lunedì 24 maggio 2004

Urbani/ Domani lo sciopero... ADSL

Molti utenti ritengono possa avere un senso boicottare la connettività ADSL come forma di protesta contro la Legge Urbani che oggi entra in vigore. Botta e risposta tra Cortiana e Associazioni. Un commento... contro

di Andrea Buti - Al di là del merito della contestatissima normativa non va dimenticato che è una legge che si inserisce in un quadro giuridico che già tutela il diritto d'autore. E certo non solo in Italia

Roma - Non si legge d'altro, sulle maggiori testate telematiche: il famoso ed avversato decreto Urbani è stato varato dal Parlamento, o meglio lo è stata la sua conversione, giacché si trattava di un decreto legge. La questione impone un chiarimento.
Tutti i nuovi problemi nati dall'incontro del diritto con le tecnologie informatiche e telematiche trovano albergo dovunque e questo è un bene perché è sintomo di democrazia e del fatto che il ricorso all'ICT favorisce enormemente la divulgazione di notizie anche al di là degli elitari luoghi di discussione.
Ciò non di meno, sarebbe un errore imperdonabile affrontare una questione tecnica senza le opportune conoscenze che quella tecnica impone. Non si vuol dire che solo i giuristi devono parlare di diritto - altroché - però, al fine di evitare imprecisioni e, soprattutto, fraintendimenti, è opportuno tenere ben distinti i piani della discussione.

Il popolo della rete, quasi compatto, insorge avverso il provvedimento in questione dipingendolo come una minaccia nucleare alla diffusione della conoscenza, della cultura e dell'arte grandemente diffusa tra gli internauti che, infatti, si scambiano continuamente dati di siffatta natura tramite applicazioni per la condivisione delle risorse nella grande rete.Già, ma quanti si sono chiesti se questo presunto principio della libera condivisione dell'arte e della cultura (sempre che questo non sia solo un paravento) leda i diritti di qualcuno?
E si badi non è un discorso formalista, è un discorso di legalità.

Tutti gli studenti di giurisprudenza imparano, infatti, che le leggi le fa il Parlamento mentre i Giudici le applicano con la collaborazione (diretta e/o indiretta) di avvocati, professori etc?etc... Nessuno di questi ultimi, però, può permettersi di non applicare una legge solo perché non gli piace.
Dunque, visto, che le leggi si fanno in Parlamento - si potrebbe obiettare - la polemica è a tono perché proprio da lì è giunta la legge.

Altro errore - premettendo a gran voce che non si vuol minimamente difendere il merito del decreto, quanto il sistema che veicola e fonda la discussione in questi termini - giacché il provvedimento in questione è semplicemente figlio (+/-) coerente dell'attuale ordinamento.

C'è, infatti, una legge che è in vigore da diversi decenni e che tutela il diritto d'autore (e quelli conseguenti di colore "commerciale" legati al suo sfruttamento): non ci siamo inventati nulla, oggi, né lo ha fatto il Ministro Urbani!

Sotto un profilo di stretta legalità, dunque, il provvedimento non è criticabile.

Criticato è, però, l'effetto: ossia la persecuzione pesante di coloro che scaricano, sia pure per uso personale, files tutelati col diritto d'autore: ma ci siamo mai chiesti se questo diritto al download gratis sta scritto da qualche parte nel nostro ordinamento?
E non c'entra nulla l'essere conservatori o progressisti: questa è solo una scusa o, se preferite, una scorciatoia.

Il nostro, è un ordinamento che poggia sul diritto positivo, su quell'insieme di norme, cioè create dal Parlamento (ed in definitiva da noi, dunque) e non sul sentire comune, sulla prassi o sul buon senso o sulle critiche alle lobby della musica o del cinema o agli editori, che comunque avranno le loro colpe e la loro voracità, ma operano protetti dalla legge.
E', quindi, molto poco pratico oltre che inutile prendersela con il D.L. Urbani che è solo l'ultimo di una catena che va percorsa a ritroso: che il popolo dello sharing promuova una legge per abolire il diritto d'autore ed una volta che sia stato abolito, potremmo tornare a parlare con il decreto ammazza-cultura?.

In quella sede sarà opportuno discutere sulla necessità di tutelare l'opera dell'ingegno e soprattutto su come farlo, differenziando le ipotesi, le forme ed i costi. L'abolizione del diritto d'autore non uscirà mai dall'aula del Parlamento: perché allora non essere un po' più pragmatici e realisti?
Tutta la questione, è, infatti, regolata anche da un'altra legge: quella del mercato.
E chi la fa questa legge?
La fanno sicuramente le major discografiche, ma anche i consumatori hanno il loro peso. Dunque, invece di combattere battaglie con il nemico sbagliato perché non si cerca di essere un po' propositivi? Se la cultura e l'arte costassero di meno non ci sarebbe motivo di invocare un inesistente diritto all'utilizzo gratuito: questa è la collina da conquistare.
Qualche sito in USA offre diversi MB di musica mp3 (con pagamento a mezzo dialer, attenzione please?) a meno di 2 dollari: di fronte a questo ci sarebbe ancora motivo di invocare lo scarico free?

