P2P, perché non pagarne l'uso?

Se lo chiede un lettore: quanto aumenterebbe il parco-clienti dei detentori dei diritti se l'utente Internet potesse pagare un quantum per avere la libertà di condividere e scaricare? Una questione sempreverde

Roma - Salve, seguo quotidianamente PI e volevo intervenire sul "punto dei punti". Voglio prendere spunto dalla lettera di Giggi che, come Lamberto Assenti, anch'io "condivido qua e là".

In quella lettera, colgo la confusione di chi all'improvviso si sia trovato in una specie di "terra di nessuno", una specie di supermercato con gli scaffali rigonfi di merce, distratte cassiere che pensano solo a darsi il rossetto e, là fuori, Vigili Urbani Armati di Kalashnikov... e in cui lo sport preferito è, in realtà, non tanto quello di portare via la merce, quanto quello di "farla franca", di fregare i Vigili Urbani! Come in una sorta di centro sociale, in cui il sapore di libertà deriva più dall'aver occupato un locale "della borghesia", che da quel che ci faremo dentro; esistono centri sociali sponsorizzati dal Comune, ma sappiamo che non è la stessa cosa di un bel Leoncavallo...

E allora? Come nel mondo reale, ogni tentativo di assalto da parte di Vigili e Truppe potrebbe al massimo tamponare e rimandare il problema, ma non risolverlo.
Il vero problema, nella fattispecie, è:

I produttori hanno dei contenuti da vendere; la tecnologia ha prodotto dei sistemi per far circolare questi contenuti, ma non ci si è accordati ancora su come "conteggiare" i passaggi di questi contenuti di mano in mano... e così, in attesa del Grande Accordo Mondiale del Cartello dei Produttori, si crede che si possa risolvere tutto addossando la colpa agli utenti della rete di questo mancato accordo, senza il quale non possono essere contabilizzati i passaggi e quindi non è possibile quantificare i guadagni dei produttori.

Ora, l'aspetto paradossale della cosa secondo me sta nel fatto che non si riesce a cogliere le peculiarità intrinseche della rete!

La rete è condivisione per definizione, è NATA per condividere, è nel suo spirito. Anzi oserei dire che se qualcosa di buono è rimasto nella rete, questo è proprio lo spirito di condivisione! Tutto il resto è merce! Come risolverei io il problema? Cercando lo spirito del peer-to-peer.

In un perfetto spirito di scambio, le comunità p2p chiedono a chi voglia entrare nel circuito di mettere a disposizione degli altri le cose che si possiedono, siano essi files, documenti, musica, film o qualunque cosa che io abbia e che possa essere utile a qualcun altro. In questo senso, la condivisione aumenta la ricchezza di tutti senza diminuire anzi aumentando quella dei singoli.

Ma il materiale che ci si scambia, non è sempre di produzione di chi se lo scambia.
Come deve essere remunerato, allora, chi ha prodotto il bene?

Facciamo l'esempio della radio o della tv: il singolo ascoltatore non paga per i programmi che ascolta (tranne eccezioni); paga un canone, che serve a remunerare il broadcaster ed a pagare i diritti d'autore. E chi naviga, non potrebbe fare lo stesso? Ovvero, pagando il canone mensile (penso all'ADSL ma ciò vale ovviamente per tutto), dovrebbe poter accedere gratuitamente a servizi di download di musica, films e quant'altro, anche eventualmente tramite un P2P finalmente legalizzato.

Da un punto di vista economico, credo sarebbe un gran bel vantaggio, per i produttori di contenuti! Infatti, credo che il parco utenti Internet attuale (e a maggior ragione quello futuro) potrebbe addirittura far guadagnare ai produttori molto più di quanto non guadagnino attraverso i canali classici!

Se io, attualmente, pago per una connessione ADSL un canone di 35-50 euro mensili, credo che ne pagherei volentieri 5 o 10 in più, se mi fosse garantita la disponibilità di tutta la musica, i film e magari il software che voglio!

Moltiplichiamo questi 5 o 10 euro mensili per tutti gli utenti internet attuali (e futuri), scommetto che il totale supera di gran lunga quello degli incassi di tutta la musica e del cinema tradizionali in Italia!

A ben vedere, per l'industria sarebbe addirittura meglio seguire il percorso contrario a quello attuale: converrebbe più abolire i media classici (facilmente riproducibili e smerciabili) e trasferire tutto in rete, rendendolo liberamente fruibile da tutti e guadagnando dai diritti d'autore in ragione delle copie scaricate dagli utenti!

