"Sulla gravità del reato di calunnia ad un pubblico ufficiale spero che non ci sia da discutere, o forse sì: dato che ormai su Internet in nome della libertà pare che si possa fare qualunque cosa come ad esempio infettare i computer di mezzo mondo restando impuniti, dato che nelle Filippine non esistono leggi a riguardo.
Esistono inoltre nel forum istigazioni ad attacchi informatici ai nostri sistemi.
In un articolo addirittura, abbiamo potuto leggere una spiegazione dettagliata sulle procedure da adottare. Abbiamo già provveduto a denunciare alle autorità competenti il fatto e ci risulta che siano in corso delle indagini. Sarà il magistrato a verificare eventuali responsabilità.
Nessuna querela o minaccia di querela diretta nei vostri confronti quindi.
Se avete capito in questo senso probabilmente ci siamo espressi male e vi chiediamo scusa per l'equivoco.
Relativamente alla scarsa deontologia professionale dimostrata con la mancata verifica delle informazioni pubblicate o comunque sulla caduta di stile evidenziata con la pubblicazione di un link ad un forum come quello sopracitato, (senza spendere qualche minuto per analizzarne i contenuti) non ci pronunciamo e saremmo comunque gli ultimi che si potrebbero permettere di dare delle lezioni..
Saranno i Vostri lettori a giudicare.
Semprechè pubblichiate questa nostra replica.
Per intanto sul nostro portale Rapido.it la troverete già pubblicata all'indirizzo http://www.rapido.it.
Con i migliori saluti.
Alberto Vazzoler"
Prendiamo atto che non saremo querelati ma l'equivoco, ahilei, non l'abbiamo creato noi.
Non so perché ritiene che Punto Informatico debba occuparsi in questa sede di dislessia o del reato di calunnia ad un pubblico ufficiale o perché debba prendere atto delle poche righe in cui sintetizza temi (virus, libertà digitale, attacchi informatici, libertà di link) di cui questo giornale si occupa da anni. Non prendo neppure in considerazione l'accusa di scarsa deontologia professionale perché le fonti che il nostro giornale ha ritenuto di consultare per realizzare
quell'articolo sono state come sempre verificate.
Mi permetta quindi di rinviarla invece ad una attenta rilettura delle email che in redazione sono giunte da lei e dal suo avvocato. Auguri,
Paolo De Andreis.
LETTERA DI VAZZOLER A PUNTO INFORMATICO DEL 17.05.2000
"DIFFAMAZIONE A MEZZO STAMPA
Scrive Alberto Vazzoler presidente di Netfraternity.
Riguardo al vostro articolo su Netfraternity e Payland riteniamo che nessun giornalista avveduto possa pubblicare nulla del genere se prima non ha consultato la controparte.
-Non abbiamo ricevuto nessun mailbombing.
-La causa intentata contro Payland sta seguendo le vie giudiziarie previste dalla legge
-Abbiamo dato mandato ai nostri legali per verificare se l'articolo da voi pubblicato possa configurare il reato di diffamazione a mezzo stampa
Attediamo uan vostra replica
Alberto Vazzoler"
LETTERA DELL'AVVOCATO SERGIO CALVETTI, LEGALE DI NETFRATERNITY
"QUERELA
Scrive Sergio Calvetti avvocato in Treviso difensore di Netfraternity Network S.p.a.
Vi informiamo di aver denunciato/querelato il legale rappresentante di Payland.com S.r.l. e dei suoi collaboratori per il reato di diffamazione a mezzo stampa essendosi reso/i responsabile/i della divulgazione del Forum dalla stessa promosso di messaggi diffamatori nei confronti del dr. Alberto Vazzoler legale rappresentante di Netfraternity.
Il link contenuto nella vostra testata giornalistica on-line integra secondo il mio parere analoga attività delittuosa.
Di conseguenza verrà avviata nei vostri confronti un' analoga richiesta all'autorità giudiziaria competente.
Il compito dell'editore è quello di informare i lettori della cronaca quotidiana verificando i contenuti dei testi non di propria e diretta redazione, ricadendo in caso di negligenza nel dolo indiretto e/o colposo.
Di tanto era mio dovere informarvi.
Avv. Sergio Calvetti"