Pirateria, la via spagnola

Combattere contraffazioni e duplicazioni illegali mediante un drastico abbassamento dei prezzi grazie al taglio dell'IVA. Non cambierà tutto ma, dice il Governo, la cultura non è un prodotto

Madrid - Suscita attenzione in Europa e in Italia la decisione del nuovo governo spagnolo di andare incontro alle richieste di molti settori della società e degli stessi produttori di contenuti culturali, come musica e libri: tagliare drasticamente l'IVA sui prodotti della cultura distribuiti nel paese.

L'annuncio che a brevissimo l'IVA su CD scenderà al 4 per cento dal 16 attuale e quella sui libri dal 4 all'1 per cento è stato dato in questi giorni dal ministro della Cultura Carmen Calvo, secondo cui "la cultura non può essere intesa come un prodotto ma deve essere considerata un bene comune".

L'iniziativa spagnola si integra alla perfezione con le richieste di produttori e distributori, da sempre speranzosi che il peso dell'IVA su questi prodotti possa essere ridotto per stimolare le vendite senza intaccare gli utili dei diversi "nodi" della distribuzione tradizionale.
Il ministro Calvo ha anche sottolineato che il ribasso dell'IVA "ridurrà i prezzi finali di libri e dischi con effetto doppiamente positivo: aumenteranno gli acquisti da parte dei cittadini e crescerà la produzione. Il rafforzamento dell'industria contribuirà alla lotta alla pirateria musicale e alla protezione della proprietà intellettuale e dei diritti d'autore". Contro la pirateria, comunque, Calvo ha anche intenzione di sostenere l'adozione di nuovi strumenti di protezione nonché l'introduzione di sanzioni e politiche preventive, sebbene molto spetti all'industria di settore in termini di sviluppo di piattaforme tecnologiche all'altezza.

Ma il Governo spagnolo non si fermerà qui. Tracciando un ulteriore solco rispetto all'amministrazione precedente, Calvo ha voluto appoggiare il modello della eccezione culturale, una forma di protezionismo applicato in Francia su talune produzioni nazionali per difenderle dal dilagare delle distribuzioni internazionali e, in particolare, statunitense. Un modello che piace a Madrid, che sottolinea come "sei pellicole su dieci che vedono i francesi sono di produzione nazionale. Per questa ragione, senza obbligare nessuno su quello che deve o no vedere, stimolare da parte del governo la produzione di cinema nazionale significa favorire una maniera di esprimersi e di riflettere una immagine del paese nel mondo".
TAG: mercato
89 Commenti alla Notizia Pirateria, la via spagnola
Ordina
CONTINUA A LEGGERE I COMMENTI
1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | Successiva
(pagina 1/6 - 26 discussioni)