Sì a Linux. Se c'è Office

Da un sondaggio di Computerworld è venuto fuori che un buon numero di utenti aziendali sarebbe disposto a passare a Linux, ma non senza Office. Sembra poi che l'idea di fare a fettine Microsoft non piaccia ai più

Web - Da un sondaggio condotto da Computerworld fra un centinaio di utenti business sono venute fuori un paio di cosette interessanti. La prima è che se Microsoft, in seguito alla sua divisione in due tronconi, dovesse portare Office su Linux, un buon numero degli interpellati (il 39%) sarebbe disposto a prendere in considerazione il passaggio all'OS free.

Questo dimostra come, nel mondo business, Office venga considerato più importante del sistema operativo stesso. In Linux esistono già varie suite per l'ufficio che garantiscono una buona compatibilità con i formati di Office, ma certamente non eliminano tutti i problemi legati al porting di documenti fra due piattaforme così differenti.

Il secondo dato interessante è che solo il 23% degli intervistati si dice d'accordo sulla proposta del governo americano di tagliare Microsoft in due parti: sistema operativo da una parte e applicativi dall'altro. Il 48% approva invece le soluzioni proposte dalla stessa Microsoft, mentre la restante percentuale spazia da chi vorrebbe il colosso di Redmond fatto a coriandoli o lasciato così come sta.
Comunque vada a finire, Linux sembra non avere nulla da perdere: in questi 10 anni la sua fama è progressivamente cresciuta senza l'aiuto di giudici o tribunali. Male che vada, continuerà su questa strada, con o senza Office.