lunedì 24 maggio 2004

Urbani/ Domani lo sciopero... ADSL

Molti utenti ritengono possa avere un senso boicottare la connettività ADSL come forma di protesta contro la Legge Urbani che oggi entra in vigore. Botta e risposta tra Cortiana e Associazioni. Un commento... contro

Le associazioni di settore che più hanno sostenuto il decreto Urbani manifestano la propria soddisfazione per l'approvazione della nuova legge anti-pirateria

Roma - Nei giorni scorsi sul dibattito relativo alla Legge Urbani è intervenuta l'AFI, l'Associazione dei fonografici italiani, che in una nota aveva affermato che "con il decreto Urbani convertito in legge, si è dato un colpo, speriamo efficace, al proliferare di atti illeciti in Internet a danno dei contenuti audiovisivi". "Anche il consumatore - aveva affermato AFI - dovrà riprendere coscienza che la propria cultura e le proprie tradizioni vanno non solo tutelate ma anche sostenute".

Secondo AFI "non c'è stato timore di scontentare le forti lobbies contrarie al decreto, ma si è ascoltato, verificato e approfondito l'appello che più volte AFI, insieme alle altre associazioni, ha lanciato in difesa del diritto". "Ora AFI - si legge nella nota - si aspetta di vedere lo stesso concreto intervento, da parte del Governo, per l'abbassamento dell'aliquota IVA sui prodotti discografici".
La posizione dell'AFI è condivisa anche da Univideo che, per bocca del suo presidente Davide Rossi, ha parlato di "scampato pericolo", riferendosi al timore che il decreto Urbani potesse non essere convertito in legge nei termini previsti, e ha dichiarato: "Meglio pervenire a questa soluzione un po' annacquata che vedere il decreto Urbani, primo, sicuramente goffo, ma certo coraggioso tentativo di intervenire su un argomento così complesso, decadere senza che intervenisse entro 60 giorni la necessaria conversione in legge da parte del Parlamento".

"Questo - ha spiegato Rossi - è il rischio che abbiamo corso e il risultato al quale puntavano non solo le imprese delle telecomunicazioni rappresentate da Federcomin, Telecom, e la Bsa, Microsoft, ma anche la gran parte delle associazioni dei consumatori".

"Insomma - ha continuato Rossi - un segnale è stato dato. Internet non potrà essere terra di nessuno sotto il profilo della tutela del diritto d'autore. Ora spetta alle strutture pubbliche, ma anche ai nostri organismi di intervento anti-pirateria, lanciare casi ed azioni ben architettate per utilizzare le nuove norme e rafforzare sia a livello operativo che di comunicazione al pubblico la tutela delle opere audiovisive".
TAG: adsl
560 Commenti alla Notizia Urbani/ Domani lo sciopero... ADSL
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  • ...e cerchiamo di essere regionevoli....se l'unico modo per protestare,per far capire che non siamo poi tanto pecoroni da mangiarci la gramigna e continuare a sborsare soldi profumati per la nostra connettività... sarebbe quello di disdire l?adsl.....allora bisogna disdire anche se a malincuore...qualche mese di meditazione e senza internet non farebbe male a nessuno.....anzi magari dopo l'estate troveremo la sorpresa... elettrica......alla faccia pure dei providers che non hanno saputo difendere altro che i loro interessi...leggete qui...e buona estate a tutti.....Joy
    http://www.rai.it/news/articolonews/0,9217,77132,0...
    non+autenticato
  • oggi è sciopero che ci fate ancora qui?
    staccate!!!!!
    non+autenticato
  • ...puzza di berlusconiano lontano un chilometro. E come tutti i berlusconiani servi, riesce a essere molto più servile del padrone, dal momento che non individua un solo difetto in una legge che perfino lo stesso ministro Ubani ha ammesso essere piena di difetti, e da cambiare. Comunque vorrei concentrarmi su due punti della sua argomentazione degna di Azzeccagarbugli

    1) Non sembra un principio democratico moderno, infatti, sostenere che siccome una certa cosa tecnicamente si può fare e/o è diffusissima (P2P e file sharing) sia anche conforme al diritto; ciò è a dirsi perché diversamente si corre il rischio di un approccio "machiavellico" (non si possono spostare i termini della questione in relazione al fine) ed anche perché (di certo nel nostro ordinamento, un po' meno in altri) la prassi non assurge mai a fonte di diritto.

    "un po' meno in altri..." bontà sua! Quindi l'argomentazione di chi ritiene che la prassi dovrebbe avere una qualche influenza sull'evoluzione del diritto non è completamente campata in aria, come sembra ritenere l'apodittico avvocato Buti, dal momento che in qualche parte del mondo c'è chi (con buonsenso anglosassone) tiene conto realisticamente anche della prassi.