Ultimo aspetto: si dice anche che saremmo il primo paese membro della UE ad imporre una normativa così restrittiva (è stata presentata anche una interrogazione), mentre in Europa vigerebbe una sorta di principio della "libera e gratuita circolazione dell'arte e della cultura". In realtà, la normativa comunitaria difetta solo - ad avviso di chi scrive - della normativa di dettaglio (quella sanzionatoria del d.l. Urbani, insomma, ed anche per motivi tecnici), ma come impianto ed a livello di principi generali è perfettamente in linea con la tutela del diritto d'autore nazionale.

Tanto ciò è vero che, con atto del 19 aprile 2004 è stata emanata la Direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio sul rispetto dei diritti di proprietà intellettuale, di imminente pubblicazione, che tra l'altro prevede (art. 9): "Un'ingiunzione interlocutoria può inoltre essere emessa, alle stesse condizioni, contro un intermediario, i cui servizi sono utilizzati da terzi per violare un diritto di proprietà intellettuale..:".

Ed ancora (Art. 11): "Gli Stati membri assicurano che i titolari possano chiedere un provvedimento ingiuntivo nei confronti di intermediari i cui servizi sono utilizzati da terzi per violare un diritto di proprietà intellettuale, senza pregiudizio dell'articolo 8, paragrafo 3 della direttiva 2001/29/CE."

Oppure (Art. 16): "Fatte salve le misure, le procedure ed i mezzi di ricorso di natura civile e amministrativa e previsti dalla presente direttiva, gli Stati membri possono applicare altre appropriate sanzioni nei casi in cui il diritto di proprietà intellettuale sia stato violato.
E' giustificato (specie a questo punto) sostenere che la normativa italiana sia in contrasto con quella europea?

Il testo in aula non sarà il migliore possibile ed è giusto discuterne, però senza generalizzare e senza iperboli: sintesi non può fare rima con approssimazione. Dunque, buono o cattivo che sia il testo, si può sempre concludere (anche se a molti ciò suonerà strano) che - mutatis mutandis - non si può andare a rubare a casa di ladri!

Non sembra un principio democratico moderno, infatti, sostenere che siccome una certa cosa tecnicamente si può fare e/o è diffusissima (P2P e file sharing) sia anche conforme al diritto; ciò è a dirsi perché diversamente si corre il rischio di un approccio "machiavellico" (non si possono spostare i termini della questione in relazione al fine) ed anche perché (di certo nel nostro ordinamento, un po' meno in altri) la prassi non assurge mai a fonte di diritto.

Né similmente, si potrebbe invocare il principio a contrario e cioè che siccome un illecito è difficile da reprimere o le contromisure sono facili da crackare, si debba o si possa smantellare tutto il sistema "arrendendosi all'evidenza".

Per concludere si rileverà solo che nel nostro ordinamento non esiste fatto o atto (idoneo a produrre effetti giuridici) irrilevante per il mondo del diritto, quindi, è difficile pensare che - in termini giuridici - internet possa davvero essere una felice isola autocratica.

Avv. Andrea Buti
Studio Buti
TAG: adsl
560 Commenti alla Notizia Urbani/ Domani lo sciopero... ADSL
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  • ...e cerchiamo di essere regionevoli....se l'unico modo per protestare,per far capire che non siamo poi tanto pecoroni da mangiarci la gramigna e continuare a sborsare soldi profumati per la nostra connettività... sarebbe quello di disdire l?adsl.....allora bisogna disdire anche se a malincuore...qualche mese di meditazione e senza internet non farebbe male a nessuno.....anzi magari dopo l'estate troveremo la sorpresa... elettrica......alla faccia pure dei providers che non hanno saputo difendere altro che i loro interessi...leggete qui...e buona estate a tutti.....Joy
    http://www.rai.it/news/articolonews/0,9217,77132,0...
    non+autenticato
  • oggi è sciopero che ci fate ancora qui?
    staccate!!!!!
    non+autenticato
  • ...puzza di berlusconiano lontano un chilometro. E come tutti i berlusconiani servi, riesce a essere molto più servile del padrone, dal momento che non individua un solo difetto in una legge che perfino lo stesso ministro Ubani ha ammesso essere piena di difetti, e da cambiare. Comunque vorrei concentrarmi su due punti della sua argomentazione degna di Azzeccagarbugli

    1) Non sembra un principio democratico moderno, infatti, sostenere che siccome una certa cosa tecnicamente si può fare e/o è diffusissima (P2P e file sharing) sia anche conforme al diritto; ciò è a dirsi perché diversamente si corre il rischio di un approccio "machiavellico" (non si possono spostare i termini della questione in relazione al fine) ed anche perché (di certo nel nostro ordinamento, un po' meno in altri) la prassi non assurge mai a fonte di diritto.

    "un po' meno in altri..." bontà sua! Quindi l'argomentazione di chi ritiene che la prassi dovrebbe avere una qualche influenza sull'evoluzione del diritto non è completamente campata in aria, come sembra ritenere l'apodittico avvocato Buti, dal momento che in qualche parte del mondo c'è chi (con buonsenso anglosassone) tiene conto realisticamente anche della prassi.