Credo che dal punto di vista tecnologico la cosa non sia così complessa da realizzare e, dal punto di vista culturale e di rapporti tra produttori e fruitori di contenuti, sarebbe una vera svolta epocale.

Che ne pensi?
Un caro saluto,
Mimmo B.

Ciao Mimmo
quella dell'imposizione di un "quantum" sulle tariffe di connettività, che potrebbe riguardare soltanto coloro che intendono sfruttare il peer-to-peer, è una soluzione solo sulla carta. Ci sono tanti e tali impedimenti (gli accordi tra i detentori dei diritti, lo status quo dell'infrastruttura commerciale e di distribuzione, le obsolete leggi sul diritto d'autore e via dicendo) che a mio parere rendono questa prospettiva poco più di una speranza. Spero di sbagliarmi perché la ragionevolezza dell'idea mi sembra palese.
Lamberto Assenti
139 Commenti alla Notizia P2P, perché non pagarne l'uso?
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  • domani Il Sole-24 Ore uscirà con un articolo che documenta per filo e per segno tutti gli emendamenti proposti dallo stesso Urbani a correzione della sua legge.A bocca aperta
    non+autenticato
  • In ogni caso la tassa (che non deve valere per tutte le opere) va fatta pagare solo a chi vuole condividere.
    Chi usa Internet per lavoro paga la tariffa normale.
    Se sgarri, sanzioni penali (pesanti....)
    non+autenticato
  • ... e ci spremono un poco di piu' ogni volta
    che devono raccimolare qualche soldo
    perche' dalle tasse gia' alte che ci sono non
    ricavano abbastanza per la loro incapacita' o malafede.
    Poi se io producessi qualcosa che in rete va alla grande e non beccassi un soldo ma se li prende lo stato che li ridistribuisce come gli pare ai soliti noti..(vedi SIAE e servizio report), beh pensi
    sia una soluzione giusta?

    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo

    > Poi se io producessi qualcosa che in rete va
    > alla grande e non beccassi un soldo ma se li
    > prende lo stato che li ridistribuisce come
    > gli pare ai soliti noti..(vedi SIAE e
    > servizio report), beh pensi
    > sia una soluzione giusta?


    molto meglio derubare gli autori.....
    non+autenticato
  • Ora, prendiamo l'ipotesi proposta, 10 euro al mese e valutiamo la convenienza economica del tutto, dal punto di vista degli industriali del disco.

    10 euro al mese=120 euro l'anno, che va moltiplicato per il numero di utenti ADSL. Dico ADSL perchè mi sembra poco sensato far pagare una tassa per chi ha il vetusto 56K analogico e il p2p se lo usa, lo usa presumibilmente con parsimonia! E peraltro usa abbonamenti gratuiti, quindi non si vede come fargli pagare l'ammenda anche volendo!

    Ora, gli utenti Internet italiani con ADSL attualmente sono circa 3 milioni:
    (Fonte: http://www.ios.it/default.php?idref=7&ida=6 )

    3.000.000x120=360.000.000


    Il fatturato del mercato italiano discografico è stato nell'ultimo anno pari a 314.000.000, però nel 2000 era 367milioni.
    (Fonte: http://www.fimi.it/dettaglio_documento.asp?id=424&... )
    (peraltro, nota a latere, una miseria, altro che grandi ricchezze faraoniche!)

    Quindi, già ora, la cifra raccolta è sufficiente a malapena a compensare il fatturato discografico. Se ci mettiamo quello dei film, non ci siamo proprio lontanamente come cifra.

    Poi teniamo conto che una fetta di quelle ADSL è aziendale e che nessuna azienda accetterà mai un simile pagamento forfaittario.

    Mi pare difficile convincere qualcuno a perderci soldi, rispetto a quanto comunuque guadagna già ora! Se foste nei loro panni lo fareste? Non credo! La convenienza è tutta vostra, per loro non c'è nulla!

    Al massimo può tornare interessante fra qualche anno, con utenze ADSL molto superiori (ma c'è cmq un limite teorico! quando ce l'ha ogni famiglia, è finita! e per compensare tutti gli aventi diritti ci vogliono il triplo degli utenti attuali, ci avvicianiamo alla cifra teorica).
  • ma se, come dicono sempre loro, il loro profitti sono in discesa continua, dovrebbero approfitare e portare a casa questa "miseria"
    prima che sia troppo tardi per loroSorride
    non+autenticato
  • > ma se, come dicono sempre loro, il loro
    > profitti sono in discesa continua,
    > dovrebbero approfitare e portare a casa
    > questa "miseria"
    > prima che sia troppo tardi per loroSorride

    Il calo di profitti sta scendendo. Secondo le previsioni (e i dati), per l'anno prossimo dovrebbe tornare a 0%, stabilità di introiti.
    Quindi la "miseria" la guadagnano cmq.

