L'Associazione dello spettacolo accusa Cortiana di invitare i cittadini a non tenere conto delle leggi dello Stato. Piccata la replica del senatore: non mi hanno eletto per tacereRoma - Non accenna ad esaurirsi una polemica che sta accompagnando ormai da qualche giorno l'attesa di moltissimi utenti internet per la promessa presentazione di una normativa capace di correggere in modo sostanziale la
Legge Urbani. A combattere su fronti opposti sono l'
AGIS, l'Associazione dello spettacolo, e il senatore dei Verdi
Fiorello Cortiana, il più fiero oppositore in parlamento della normativa che porta il nome del ministro dei Beni culturali.
In una nota, Alberto Francesconi di AGIS
ha accusato duramente Cortiana dopo che questi
ha chiesto al ministro Urbani di non farsi intimidire dalle pressioni di chi non vorrebbe modifiche al decreto. "L'unica cosa davvero incresciosa in questa vicenda - ha tuonato Francesconi - è l'insistenza del senatore Fiorello Cortiana (Raffaello nella nota AGIS, ndr) nell'invitare i cittadini a non tenere conto delle leggi dello Stato italiano".
"L'AGIS - ha continuato Francesconi - continuerà in quelle che elegantemente il senatore Cortiana definisce
ridicole pressioni, per ottenere che sia difeso il concetto di legalità e
che sia perseguito chiunque lo violi. Non interessa all'AGIS l'entità della pena ma la tutela di un principio che dovrebbe essere caro innanzitutto a chi le leggi le scrive e le vota. Purtroppo, proprio l'assenza tra molti rappresentanti delle istituzioni della consapevolezza dell'illecito, contribuisce a creare confusione tra i cittadini e danni enormi a settori culturali e industriali importanti per il Paese".
Alle parole di Francesconi ha risposto a stretto giro di posta lo stesso Cortiana, che ha spiegato come "i cittadini italiani mi pagano" per "fare buone leggi" e ha sottolineato di non aver mai "invitato nessuno a disattendere le leggi dello Stato". "Cerco - ha affermato Cortiana - caso mai, di dare il mio contributo affinchè siano
migliorati i provvedimenti sbagliati nel merito e nel metodo, come nel caso del decreto anti-pirateria informatica".
"Tra l'altro - ha proseguito Cortiana - se all'AGIS non interessa l'entità della pena sarà d'accordo con noi che dare quattro anni di carcere,
la stessa pena prevista per le molestie sessuali, a chi scarica file Mp3 è, quanto meno, un assurdo giuridico".
Nella sua replica Cortiana ha infine ricordato come i provider italiani siano schierati contro il provvedimento e come numerosi utenti abbiano intenzione di
rinunciare ai propri contratti ADSL qualora entro due mesi la Legge Urbani non venga modificata.