Bowie: rubatemi la musica

In un gioco creativo la celeberrima popstar invita i suoi fan a creare mash-up della sua musica e vincere premi. Una trovata di marketing per un artista che preconizza la fine del copyright in pochi anni

Londra - "Entra per vincere una macchina". Da qualche ora si viene accolti così sul sito di David Bowie, una delle più celebri popstar del mondo, da sempre attirata da internet. Bowie ha infatti messo in moto con una intervista al The Times britannico un singolare concorso con cui invita i fan a giocare con la sua musica scaricabile dalla rete.

In una complessa operazione di marketing organizzata insieme ad Audi, Bowie, la cui musica è la colonna sonora degli ultimi spot Tv di questa casa automobilistica, mette in palio proprio un'Audi e una serie di cosine hi-tech per coloro che riusciranno a realizzare dei mash-up della sua musica buoni abbastanza da essere inseriti in singoli mp3 che verranno rilasciati poi via internet. Per mash-up si intende sostanzialmente l'utilizzo della musica di un brano e delle voci di un altro.

Sulla pagina dedicata è già possibile ascoltare e votare i mash-up realizzati dai fan che hanno scaricato alcuni materiali musicali dell'ultimo album di Bowie, Reality, e l'hanno mescolata ad altri pezzi del repertorio del musicista inglese. Il software necessario a realizzare il mash-up è disponibile online insieme alla musica, ma chi vuole partecipare deve spedire le sue tracce entro il 17 maggio.
"Essendo io stesso stato un costruttore di ibridi per anni - ha affermato il Duca bianco - sono felice di un progetto del genere e sono già stato il soggetto di un certo numero di buoni mash-up in passato".

Musica, webgames e marketing, dunque, ma che questa volta non vengono prodotti da una star qualsiasi ma da un artista che da lunghi anni è impegnato nella creazione di servizi web, nel lancio di CD senza tracce reperibili però online, nella creazione di radio web, nell'apertura di spazi dedicati agli utenti appassionati di musica, nelle teorizzazioni sul futuro della rete.

Riferendosi all'incedere travolgente delle tecnologie, Bowie aveva dichiarato nel 2002 che "il copyright ha dieci anni" di vita e aveva invitato i suoi colleghi a cambiare atteggiamento rispetto al diritto d'autore, una posizione che ha scatenato un certo dibattito.
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