Domini .eu, varate le prime regole

La Commissione Europea redige il regolamento che governerà i domini .eu e le modalità di registrazione. Due le fasi previste per la registrazione: avanti i governi e le imprese

Roma - Un passo importante verso il varo dei domini europei.eu è stato compiuto nei giorni scorsi, quando la Commissione Europea ha pubblicato la Public Policy per queste nuove estensioni di dominio (disponibile qui in formato.pdf).

Nella policy viene evidenziato il procedimento di registrazione, che si svolgerà in due fasi, come ampiamente previsto.

Vi sarà infatti una prima fase di pre-registrazione, il Sunrise Period, durante la quale chi detiene un trademark nonché le autorità locali dei singoli paesi potranno rivendicare le denominazioni corrispondenti, un modo cioè per ridurre il più possibile successive dispute sui nuovi domini internet.
La seconda fase sarà aperta a tutti coloro che detengono diritti precedenti, una definizione che comprende trademark nazionali, indicazioni geografiche o designazioni di origine ma anche marchi non ancora registrati, cognomi, nomi d'azienda, titoli letterari e quant'altro.

Una volta concluse le due fasi, si apriranno le registrazioni vere e proprie e chi effettuerà le registrazioni dovrà accettare di vedere comparire i propri dati nello WHOIS dei domini.eu, ossia il database che, proprio come avviene per le altre estensioni di dominio, conterrà i riferimenti di ciascun registrante. Se tutto andrà per il meglio, a novembre dovrebbero iniziare le assegnazioni dei primi domini.eu.

Il consorzio EurID, che come noto è incaricato di gestire la rete dei registrar.eu, ha specificato che, dopo la pubblicazione della Policy della UE, per il varo dei nuovi domini è ancora necessario concludere l'intesa con ICANN, l'organo internazionale di supervisione sul sistema dei domini. Un accordo che dovrebbe ormai essere imminente.
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12 Commenti alla Notizia Domini .eu, varate le prime regole
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  • Mi auguro che l'assegnazione dei domini EU venga regolamentata in modo che i provider, maintainer o altri registranti non possano registare, per loro conto, i domini EU, come accaduto con i .IT.
    Infatti, come credo avvenne, nel fatidico dicembre 1999, molti registrant, invece di servire i clienti che richiedevano i nomi di dominio per i loro interessi, se li registrarono, per primi loro stessi.
    Io credo ci sia stato un conflitto di interesse, speriamo che qualcuno che controlli, ma che soprattutto ci siano delle regole chiare, da controllare.
    non+autenticato
  • Con queste regole non si risolve un bel niente!!!

    Mi spiego: l'aggiunta di nuovi suffissi dovrebbe servire proprio a chi non può averne uno con il nome della propria azienda perchè i suffissi sono già tutti impegnati. Se la stessa azienda ha azinda.it, .com .net .eu .stic...i, cosa serve farne dei nuovi??? Fa spendere più soldi a chi ce l'ha già, e non risolve niente a chi non ce l'ha!!!.
    Al fine di fare una critica costruttiva (non servirà a niente ma almeno completo lo sfogo!) do una soluzione: le aziende registrano un nome che corrisponda al nome o parte del nome; se già registrato con suffisso nazionale, possono scegliere entro un breve intervallo di tempo se adottare il nuovo suffisso (diritto di prelazione) o se tenersi il vecchio. Quindi un solo dominio registrato per ogni azienda: se vuoi .eu, almeno liberi .it per quelle aziende che hanno il tuo stesso nome o simialare. Sto parlando di ditte che hanno marchio registrato con sigle diverse( es: marconi Snc, marconi elettroforniture, demolizioni marconi srl, oppure le migliaia di sigle: ima che può voler dire industrie martelli austriaci, come incontri matrimoniali amorosi).
    non+autenticato
  • Oltre i marchi esistono infiniti altri nome (prodotti, professioni)
    che saranno altamente richiesti.
    E' quà che si dovrebbe impedire ai maintainer, in virtù del fatto che sono loro che registrano i nomi, di farlo per fini propri.
    Per ipotesi, se un maintainer che ha un contratto di registrazione presso l'Authority decide che, per esempio,
    oro.eu lo vuole lui, non c'è storia, se lo prende lui, un semplice mortale sarà sempre secondo, questo dovrebbe essere un conflitto di interessi.
    Infatti il Maintainer è tale perchè è il suo lavoro, cioè quello di registrare domini per conto terzi e, ripeto, se i domini se li tiene lui, si pone come concorrente sleale nei confronti dei privati richiedenti l'assegnazione di un nome.
    non+autenticato
  • Voglio un Armani che registri Armani.eu.

