Ecco perché accanirsi contro Gmail

Marco Calamari, uno dei maggiori esperti di privacy e tecnologia italiani, affronta lo spinoso argomento della tutela della riservatezza. Da Gmail a tutto quello che luccica

Roma - Premetto che il titolo di questa lettera è solo una scusa per riallacciarsi in maniera forte alle cose esposte in una precedente lettera pubblicata su PI.

E per sgombrare il campo da qualsiasi equivoco, dico subito che Google ha pieno diritto di offrire un servizio come Gmail, che peraltro fornisce informazioni molto più esatte sui trattamenti che subiranno i dati dell'utente di, per esempio, il servizio Passport di Microsoft.

Essere meglio di... pero' è ben poco in un settore, come quello della profilazione degli utenti in cui il businness è e cerca sempre di restare il più sommerso possibile.
Non è facile fare arguti paragoni per divertire il lettore, su un argomento che mi spaventa, per cui saro' sintetico e brutale.

Il lavoro che Google, Microsoft e praticamente tutti i grandi provider di connessione fanno, hanno fatto in passato e faranno sempre più in futuro è il data mining e la profilazione degli utenti allo scopo di estrarre (nella migliore delle ipotesi) preziosi dati commerciali. Sono come pusher di una nuova droga che essendo nuova non è illegale, e che crea una totale dipendenza una volta assunta.

A poco vale che sulla confezione ci sia scritto "Quando avrete preso le nostre pasticche vi piaceranno tanto che non smetterete più". La sostanza non cambia.

Una informativa del genere, come altre è perfettamente legale nella forma quanto profondamente disonesta nella sostanza, esattamente come la maggior parte delle pubblicità che parlano solo dei pregi e nascondono i difetti.

Il problema fondamentale è che questi signori stanno comprando a prezzi stracciati la privacy ed i dati personali di coloro che diventeranno "soddisfatti" utenti di Gmail.

Fanno questo dicendo cosa non faranno dei dati degli utenti, senza dire che cosa esattamente ne faranno, per quanto tempo ed in che forma li memorizzeranno, a chi ed in che forma li cederanno.

Insisto, non sono peggiori, anzi sono migliori, di molti altri.
Questo non toglie che li ritenga un nemico da combattere in ogni modo.

D'altra parte la soluzione non è accanirsi contro chi coglie legittime opportunità commerciali, ma promuovere una cultura della privacy in Italia.
La mia umilissima opinione è che in prima linea ci dovrebbero essere il Ministero della Pubblica Istruzione e l'Ufficio del Garante della Privacy.

Ma si sa, il primo è occupato a togliere la teoria dell'evoluzione Darwiniana dai programmi scolastici, ed il secondo (per cui ho una profonda stima) è oberato dal lavoro e sottodimensionato, tant'è che è costretto a delegare le operazioni di controllo che gli spettano per legge.

Non resta che lasciare spazio a piccole iniziative, sperando che contribuiscano a far nascere questa cultura della privacy che invidio tanto al mondo anglosassone.

E quindi, visto che capita a fagiolo:
Firenze, 14 e 15 Maggio, E-privacy 2004
Informazioni su http://e-privacy.firenze.linux.it


Un saluto a tutti,
Marco Calamari
Progetto Winston Smith
82 Commenti alla Notizia Ecco perché accanirsi contro Gmail
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  • mi piacerebbe vedere se questo signore dopo 4 anni che ha scritto questa epistola, non si sia fatto un account gmail pure lui, visto che va di moda fra i linari (intendiamoci, ho anch'io la gmail!)
  • Questa famosa cultura della privacy che questo signore invidia al mondo anglosassone dov'è? Forse in Florida, quella di cui si parla in un altro articolo di puntoinformatico? Chissà perchè, puntualmente salta sempre fuori questo confronto del cavolo, noi è il supercivilizzatissimo mondo anglosassone, Forse l'unica cosa di buono che ha veramente questo mondo anglosassone è che non ci abitiamo.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Questa famosa cultura della privacy che
    > questo signore invidia al mondo anglosassone
    > dov'è? Forse in Florida, quella di
    > cui si parla in un altro articolo di
    > puntoinformatico? Chissà
    > perchè, puntualmente salta sempre
    > fuori questo confronto del cavolo, noi
    > è il supercivilizzatissimo mondo
    > anglosassone, Forse l'unica cosa di buono
    > che ha veramente questo mondo anglosassone
    > è che non ci abitiamo.

