P2P, Urbani e rete domestica

Un altro lettore chiede lumi su chi ci vada di mezzo nel caso in cui la linea ADSL condivisa con un altro utente sia usata in modo abusivo. Potenziali problemi anche per l'intestatario... innocente

Bologna - Gentile redazione di Punto Informatico, innanzitutto complimenti per il quotidiano che ogni giorno seguo, grazie al quale posso essere sempre aggiornato sulle ultimissime da ogni parte del mondo.
Vi scrivo con la speranza di chiarire un dubbio che mi affligge dal giorno in cui è stato varato il Decreto Urbani, l'altro ieri convertito in legge.

Illustro brevemente il background su cui si basa il mio quesito: ho una piccola rete domestica, composta da un server/proxy cui sono collegati due client. L'accesso ad internet avviene mediante una connessione ADSL, a me intestata.

La questione è che, mentre io non amo il P2P (sfrutto l'ADSL per avere l'accesso alla rete 24h su 24 senza preoccuparmi dei costi), l'utente proprietario del secondo client invece ne fa un massiccio uso, non tenendo per nulla in considerazione le numerosissime discussioni fatte sul decreto Urbani e le gravi conseguenze che esso prevede se "beccati" a scaricare file protetti da copyright.
Ora, se dovessero succedere dei guai (speriamo di no), dovrò risponderne io penalmente per i contenuti scaricati dall'altro utente (dato che, come sopra accennato, sono io l'intestatario dell'abbonamento ADSL), e sarò soggetto al sequestro del mio computer, HD, ecc..., oppure posso star tranquillo che tutte le accuse ricadranno sull'altra persona?

In merito a ciò sottolineo che il proxy, giorno per giorno, tiene un log dettagliato con tutte le connessioni, includendo nome ed indirizzo ip del client locale, ip e porta del client remoto con cui la connessione è stata instaurata, protocollo e metodi (get, post, ecc) utilizzati, data e ora, byte ricevuti/inviati e codici di errore restituiti. Questo per poter dimostrare la mia totale irresponsabilita di fronte all'accusa.

In attesa di vostri chiarimenti, vi porgo cordiali saluti.
Giacomo L.

Ciao Giacomo
prima di tutto consiglio di leggere un recente approfondimento pubblicato da Punto Informatico sui sequestri informatici in Italia, utile per comprendere l'ottica e l'ambito in cui si muovono le forze dell'ordine.

Rispetto al quesito, la considerazione più rilevante è che la responsabilità penale è personale e, dunque, accertati i fatti, nessun magistrato ti condannerebbe per qualcosa che ha chiaramente commesso qualcun altro (ti si potrebbe forse contestare una "mancata vigilanza" sull'uso di una connessione a te intestata ma in questo ambito la giurisprudenza non aiuta).

E' bene comunque ricordare che in Italia, piaccia o meno, si è fin qui considerato illegale sempre e comunque scaricare o condividere file protetti. Ciò va detto e ribadito anche se, al di là di qualsiasi normativa, è certamente difficile se non impossibile per chiunque, anche per chi è dotato di imponenti strumenti di monitoraggio, arrivare a cogliere i dati, per esempio un numero IP, dei milioni di italiani che abitualmente usano il peer-to-peer in modo illegale. Ciò che cambia con la Legge Urbani, in verità, sono sanzioni e accertamenti.

C'è da dire che l'introduzione del penale nella Legge Urbani fornisce strumenti di indagine molto più efficaci alle forze dell'ordine per accertare, ad esempio, la sussistenza di un reato denunciato in un caso del genere da un detentore di diritto d'autore. Detto questo, il ministro Urbani si è impegnato a cancellare il penale con una successiva legge, eventualità che renderebbe assai più lungo e complesso il procedimento di accertamento dell'illegalità e, oltretutto, assai meno pesante l'eventuale sanzione (non penale, appunto, ma esclusivamente amministrativa).

Un saluto, Adele Chiodi
64 Commenti alla Notizia P2P, Urbani e rete domestica
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  • Credo che con l'adsl possa essere facile anche fare altre cose oltre a scaricare, per esempio imparare a costruire bombe!
    Questa è una legge ingiusta qualcuno dovrebbe fare qualcosa!
    non+autenticato
  • si ragazzi questa è l'unica arma che abbiamo..
    IMPUGNAMOLA COME FORMA DI PROTESTA
    http://www.apogeonline.com/webzine/2004/05/19/01/2...

    e poi stiamo a vedere...;)
    non+autenticato
  • :@
    Abbandonare il p2p sarebbe dare ragione a questa legge ingiusta!

    Secondo me dovremmo continuare ad usarlo, scambiando materiale non protetto da copyright, qualsiasi cosa dalle nostre foto ai nostri pensieri scritti, in modo da immettere nella rete miliardi di file. se riusciremo a mettere in rete qualche miliardo di file legali, voglio vederli a controllarli tutti per vedere se fra di questi vi è qualche file protetto da copyright... diventa quasi impossibile...

    Bisogna continuare e inserire quanti più file è possibile nella condivisione, con nomi tipo "passion" o "Due torri" nelle chiavi di ricerca. Voglio vederli i controllori quando si troveranno decine di migliaia di file con due totti, spulciare per trovare se qualcuno è effettivamente un file protetto da copyright.... gli mp3, rinominiamoli tutti in .bmp o altra estensione...

    Cerchiamo di rendere la vita difficile a chi cerca di renderla difficile a noi!

    MA MAI ABBANDONARE!!!!!
  • sono d'accordo
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > sono d'accordo

    Non sono per nulla d'accordo, cosi' facendo si dara' ragione al 100% ad Urbani, che gongolera' dalla gioia.

