L'occhio della Consob su 100 siti

L'Autorità di vigilanza scopre scorrettezze e illegalità in decine di siti dedicati alle attività finanziarie. No alle catene di Sant'Antonio e a certo marketing piramidale

Roma - Sono state adottate "azioni di enforcement" su più di 100 siti Internet italiani dedicati in un modo o nell'altro ad operazioni di natura finanziaria. Ad attivare un meccanismo di controllo su più di 250 realtà nel complesso è stata la Consob, l'Autorità del settore, che ha comunicato ieri i risultati dell'indagine nella sua Relazione annuale.

La Consob parla di una illegalità diffusa che talvolta sfrutta Internet, il Web e la posta elettronica, per attirare investimenti con ogni mezzo. Come già ben sanno i lettori di Punto Informatico, che ha raccontato negli anni innumerevoli bufale e schemi truffaldini diffusi su Internet, a sentire la Consob gli utenti italiani sono sottoposti spesso e volentieri a tentazioni malevoli da webmaster senza scrupoli.

Tra le pratiche più diffuse individuate dalla Consob c'è la classica "catena di Sant'Antonio", quelle infinite catene di email con cui talvolta qualcuno tenta di estorcere denaro ai meno accorti. In questo senso la Consob ha individuato, nei più di 100 siti irregolari, attività a schema piramidale, attività multilivello nelle quali il webmaster promuove iniziative "cui - spiega Consob - è sotteso l'investimento in strumenti finanziari, che prevede una possibilità di guadagno per ciascun investitore collegata al numero di ulteriori investitori che questi sarà in grado di coinvolgere". Il tutto provoca un gran giro di email e non produce risultati finanziari se non per l'autore originale dello schema piramidale.
Altre pratiche sotto indagine riguardano certi siti di investimento in prodotti finanziari e alcune tipologie di attività assicurative online.

Va detto che sono ormai diversi anni che la Consob svolge un'attività di controllo sui siti Internet e non è certo la prima volta che degli spazi web vengono messi all'indice perché fonti di illegalità. Nella Relazione 2003 della Consob, in cui sono state elencate le operazioni di monitoraggio dei siti, si accenna peraltro al fatto che "l'esperienza di vigilanza sul web di questi quattro anni ha evidenziato l'impossibilità di individuare a priori le tipologie di irregolarità che caratterizzano l'attività tramite siti internet".

Per il momento l'azione della Consob si limita a divieti e sospensioni e nell'invio di lettere di richiamo agli autori di questi schemi. Solo in alcuni casi sono partite segnalazioni di rilevanza penale all'Autorità giudiziaria o all'Ufficio italiano Cambi.
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