    Sul signore in questione ho qualche dubbio anch'io, visto che l'idea che tanto aspramente critica viene proprio dal mondo anglosassone...
    mah!Perplesso
    non+autenticato
  • A me di tutte queste chiacchere non puo' proprio fregar di meno.
    Questi mi danno una mail da 100mega aggratis!
    Tutto il resto sono solo bla bla bla!

    Se si decidessero ad attivarmi l'account io sarei disposto a dargli perfino nome e cognome in cambio (almeno per quanto riguarda la casella principale).
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimo

    > Se si decidessero ad attivarmi l'account io
    > sarei disposto a dargli perfino nome e
    > cognome in cambio (almeno per quanto
    > riguarda la casella principale).
    Perche' scusa, tu non firmi _mai_ nessuna tua mail con nome o cognome? Magri ci metti anche di peggio: tipo dare il tuo numero di cel. a qualche amico.

    E loro indicizzano...

  • - Scritto da: Anonimo
    > A me di tutte queste chiacchere non puo'
    > proprio fregar di meno.
    > Questi mi danno una mail da 100mega aggratis!
    1 giga, non 100 mega
    non+autenticato
  • Mi stupisco marco.
    basta scrivere INGHILTERRA nel motore di ricerca di PI per vedere quante orrende violazioni della privacy siano semplicemente legali perchè hano cambiato la legge ... tu che ti occupi di freenet ... in inghilterra se ti chiedono la password di PGP glie la devi dare e basta.
    lo screening dei contenuti delle mail è legale
    la lettura delle mail dei dipendenti e di chiunque ...
    telecamere dappertutto ...


    ma scherzi?????????
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Mi stupisco marco.
    > basta scrivere INGHILTERRA nel motore di
    > ricerca di PI per vedere quante orrende
    > violazioni della privacy siano semplicemente
    > legali perchè hano cambiato la legge
    > ... tu che ti occupi di freenet ... in
    > inghilterra se ti chiedono la password di
    > PGP glie la devi dare e basta.
    > lo screening dei contenuti delle mail
    > è legale
    > la lettura delle mail dei dipendenti e di
    > chiunque ...
    > telecamere dappertutto ...
    >
    >
    > ma scherzi?????????

    Stupisciti pure, poi leggiti per favore l'altra risposta.
    Ma tu a Firenze ci sei mai stato ?
    Non stai mica parlando di cose che in Italia non ci sono...
    non+autenticato
  • ...
    tutto questo voler accanirsi contro un sorvizio come tanti altri..

    c'è un contratto, lo leggi, ti dicono che in base alle parole che ci sono nella tua mail ti fanno vedere pubblicità che "potrebbe interessarti", non ti profilano, dichiarano che non venderanno i dati raccolti (a differenza di quello che viene detto in questa lettera...)

    cioè... siamo grandi, vaccinati, non siamo i bimbi pacioccosi che cliccano dappertutto (credo)....

    non mi interessa nulla delle azioni che google fa? voglio dargli fiducia? bene, mi faccio l'account..

    google mi fa paura? la mia privacy deve restare immacolata? bene, non lo sottoscrivo...

    ma ricordatevi... che se google ha dichiarato come userà i vostri dati, tanti non lo hanno detto ma agiscono magari anche peggio di lui...

    e poi smettiamola con tutta sta privacy... un giorno mi chiama un operatore della mia compagnia telefonica mobile... mi chiede come mi chiamo, gli ripondo che non erano affari suoi, e di tutta risposta che mi dice? "guardi che mi basta fare 2 click e so tutto di lei..." (non era una fregatura... l'id del chiamante effettivamente era del servizio assistenza del mio operatore)....

    a proposito... visto che ci tenete tanto alla vostra privacy... dove lavoravo poco tempo fa, la macchina che faceva da proxy aveva l'account di administrator lasciato senza password...
    sapete quanto ci voleva a scrivere \\nome_della_macchina_col_proxy\c$, loggarsi come administrator senza password e avere i logs dell'isa server per sapere i cavoli privati di ogni persona? più o meno nulla...
    io non li ho mai guardati... ma non so se tutti quelli che se ne erano accorti erano stati in grado di resistere alla tentazione...

    vediamo di entrare nell'ottica che su internet mantenere la privacy su di se non è così semplice...

    un saluto a tutti!!Sorride
    non+autenticato
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