Payland-NetFraternity, vince Payland

La società di Ascoli Piceno vede riconosciuta una parte delle proprie ragioni, sufficiente per riprendere l'attività. Forse nei prossimi giorni partirà la richiesta di danni contro NetFraternity

Padova - Dura sconfitta per NetFraternity, il network sparabanner che aveva trascinato in tribunale la concorrente Payland.com accusandola di violazione del proprio brevetto industriale e ottenendo il sequestro dei suoi server. Il Tribunale di Padova ha infatti rigettato il ricorso di NetFraternity e già in queste ore, dunque, Payland.com sta riattivando i propri servizi, che compensano gli utenti di 1 euro per ogni ora di visione dei suoi banner.

Secondo il giudice, il sistema di Payland non interferisce "con l'area di valide rivendicazioni e protezioni del brevetto menzionato in ricorso e si manifesta insussistente la denunciata attività di contraffazione e di utilizzazione illecita del dispositivo brevettato".

Va detto che il dispositivo del Tribunale non premia del tutto la difesa di Payland che puntava anche su una dichiarazione di illegittimità per il brevetto detenuto da NetFraternity. Il giudice, come emerge anche nella ordinanza di dissequestro dei server di Payland, non ha infatti messo in dubbio il brevetto di NetFraternity ma si è limitato a sottolineare "una netta differenziazione tra l?invenzione oggetto del ricorso ed il sistema utilizzato dalla resistente PayLand.com".
Il giudice ha quindi deciso di revocare il sequestro e ha condannato NetFraternity a rifondere le spese processuali sostenute da Payland. Quest'ultima, nelle prossime ore, potrebbe decidere di tornare all'attacco e chiedere i danni per l'accaduto. Da parte sua, Alberto Vazzoler di NetFraternity ha già annunciato che presenterà ricorso contro la sentenza: "si tratta della solita decisione salomonica, sulla quale faremo presto reclamo".