    Se la cultura e l'arte costassero di meno non ci sarebbe motivo di invocare un inesistente diritto all'utilizzo gratuito...

    ma chi lo ha detto che il diritto all'utilizzo gratuito è inesistente? il solo fatto che esista una distinzione tra le opere che sono utilizzabili gratuitamente (quelle il cui autore è morto da più di 70 anni) e quelle che non lo sono prova che questo diritto all'utilizzo gratuito non è affatto "inesistente" come vorrebbe Buti ma è semplicemente manovrato a piacimento di chi tiene le leve del mondo. Infatti, con buona pace di tutti i legulei del mondo, nessuno mi convincerà mai che copiare un brano musicale via Internet sia un illecito "naturale" equiparabile al furto. In primo luogo perché, a differenza di quanto avviene nel furto, qui non si sottrae un possesso reale ma semplicemente un possesso virtuale (è completamente da dimostrare che se scarico l'mp3 di una canzone ho sottratto all'industria discografica l'acquisto di una copia del brano in questione). Buti confonde il diritto naturale con un privilegio fondato, sin dal suo apparire (inizi del '700 - quindi non "da tempo immemore", come dice lui), su un arbitrio assolutamente discutibile. Allo stesso modo, prima della rivoluzione francese, un suo antenato avrebbe potuto sostenere che era "diritto naturale" di un nobile farsi coltivare gratuitamente la terra dai contadini, o per il clero usufruire di decime e prebende. Io credo che il diritto d'autore sia un diritto a) INTRINSECAMENTE ingiusto b) iniquissimamente tutelato e amministrato. Con buona pace delle certezze aristoteliche dell'avvocato Buti.
    non+autenticato
  • "Non sembra un principio democratico moderno, infatti, sostenere che siccome una certa cosa tecnicamente si può fare e/o è diffusissima (P2P e file sharing) sia anche conforme al diritto; ciò è a dirsi perché diversamente si corre il rischio di un approccio "machiavellico" (non si possono spostare i termini della questione in relazione al fine) ed anche perché (di certo nel nostro ordinamento, un po' meno in altri) la prassi non assurge mai a fonte di diritto."

    Questo dice l'avvocato Buti. Ma Churchill, che di leggi se ne forse quasi altrettanto, ha scritto:

    "Se due persone fumano sotto ad un cartello con su scritto "Vietato Fumare" gli si ordina di smettere e gli si fa la multa; se trenta persone fumano sotto allo stesso cartello li si invita ad andare a fumare altrove. Se trecento persone fumano, si toglie il cartello".

    Certo, la prassi non assurgerà forse a fonte di diritto, ma si potrà affermare che in molti casi la prassi è causa della modifica del diritto? Oppure anche in questo caso l'avvocato Buti risponderà con il suo solito ritornello che "questo non ha nulla a che vedere con il decreto Urbani"'?
    non+autenticato
  • Semplcie e veloce , ieri ho aquistato un cd di miss kittin che in italia verrei a pagarlo quasi 20 euro
    9 euro con spese di spedizione comprese dall' inghilterra
    Chiedo al popolo di internauti di smetterla di dare soldi a chi ci vuole alla pari degli stupratori.
    togliamoli questo mercato a loro tanto caro.
    il Dvd o il cd e' comprato in inghilterra e' completamente uguale a quello italiano, costa meno , e spesso arriva nelle mani degli interessati piu' velocemente di quanto si possa pensare....
    COMPRIAMO FUORI DALL' ITALIA , SUPPORTI DI MEMORIZZAZIONE , CD MUSICALI , O DVD, NON DIAMO I NOSTRI SOLDI A CHI FA' DELLA CULTURA UN LUCRO!!
  • La cosa più sconcertante è il rapporto tra gli stipendi in Italia e quelli in inghilterra (costo della vita compreso).

    Chi ha proposto, accettato, creato, partecipato a questa legge va contro gli italiani!

    Poi cosa ci vogliono far credere?
    Ora aumenterà il traffico illegale di questi Cds e Dvds pirati a scopo di lucro.

    Troll
    non+autenticato
  • Ragazzi,
    il vero voto in questi tempi di consumismo non è quello alle urne, ormai, come penso vi siete resi conto con la legge Urbani, non contano assolutamente più nulla.
    Il vero voto si da tutti i giorni quando si va a fare la spesa.
    Non vi sta bene Urbani? Non comprate più DVD o VHS originali, ne tantomeno dal marocchino (sono sempre la stessa persona, chi credete che gli dia i Master prima ancora che escano al cinema) non andate al cinema e per carità non comprate il decoder digitale terrestre ne tantomeno quello satellitare.
    Selezionate accuratamente i prodotti che comprate, leggete le etichette, verificate dove effettivamente sono prodotti e cosa c'è dentro, anche di quello che mangiate.
    Vi sta sur cavolo Bossi? Non comprate più prodotti provenienti dal nord (alla faccia del napoletano che in reclame degusta la mozzarella milanese).
    Fatelo a lungo e constaterete che qualcuno liftato o no riderà sempre meno.
    Bella per tutti!
    non+autenticato
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