Le aste di Yahoo bandite dalla Francia

Un giudice condanna il portale a risarcimenti e a chiudere entro due mesi l'accesso al proprio sito d'aste da parte di utenti francesi. Ma Yahoo non ci sta e non crede che Parigi possa decidere alcunché

Parigi - Clamorosa sentenza quella che nelle scorse ore ha colpito il portale americano Yahoo emessa da un giudice francese, Jean-Jacques Goméz.

Il giudice ha riconosciuto Yahoo colpevole per aver consentito la vendita all'asta sul suo sito di oggetti neonazisti, aste considerate "una offesa alla memoria collettiva". Portato in tribunale la scorsa settimana dall'Unione ebraica degli studenti e dalla Lega internazionale contro razzismo e antisemitismo, Yahoo è stato condannato ad una multa di circa 2 milioni e mezzo da versare alle due organizzazioni.

Ma ciò che ha destato più clamore è che, nel dispositivo della sentenza, si chiede a Yahoo di rendere inaccessibile il proprio sito d'aste agli utenti francesi entro un massimo di due mesi...
Il 24 luglio le parti torneranno in tribunale ma pare improbabile che Yahoo possa vincere la battaglia finale in quanto la sentenza è stata fatta rientrare nella legge che in Francia vieta la vendita o la pubblicazione di qualsiasi cosa rappresenti "incitamento al razzismo".

Secondo Yahoo però le danze sono appena cominciate: "Il vero problema qui è capire se un tribunale francese può decidere i contenuti in inglese di un sito americano gestito da un'azienda americana per il solo fatto che utenti francesi possono accedere a quel sito via internet". Già in precedenza i legali di Yahoo avevano sottolineato l'impossibilità di uniformare il sito alle singole legislazioni dei vari paesi.