nodo obbligato, perché offre parecchie informazioni su quello che accade in Iraq, in particolare sui progetti in corso, sui vari regolamenti imposti nei diversi territori, sul personale occidentale (quello di cui si può parlare) e molto altro.

Ma ora quella scritta nera come un lutto è tutto ciò che si vuole fare sapere in materia di sicurezza. Una novità che arriva nei giorni più difficili dell'occupazione per la coalizione guidata dagli Stati Uniti e probabilmente non è un caso. Pure in una contingenza come questa, però, quella laconica frase non può che alimentare le illazioni che emergono inevitabili in assenza di informazione. Il punto, però, è che qui non solo c'è un mancato aggiornamento ma c'è qualcuno che palesa il fatto di non voler dare informazioni. La trasparenza della non-trasparenza, in pratica la negazione del web via web.

Non so sul piano strategico cosa questo significhi ma temo proprio che un tale modo di utilizzare il web, dando vita ad una sorta di zombie-web o anti-web, negando la natura informativa della rete, non possa che ritorcersi contro i suoi, a mio parere poco accorti, ispiratori.

Gilberto Mondi
TAG: mondo
14 Commenti alla Notizia L'anti-web nasce in Iraq
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  • non so che tipo di informazioni dessero su quel sito, ma se per ragioni di sicurezza hanno ritenuto di non doverle più dare, beh, è un loro diritto. Non c'è scritto da nessuna parte che un paese occupante deve mettere su un sito e aggiornarlo in tutte le sue parti. Hanno voluto farlo subito dopo la fine "ufficiale" delle ostilità pensando di fornire un servizio in vista della ricostruzione, ma se ora hanno dei motivi per chiudere una pagina, beh, che problema c'è?
    Dato che la guerra, purtroppo, NON è finita, a volte anche piccole cose possono essere delle "falle" nella sicurezza delle operazioni militari, e, ora come ora è nell'interesse di tutti, iracheni e non, che le cose si calmino al più presto, dato che la vittima principale di tutte le guerre è la popolazione civile.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimo
    > Non
    > c'è scritto da nessuna parte che un
    > paese occupante deve mettere su un sito e
    > aggiornarlo in tutte le sue parti.

    ???
    Beh, in effetti un paese occupante si commenta già da solo

    > Hanno
    > voluto farlo subito dopo la fine "ufficiale"
    > delle ostilità pensando di fornire un
    > servizio in vista della ricostruzione,

    Ricostruzione ???

    > ma se
    > ora hanno dei motivi per chiudere una
    > pagina, beh, che problema c'è?
    > Dato che la guerra, purtroppo, NON è
    > finita,

    ???
    Ma non l'aveva detto Dabliu, il grande capo falco da pollaio?

    > a volte anche piccole cose possono
    > essere delle "falle" nella sicurezza delle
    > operazioni militari,

    ???
    Che?

    > e, ora come ora
    > è nell'interesse di tutti, iracheni e
    > non, che le cose si calmino al più
    > presto,

    ???
    NELL'INTERESSE DI TUTTI, IRACHENI E NON?
    Anche degli americani magari, e magari anche degli israeliani?

    Perdona, mi è sfuggito il senso del tuo intervento

    Bruco
    2098
  • "sul modo in cui viene gestita l'informazione web da parte delle uniche autorità irachene, ossia dagli americani."

    Già questa semplice affermazione dovrebbe far riflettere su quello che sta accadendo in Iraq oggi, ovvero il più grande ladrocinio mai compiuto nella storia dell'umanità
    Bruco
    2098

  • - Scritto da: Bruco
    > "sul modo in cui viene gestita
    > l'informazione web da parte delle uniche
    > autorità irachene, ossia dagli
    > americani."

    > Già questa semplice affermazione
    > dovrebbe far riflettere su quello che sta
    > accadendo in Iraq oggi, ovvero il più
    > grande ladrocinio mai compiuto nella storia
    > dell'umanità

    La cosa sta così anche da un punto di vista formale, in quanto gli stati uniti sono ancora il "paese occupante" fino a quando la palla dovrebbe passare ad un governo iracheno. Figurarsi da un punto di vista pratico! Comunque, studiati la storia dell'umanità e vedrai quante migliaia di casi analoghi troverai. Se invece l'hai già studiata non mentire a te stesso e agli altri! Purtroppo è da che mondo è mondo che succedono ste cose qua!
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimo
    > Comunque, studiati la storia
    > dell'umanità e vedrai quante migliaia
    > di casi analoghi troverai. Se invece l'hai
    > già studiata non mentire a te stesso
    > e agli altri! Purtroppo è da che
    > mondo è mondo che succedono ste cose
    > qua!

    E allora, per favore, fammi degli esempi!
    A me non viene in mente nulla di paragonabile a ciò che sta accadendo oggi. Uno dei paesi più ricchi per risorse naturali al mondo, occupato da eserciti STRANIERI, assalito da migliaia di aziende STRANIERE con personale STRANIERO per struttare le SUE risorse. E tutto questo dietro l'ipocrita finzione della ricostruzione! Ma ricostruzione di che? A favore di chi? Degli Iraqeni? Non sarebbe più giusto parlare di ladrocinio?
    Bruco
    2098
  • quando il presidente Bush & company sostenevano perché occorreva deporre Saddam.


    I criminali dicono chi sono i criminali...
    Bruco
    2098
  • D'accordo su tutto
    Una sola cosa: in guerra mi pare ovvio che ci possano essere momenti in cui non si vogliano dire certe cose
    Se in tempo di pace l'intelligence e' muta mi aspetto che lo sia ancora di piu' in guerra.
    Forse, il problema, e' che questi negano di essere nel pieno di una guerra.....
    non+autenticato
  • internet che sopravvive alle guerre, che è sempre raggiungibiel, che fa arrivare l'informazione _comunque_ ... non esiste e il giorno delle torri gemelle lo abbiamo visto tutti. E queste di cui parlo sono le infrastrutture. Immaginarsi se le BASI tecnologiche non sono garantite, se lo sono i contenuti ... PFUI
    non+autenticato
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