Il Pentium è mio!

Lo dichiara la stessa società che trent'anni fa avrebbe realizzato il primo PC Intel-based: ora pretende dal chipmaker il risarcimento di mezzo miliardo di dollari per la violazione di un suo brevetto

Toronto (Canada) - Non c'è pace per Intel sul fronte dei brevetti. Dopo la recente risoluzione della costosa causa con Intergraph, e le rivendicazioni di Patriot Scientific, Intel deve ora fronteggiare l'azione legale di All Computers, una società canadese che pretende 500 milioni di dollari a titolo di risarcimento danni.

All Computers afferma che i processori Pentium infrangono un proprio brevetto, il numero 5.506.981 ('981), ottenuto nel 1996 e intitolato "Apparatus and Methods for Enhancing the Performance of Personal Computers". Secondo un comunicato diffuso da Levin & O`Connor, lo studio legale che assiste la società di Toronto, il brevetto descrive "la circuiteria base necessaria per il funzionamento dei moderni processori ad alta velocità".

In aggiunta all'indennizzo economico, All Computers ha chiesto al tribunale un'ingiunzione permanente che costringa Intel a cessare la commercializzazione di qualsiasi processore o altro chip contenente circuiti protetti dal proprio brevetto.
Un portavoce Intel ha definito le accuse "prive di merito" e ha annunciato una "dura difesa".

Prima di intentare causa ad Intel, la società canadese afferma di aver "accuratamente verificato" le proprie scoperte con l'aiuto di alcuni consulenti e, in seguito, di aver proposto ad Intel un accordo di licenza.

Per il momento non è ancora chiaro quali chip di Intel violerebbero il brevetto di All Computers. Nel proprio comunicato la Levin & O`Connor fa generico riferimento a "certi prodotti per computer, inclusa la linea di processori Pentium", ma Edward F. O`Connor, uno degli avvocati di All Computers, ha precisato che "la violazione di Intel ha avuto probabilmente inizio con il Pentium II".

Intel potrebbe non essere il solo bersaglio di All Computers. Stando infatti a quanto dichiarato da O`Connor, il brevetto '981 potrebbe essere violato anche da altri processori e da altri prodotti che contengono la tecnologia di All Computers. A questo proposito va ricordato come Intergraph, con un reclamo simile a quello di All Computers, abbia trascinato in tribunale non solo la diretta responsabile della violazione, Intel, ma anche i maggiori vendor di PC Intel-based, come Dell e HP.

All Computers è stata fondata nel 1971 da Mers Kutt, uno scienziato canadese che 31 anni fa costruì l'MCM-70, comunemente riconosciuto come il primo personal computer della storia. Per ironia della sorte, l'MCM-70 utilizzava proprio un chip di Intel: l'8008. "Intel non è la sola azienda dell'industria ad aver contribuito in maniera importante all'evoluzione tecnologica", ha affermato O`Connor.
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44 Commenti alla Notizia Il Pentium è mio!
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  • 8)8)8)8)8)8)8)8)8)8)8)8)8)8)8)8)8)8)8)8)8)8)8)8)8) sono contento che la intel stia passando tt qst guai...pero' chissa'...cn i soldi spesi per tutti questi avvocati....potevano migliore il fallimentare windows xp o i processori p4...nn credete???
    non+autenticato
  • in fondo la legge USA sui brevetti era stata fatta anche per questo: per foraggiare le associazioni degli azzeccagarbugli miliardari poveri!

    Il tutto indirettamente anche con i nostri soldi !!!

    :@:@:@:@:@:@:@:@:@
    non+autenticato
  • Alla fine dell'articolo si cita l'MCM/70 come primo computer della storia.

    SBAGLIATO!!!

    Nel 1965 (8 anni prima !) l'Olivetti presento' a New York l'Olivetti Programma 101, un piccolo computer da tavolo programmabile.
    Non sto a citare tutta la storia, chi vuole saperne di piu' in rete può trovare di tutto e di più, ma in sintesi il Programma 101 era un vero computer.
    Ciao Oscar.
  • "All Computers afferma che i processori Pentium infrangono un proprio brevetto, il numero 5.506.981 ('981), ottenuto nel 1996 e intitolato "Apparatus and Methods for Enhancing the Performance of Personal Computers".


    Quando mai i Pentium sono riusciti nello scopo di "Enhancing the Performances of..."? Bidoni buoni solo a scaldare l'interno dei cassoni di latta.....
    E' come se facessero causa a Berlusconi per aver migliorato l'Italia.....Occhiolino
    non+autenticato
  • E si... si vede che questa azienda non ne azzecca una, e ha bisogno di un pò di soldi dalla intel, altrimenti io credo che punterebbe direttamente ai processori, nel senso che sarebbe anche disposta a rinunciare ai soldi, tanto si sa che ormai la tecnologia intel è un colpo sicuro.

    Il fatto è che questa accusa non sta ne in cielo e ne in terra, perchè dopo 30 anni di attività della intel, non ha senso accusarla di violazione del brevetto (accuse che poi si pagano)

    Personalmente credo che con questa manovra la Hall computer o come diavolo si chiama, perde solamente di credibilità.

    Io personalmente non darei mai e poi mai credito ad una azienda che non è capace di farcela con le proprie forze.

    Vedrete che come stanno le cose, non è l'intel che dovrà cacciare i soldi, ma a mio parere potrebbe richiedere addirittura i danni morali e di mancato profitto.

    Si perchè credo che se questa cosa blocca ad intel la sua attività ne vedremo delle belle !!!
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