Le associazioni di settore che più hanno sostenuto il decreto Urbani manifestano la propria soddisfazione per l'approvazione della nuova legge anti-pirateriaRoma - Nei giorni scorsi sul dibattito relativo alla
Legge Urbani è intervenuta l'
AFI, l'Associazione dei fonografici italiani, che in una nota aveva affermato che "con il decreto Urbani convertito in legge, si è dato un colpo, speriamo efficace, al proliferare di atti illeciti in Internet a danno dei contenuti audiovisivi". "Anche il consumatore - aveva affermato AFI - dovrà riprendere coscienza che la propria cultura e le proprie tradizioni vanno non solo tutelate ma anche sostenute".
Secondo AFI "non c'è stato timore di scontentare le forti
lobbies contrarie al decreto, ma si è ascoltato, verificato e approfondito l'appello che più volte AFI, insieme alle altre associazioni, ha lanciato in difesa del diritto". "Ora AFI - si legge nella nota - si aspetta di vedere lo stesso concreto intervento, da parte del Governo, per l'abbassamento dell'aliquota IVA sui prodotti discografici".
La posizione dell'AFI è condivisa anche da
Univideo che, per bocca del suo presidente Davide Rossi, ha parlato di "scampato pericolo", riferendosi al timore che il decreto Urbani potesse non essere convertito in legge nei termini previsti, e ha dichiarato: "Meglio pervenire a questa soluzione un po' annacquata che vedere il decreto Urbani, primo, sicuramente goffo, ma certo coraggioso tentativo di intervenire su un argomento così complesso, decadere senza che intervenisse entro 60 giorni la necessaria conversione in legge da parte del Parlamento".
"Questo - ha spiegato Rossi - è il rischio che abbiamo corso e il risultato al quale puntavano non solo le
imprese delle telecomunicazioni rappresentate da Federcomin, Telecom, e la Bsa, Microsoft, ma anche la gran parte delle
associazioni dei consumatori".
"Insomma - ha continuato Rossi -
un segnale è stato dato. Internet non potrà essere terra di nessuno sotto il profilo della tutela del diritto d'autore. Ora spetta alle strutture pubbliche, ma anche ai nostri organismi di intervento anti-pirateria, lanciare casi ed azioni ben architettate per utilizzare le nuove norme e rafforzare sia a livello operativo che di comunicazione al pubblico la tutela delle opere audiovisive".