Ahia! Sega in rosso, presidente lascia

Le vendite del Dreamcast non vanno come dovrebbero, il bilancio segna rosso ed ora il presidente si ritira dalla carica. Un vecchio colosso senza più idee?

Tokyo (Giappone) - Sono lontani i tempi dei successi in sala giochi e delle console a 8 e 16 bit. Oggi Sega, uno dei mostri sacri dell'entertainment giapponese, sembra non indovinarne più una.

Dopo la batosta presa con il Saturn, Sega puntava tutto sul Dreamcast, una macchina che avrebbe dovuto sfruttare a suo vantaggio il temporaneo vuoto lasciato da Sony e Nintendo. Sembra però che il Dreamcast, nonostante abbia riscosso un timido consenso, stia vendendo molto meno del previsto, specie in prossimità dell'arrivo del nuovo mostro di Sony: la Playstation 2.

Le cose sembrano andare così male (del resto alla fine di marzo Sega ha presentato per il terzo anno consecutivo il bilancio in rosso), che il suo presidente ha rassegnato le dimissioni "accontentandosi" della carica di vice chairman dell'azienda: al suo posto gli succederà Isao Ohkawa, già chairman di una delle più grosse affiliate di Sega.
Il nuovo presidente promette di ristrutturare dal fondo tutto il comparto videogame e studiare una nuova console che possa rispolverare, nei prossimi anni, una firma che ha fatto la storia del gioco elettronico.