    Non è sufficiente.
  • Ekleptical, ti lamenti solo, ma la dai un'alternativa concreta?
    Quella della tassazione del p2p o del servizio monitorato è l'unica strada percorribile.

    Ci sono sistemi p2p che permettono di tener traccia dell'attività degli utenti. Mi riferisco alle reti di Bit Torrent, nel quale un server centrale, praticamente un sito web, arbitra l'attività dei peer connessi.
    Se il sito fosse di una casa discografica, ecco qui un facile metodo di distribuzione, che permette di quantificare la popolarità di ogni singolo brano.
    10 Euro al mese non sono sufficienti? Benissimo, quelli del sito quantifichino il prezzo di un abbonamento.
    Nasceranno molti siti che offrono il servizio in un'ottica di mercato. Quello col prezzo/offerta migliore vincerà.
    E' inutile un servizio come Rosso Alice, dove ti danno WMA, un formato notoriamente a bassa qualità e te lo fanno pagare di più che comprarti un disco originale! Quello significa barare, e la gente non te lo usa!
    Per avere qualcosa, bisogna anche dare qualcosa, ma i la grande industria della distribuzione non sembra voler cedere di un passo
    Solaris
    non+autenticato
  • > Ekleptical, ti lamenti solo, ma la dai
    > un'alternativa concreta?
    > Quella della tassazione del p2p o del
    > servizio monitorato è l'unica strada
    > percorribile.

    Ti dirò, io sono a posto con MTV.it, felicissimo abbonato da più di un anno e sono 7 euro ben spesi ogni mese (che dopo l'estate porterò a 13 euro).
    Io sono a posto così! La soluzione "alternativa" è un problema vostro!Con la lingua fuori
  • No no.. è qui che ti sbagli caro mio, non è solo un problema del p2p-ista generico.. ma anche tuo:
    Vedrai che accadrà quando sti signori, unici giusti detentori della cultura e dell'intrattenimento, ammazzata internet vedranno che i profitti non risalgono!
    Ma come mai? ma perchè? Eppure i piratacci della domenica non ci staranno più!
    Che faranno?
    Aumenteranno tutti i costi, a cominciare dai tuoi dischi di plastica per finire col tuo abonamento Mtv

    Il P2P legale non è una chimera, è un potente alleato. Basta saperlo sfruttare.
    Solaris
    non+autenticato
  • il calo di profitti sta scendendo? Con le connessione broadband e il p2p in aumento continuo? Perfetto quindi! Significa che il p2p e internet non costituiscono una minaccia per loro! Perchè allora intestardirsi e fare legge così repressive, mi chiedo?

    - Scritto da: Ekleptical
    >
    > Il calo di profitti sta scendendo. Secondo
    > le previsioni (e i dati), per l'anno
    > prossimo dovrebbe tornare a 0%,
    > stabilità di introiti.
    > Quindi la "miseria" la guadagnano cmq.
    >
    > Non è sufficiente.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Ekleptical
    > Non è sufficiente.

    Non sarà sufficente ma è la miglior cosa a cui possono puntare.
    A meno di non chiudere internet Occhiolino
    non+autenticato