    Se la cultura e l'arte costassero di meno non ci sarebbe motivo di invocare un inesistente diritto all'utilizzo gratuito...

    ma chi lo ha detto che il diritto all'utilizzo gratuito è inesistente? il solo fatto che esista una distinzione tra le opere che sono utilizzabili gratuitamente (quelle il cui autore è morto da più di 70 anni) e quelle che non lo sono prova che questo diritto all'utilizzo gratuito non è affatto "inesistente" come vorrebbe Buti ma è semplicemente manovrato a piacimento di chi tiene le leve del mondo. Infatti, con buona pace di tutti i legulei del mondo, nessuno mi convincerà mai che copiare un brano musicale via Internet sia un illecito "naturale" equiparabile al furto. In primo luogo perché, a differenza di quanto avviene nel furto, qui non si sottrae un possesso reale ma semplicemente un possesso virtuale (è completamente da dimostrare che se scarico l'mp3 di una canzone ho sottratto all'industria discografica l'acquisto di una copia del brano in questione). Buti confonde il diritto naturale con un privilegio fondato, sin dal suo apparire (inizi del '700 - quindi non "da tempo immemore", come dice lui), su un arbitrio assolutamente discutibile. Allo stesso modo, prima della rivoluzione francese, un suo antenato avrebbe potuto sostenere che era "diritto naturale" di un nobile farsi coltivare gratuitamente la terra dai contadini, o per il clero usufruire di decime e prebende. Io credo che il diritto d'autore sia un diritto a) INTRINSECAMENTE ingiusto b) iniquissimamente tutelato e amministrato. Con buona pace delle certezze aristoteliche dell'avvocato Buti.
    non+autenticato
  • "Non sembra un principio democratico moderno, infatti, sostenere che siccome una certa cosa tecnicamente si può fare e/o è diffusissima (P2P e file sharing) sia anche conforme al diritto; ciò è a dirsi perché diversamente si corre il rischio di un approccio "machiavellico" (non si possono spostare i termini della questione in relazione al fine) ed anche perché (di certo nel nostro ordinamento, un po' meno in altri) la prassi non assurge mai a fonte di diritto."

    Questo dice l'avvocato Buti. Ma Churchill, che di leggi se ne forse quasi altrettanto, ha scritto:

    "Se due persone fumano sotto ad un cartello con su scritto "Vietato Fumare" gli si ordina di smettere e gli si fa la multa; se trenta persone fumano sotto allo stesso cartello li si invita ad andare a fumare altrove. Se trecento persone fumano, si toglie il cartello".

    Certo, la prassi non assurgerà forse a fonte di diritto, ma si potrà affermare che in molti casi la prassi è causa della modifica del diritto? Oppure anche in questo caso l'avvocato Buti risponderà con il suo solito ritornello che "questo non ha nulla a che vedere con il decreto Urbani"'?
    non+autenticato
  • Semplcie e veloce , ieri ho aquistato un cd di miss kittin che in italia verrei a pagarlo quasi 20 euro
    9 euro con spese di spedizione comprese dall' inghilterra
    Chiedo al popolo di internauti di smetterla di dare soldi a chi ci vuole alla pari degli stupratori.
    togliamoli questo mercato a loro tanto caro.
    il Dvd o il cd e' comprato in inghilterra e' completamente uguale a quello italiano, costa meno , e spesso arriva nelle mani degli interessati piu' velocemente di quanto si possa pensare....
    COMPRIAMO FUORI DALL' ITALIA , SUPPORTI DI MEMORIZZAZIONE , CD MUSICALI , O DVD, NON DIAMO I NOSTRI SOLDI A CHI FA' DELLA CULTURA UN LUCRO!!
  • La cosa più sconcertante è il rapporto tra gli stipendi in Italia e quelli in inghilterra (costo della vita compreso).

    Chi ha proposto, accettato, creato, partecipato a questa legge va contro gli italiani!

    Poi cosa ci vogliono far credere?
    Ora aumenterà il traffico illegale di questi Cds e Dvds pirati a scopo di lucro.

    Troll
    non+autenticato
  • Ragazzi,
    il vero voto in questi tempi di consumismo non è quello alle urne, ormai, come penso vi siete resi conto con la legge Urbani, non contano assolutamente più nulla.
    Il vero voto si da tutti i giorni quando si va a fare la spesa.
    Non vi sta bene Urbani? Non comprate più DVD o VHS originali, ne tantomeno dal marocchino (sono sempre la stessa persona, chi credete che gli dia i Master prima ancora che escano al cinema) non andate al cinema e per carità non comprate il decoder digitale terrestre ne tantomeno quello satellitare.
    Selezionate accuratamente i prodotti che comprate, leggete le etichette, verificate dove effettivamente sono prodotti e cosa c'è dentro, anche di quello che mangiate.
    Vi sta sur cavolo Bossi? Non comprate più prodotti provenienti dal nord (alla faccia del napoletano che in reclame degusta la mozzarella milanese).
    Fatelo a lungo e constaterete che qualcuno liftato o no riderà sempre meno.
    Bella per tutti!
    non+autenticato
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