    "chi detiene un trademark nonché le autorità locali dei singoli paesi potranno rivendicare le denominazioni corrispondenti"

    Come? Non si può perché Giorgio Armani ha la precedenza?

    Ah, è giusto.
    Evviva i soldi. Le persone continuano a non contare una cippa.
  • Sinceramente non mi pare del tutto sbagliato che abbia la precedenza l'impresa e il governo. Certo che uno che registra www.armani.eu sa a cosa può andr incontro no?

  • - Scritto da: ikir
    > Sinceramente non mi pare del tutto sbagliato
    > che abbia la precedenza l'impresa e il
    > governo. Certo che uno che registra

    Per il governo sono pienamente d'accordo. Per le imprese no.
    Non dimentichiamoci che tutto ciò che viene fatto al mondo è finalizzato alle persone fisiche, non a quelle giuridiche.
    I governi devono essere al di sopra delle parti, un punto di riferimento per la gente. Le imprese no.

    > www.armani.eu sa a cosa può andr
    > incontro no?

    Che razza di discorso è? Se qualcuno promette di pestarti a sangue e te lo dice, sai a che cosa vai incontro. Questo non significa che lui abbia umanamente ragione e tu torto.
    Se vuoi andare allo stadio in Italia, sai a che cosa vai incontro, no? Violenza.
    In alcuni stati (vedi Cina) se esprimi le tue opinioni in pubblico, sai a che cosa vai incontro, no?
    Tieniti le tue libertà. Io sono ancora un individuo che conta (non è vero sono un illuso che crede di essere qualcuno, ma è una mosca in mezzo a degli elefanti, infatti fra un po' volo via).
  • Mah, io proprio non capisco, armani.com il caro Giorgio se lo sogna la notte, infatti un giudice ha detto no, alle pretese dello stilista, in più, il marchio che Giorgio Armani sbandiera dovrebbe essere "giorgio Armani" quindi nessun Giorgio Armani dovrebbe pretendere un dominio armani.quelchesivoglia.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Mah, io proprio non capisco, armani.com il
    > caro Giorgio se lo sogna la notte, infatti
    > un giudice ha detto no, alle pretese dello
    > stilista, in più, il marchio che
    > Giorgio Armani sbandiera dovrebbe essere
    > "giorgio Armani" quindi nessun Giorgio
    > Armani dovrebbe pretendere un dominio
    > armani.quelchesivoglia.

    Veramente oggi come oggi www.armani.com appartiene al network di armani, digitalo e vedrai che si apre proprio la pagina ufficiale del gruppo. Se il giudice aveva detto no, forse il proprietario di prima ha ceduto ai soldi dello zio giò...
    non+autenticato
  • Ma perche' uno dovrebbe prendersi un dominio cosi' se gia' c'ha un .it? Mi sembra la solita pappetta per far spendere la gente
    non+autenticato
  • ad esempio chi è costretto ad usare suffissi quali
    .is.it perchè tutti gli altri sono pieni...
    vedi www.meta.is.it

  • - Scritto da: aXSe
    > ad esempio chi è costretto ad usare
    > suffissi quali
    > .is.it perchè tutti gli altri sono
    > pieni...
    > vedi www.meta.is.it

    Sì ma questa META srl è di San Marino, poteva registrarsi www.meta.sm a suo tempo piuttosto che cercare l'.it
    non+autenticato
  • trademark = marchio, visto che siamo in Italia credo si possa tradurre... Sorride
    non+autenticato