  • - Scritto da: Ekleptical
    > Ora, prendiamo l'ipotesi proposta, 10 euro
    > al mese e valutiamo la convenienza economica
    > del tutto, dal punto di vista degli
    > industriali del disco.
    >
    > 10 euro al mese=120 euro l'anno, che va
    > moltiplicato per il numero di utenti ADSL.
    > Dico ADSL perchè mi sembra poco
    > sensato far pagare una tassa per chi ha il
    > vetusto 56K analogico e il p2p se lo usa, lo
    > usa presumibilmente con parsimonia! E
    > peraltro usa abbonamenti gratuiti, quindi
    > non si vede come fargli pagare l'ammenda
    > anche volendo!
    >
    > Ora, gli utenti Internet italiani con ADSL
    > attualmente sono circa 3 milioni:
    > (Fonte: www.ios.it/default.php?idref=7&ida=6
    > )
    >
    > 3.000.000x120=360.000.000
    >
    >
    > Il fatturato del mercato italiano
    > discografico è stato nell'ultimo anno
    > pari a 314.000.000, però nel 2000 era
    > 367milioni.
    > (Fonte:
    > www.fimi.it/dettaglio_documento.asp?id=424&id
    > (peraltro, nota a latere, una miseria, altro
    > che grandi ricchezze faraoniche!)
    >
    > Quindi, già ora, la cifra raccolta
    > è sufficiente a malapena a compensare
    > il fatturato discografico. Se ci mettiamo
    > quello dei film, non ci siamo proprio
    > lontanamente come cifra.
    >
    > Poi teniamo conto che una fetta di quelle
    > ADSL è aziendale e che nessuna
    > azienda accetterà mai un simile
    > pagamento forfaittario.
    >
    > Mi pare difficile convincere qualcuno a
    > perderci soldi, rispetto a quanto comunuque
    > guadagna già ora! Se foste nei loro
    > panni lo fareste? Non credo! La convenienza
    > è tutta vostra, per loro non
    > c'è nulla!
    >
    > Al massimo può tornare interessante
    > fra qualche anno, con utenze ADSL molto
    > superiori (ma c'è cmq un limite
    > teorico! quando ce l'ha ogni famiglia,
    > è finita! e per compensare tutti gli
    > aventi diritti ci vogliono il triplo degli
    > utenti attuali, ci avvicianiamo alla cifra
    > teorica).


    Se le cifre sono quelle che dici potrebbe anche essere che le major non ci sputino sopra...
    Considera che non ci sono più le spese di distribuzione, di trasporto....
    E quasi tutto guadagno.
    non+autenticato

  • > Se le cifre sono quelle che dici potrebbe
    > anche essere che le major non ci sputino
    > sopra...
    > Considera che non ci sono più le
    > spese di distribuzione, di trasporto....
    > E quasi tutto guadagno.

    credo che i negozianti non siano molto d'accordo, anche perchè vedrebbero ridursi i loro margini di guadagno a 0.
    quindi preventivate anche attività di lobbing da parte delle loro organizzazioni.
    :s
  • Non solo i negozianti: anch'io mi oppongo, e lo farò sempre. Perchè spendere un tot al mese, fisso per di più, a un'associazione che dovrebbe essere senza fini di lucro?

    E poi, se un cd costa quasi 30 euro, nn vorrete micca fami ridere prevedendo solo 10 euro di tassa mensile... sarebbero 4/5 cd all'anno, e utti acquistiamo almeno 5 cd all'anno,. quindi loro chiederanno molto di più.
    L'unica cosa da fare, è andare dal marocchino in centro: nessuna multa, sempre gli ultimi album, eviti di spendere bolltte della luce, eviti di consumare le ventoline della cpu e ti fai una bella camminata in mezzo alle fighe del centro. Cosa volete di più dalla vita?
  • Sorpresa
    Dobbiamo focalizzare il problema perchè stiamo ormai divagando con speculazioni, che lasciano il tempo che trovano.
    Il problema non è la pirateria, poichè una restrizione del p2p riporterebbe la gente ad applicare il vecchio metodo della copia masterizzata passata per mano (con la complicità di molti negozianti che in passato hanno sempre venduto cd di giochi programmi ed applicazioni varie masterizzati e sottobanco).
    Il problema reale è il latente regime che si stà installando in internet, non considerando e non tutelando la privacy delle comunicazioni, sia che vengano effettuate con il p2p o con una e-mail. A mio avviso, la voglia del governo e delle grandi lobbies che lo appoggiano, di tutelare i diritti di copyright, ha portato alla più basilare violazione della privacy nelle comunicazioni personali.
    Ancora oggi, le intercettazioni telefoniche, devono essere autorizzate dall'Autorità Giudiziaria, previa richiesta del corpo delle Forze dell'Ordine che effettua l'indagine e, tale richiesta deve essere giustificata con elementi solidi, in presenza di un reato, ed una volta ottenuta l'autorizzazione si possono avere anche i txt di tutti gli sms inviati e dricevuti da quel numero!!
    Invece con Internet, questa tutela, non viene effettuata visto che SIAE ed altri organi, se ne vanno in giro per la rete cercando di frugare nei pc della gente con azioni di volgare hackeraggio e lasciando intendere che, a priori, ogni persona collegata in rete è un potenziale "delinquente", il tutto senza che la magistratura ne venga minimamente interessata (se non al momento di effettuare la denuncia a carico del navigatore!!).
    Questo dovrebbe essere l'obbiettivo... ottenere dalla legge le dovute tutele sulla privacy e dei chiarimenti sul modus operandi che, i tutori stessi della legge, devono osservare.
    "SUB LEGE LIBERTAS"
    Netscaper01
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