IBM infila Linux sul supercomputer all'Itanium

Con folgorante tempismo Big Blue svela il primo supercomputer Linux basato sui nuovi server e workstation Itanium, un mostro da un trilione di calcoli al secondo dedicato ad analisi e simulazioni scientifiche

Armonk (USA) - Big Blue non perde tempo e dopo aver tolto i veli ai suoi primi sistemi di riferimento per Itanium, l'eServer x380 per i server e l'IntelliStation Z Pro per le workstation, ieri ha annunciato di essere pronta ad installare quello che sarÓ il pi¨ potente supercomputer Linux in ambiente accademico.

Il sistema, un supercluster formato da 160 eServer e IntelliStation basati su Itanium, Ŕ stato commissionato ad IBM dal National Center for Supercomputing Applications (NCSA) dell'UniversitÓ dell'Illinois. Capace di macinare 1.000 miliardi di calcoli al secondo, il sistemone verrÓ impiegato per studiare una grande varietÓ di problemi legati alla ricerca nel campo dei buchi neri e della relativitÓ.

"Linux, Itanium e IBM costituiscono una combinazione davvero molto forte", ha affermato Dan Reed, direttore dell'NCSA: "Abbiamo fatto girare per diverso tempo Linux su server e workstation IBM basate su Itanium e abbiamo potuto verificare delle buone prestazioni con gli applicativi".
Gli scienziati della NCSA sostengono che gli applicativi di calcolo scientifico utilizzati nei loro laboratori si avvantaggiano fortemente delle capacitÓ di calcolo matematico di Itanium. Prestazioni confermate anche dai primi benchmark pubblicati in questi giorni su Internet, i cui risultati mostrano una particolare predisposizione del chippone a 64 bit di Intel nel macinare numeri a virgola mobile, senza per altro brillare, invece, nel calcolo intero.

Itanium Ŕ stato ufficialmente introdotto da Intel pochi giorni fa nelle frequenze di 733 MHz e 800 MHz, con un costo variabile fra i 1.177$ e i 4.227$.
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