    Inoltre il fatto di cambiare il nome del file per me e' una bojata, in quanto i controlli sono sempre stati fatti sul contenuto. Basta intercettare qualche pacchetto per capire che il file in transito e' un avi. Col nome "due totti" non freghi nessuno!

    L'unica e' passare al p2p cifrato, ma temo che il prossimo passo sia il divieto di utilizzo di conessioni criptate (come in Francia).

    Ciao
    non+autenticato
  • cosa intendi x P2P criptato?! sai qualkosa di un certo Palladium??

    inoltre credo ke sia na stronzata quella di mettere in giro miliardi di file...la difficoltà nell'intercettarli nn sarebbe solo loro ma anke la nostra in quel modo!!

    non+autenticato
  • Telefonata tra la mia ragazza e la voce calda e accogliente dell' operatrice di un noto provider

    -Buongiorno siamo della ******* vorremmo proporle l abbonamaento dsl (il nome m pare che aveva a che fare con una bambinetta che stava nel paese delle meraviglie); in questo modo puoi scaricare velocemente da internet tutta la musica e i film che vuoi-

    -Seee...così mi mettono in galera 4 anni-

    Click.......tututututu

    Il fatto è realmente accaduto...
    Lo so il sorrisino che questa storiella vi ha momentaneamente suscitato sta lasciando posto al ribrezzo verso l atteggiamento di certe persone....d altra parte pure i provider devono lavorare e se questo significa omettere futili particolari quando espongono la loro offerta, possiamo perdonarli...o no?....meditiamo....mmhh
    non+autenticato
  • Salve,
    vorrei avere un vostro parere su di un aspetto che credo in pochi si siano posti. Come tutti sano la fornitura di connessione ADSL da parte dei maggiori gruppi italiani quali telecom, wind e tiscali ad esempio non è diretta verso un solo utente alla volta ma condivisa tra piu utenti. Mi spiego meglio. Se io acquisto una adsl alice mega non saro l'unico che durante tutto il tempo della connessione utilizza l'indirizzo ip assegnatomi ma almeno altri 5 o 10 utenti diversi da me nello stesso tempo condividono lo stesso ip. Quindi avremo una situazione dove il giorno tale dalle ore x alle ore y sull'indizizzo alpha erano connessi contemmporaneamente 5 o 10 computer diversi. Questi computer tra l'altro erano connessi nella stessa zona coperta dal servizio acquistato. Ovvero se io mi collego da roma altri 5 o 10 romani come me condividono la mia stessa connessione. In pratica si crea una situazione nella quale 5 o 10 abbonamenti ADSL intestati a 5 o 10 persone diverse sono visibili su internet con lo stessi indirizzo ip. Quindi premesso tutto ciò se più di una fra queste persone o solamente una usano il p2p per scaricare film o mp3 ed è in corso un accertamento della polizia postale che è l'unico modo di risalire agli scaricatori fuorilegge oltre che tramite i server ai quali tali scaricatori fuorilegge sono collegati e che potrebbero essere a conoscenza della polizia postale perchè sequestrati in precedenza prima rilevando l'ip e poi arrivando tramite i tabulati telecom che ora gli isp non possono rifiutarsi di dare ai numeri di telefono delle linee in quel momento collegate a quell'indirizzo ip e conseguentemente ai propietari degli abbonamenti telefonici e telefonici si avrebbe la situazione dove una persona scarica illegalmente dal web materiale protetto tramile il p2p e altre 9 che vanno nei guai con lui perche condividevano il suo stesso ip. Per guai mi riferisco al sequestro del computer allachiusura dell'abbonamento internet e di quello telefonico ad essere portati in questura alle 6 del mattino e di subire un interrogatorio nonche di dover pagare un avvocato o intraprendere spese extra per potersi difendere ed andare al processo. E tutto questo solo perche un'altro condivideva. Vi sembra giusto.

    Grazie. Anomino da internet.
    non+autenticato
  • Questo fatto che con lo stesso indirizzo IP navigano 10 persone e' veramente da ricovero!!!
    Ma lo sai che gli accessi con IP dinamico è cmq un IP pubblico??? Passerà sicuramente ad un altro utente, ma quando tu sei disconnesso!! Possono sapere tutto di tutti...
    Meditate gente, meditate...
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Salve,
    > vorrei avere un vostro parere su di un
    > aspetto che credo in pochi si siano posti.

    Ovvio che nessuno se lo sia posto, dacché non è come dici tu. L'indirizzo che ti viene assegnato quando ti connetti è dinamico, quindi cambia ogni volta che ti riconnetti, ma fin quando sei connesso quell'IP è solo tuo ed è univoco.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimo
    >
    > - Scritto da: Anonimo
    > > Salve,
    > > vorrei avere un vostro parere su di un
    > > aspetto che credo in pochi si siano
    > posti.
    >
    > Ovvio che nessuno se lo sia posto,
    > dacché non è come dici tu.
    > L'indirizzo che ti viene assegnato quando ti
    > connetti è dinamico, quindi cambia
    > ogni volta che ti riconnetti, ma fin quando
    > sei connesso quell'IP è solo tuo ed
    > è univoco.


    Esatto.
    Ma la cosa non vale per Fastweb, in cui effettivamente più utenti col router casalingo sono "connessi" allo stesso router di altri utenti, quindi altri home-routers, di altre linee telefoniche....quelli hanno un IP pubblico comune a tutti, e un IP intranet univoco IN FASTWEB. Un po' come accade per una classica LAN....FastWeb, effettivamente, è una grande LAN. Io, per esempio, sono connesso da un PC della mia LAN, ma PI registra lo stesso IP (pubblico) che registrerebbe da un altro dei miei computers.

    HastaOcchiolino
    non+autenticato
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