Ahia! Nokia avverte tutti sul GPRS

Il General Packet Radio System potrebbe non essere il ponte verso la telefonia mobile di terza generazione. Almeno a sentire l'ultimo intervento di Nokia che avverte: non aspettatevi troppo

Web - Il GPRS potrebbe far correre i dati in network mobili meno rapidamente di quanto comunemente si creda o di quanto si sia scritto: questo il messaggio che arriva da Nokia, azienda ampiamente impegnata nei progetti che coinvolgono il General Packet Radio System, e ora timorosa che le aspettative per questa soluzione siano troppo elevate, nonostante che nel recente passato abbia ampiamente contribuito ad alimentarle.

Il GPRS è stato considerato per lungo tempo, fin da quando si iniziò a parlarne, come una sorta di "ponte" verso le tecnologie wireless ultraveloci, un ponte comunque in grado di far dimenticare la lentezza intrinseca degli attuali network GSM, incapaci di far correre i dati a più di 9,6 kilobit al secondo.

Per il GPRS, ha spiegato ora Nokia, non ci si deve aspettare banda equivalente di due linee ISDN mentre ci si muove. La banda disponibile, infatti, è determinata da multipli di 13 Kbps e con un massimo di tre timeslot si arriverebbe ad un 43 Kbps in condizioni ottimali. Il che potrebbe voler dire che, in determinate circostanze,il GPRS si troverebbe a superare in velocità ma solo di poco o pochissimo i 9,6 Kbps del GSM tradizionale.
Nokia ha voluto avvertire la stampa e il pubblico, dunque, che il GPRS non è quello che forse è sembrato a molti, ovvero non rappresenta una "soluzione finale" al problema della banda su network wireless. Ma le brutte notizie non sembrano finire qui.

Secondo Nokia, e la cosa stando a The Register è confermata dai massimi vertici dell'azienda, un altro problema del GPRS è l'alto consumo energetico. Utilizzare questa tecnologia, dunque, si traduce in un consumo notevolissimo sul lato batterie, uno dei punti più "deboli" del mondo mobile. E a rendere ancora più grigia la situazione è il fatto che anche i nuovi sistemi ultraveloci UMTS, in assenza di novità tecnologiche sostanziali, rischiano di essere troppo "onerosi" sul piano energetico.