SCO: Solaris non sposi la GPL

In risposta al recente annuncio di Sun della possibile pubblicazione di Solaris come software open source, SCO è stata categorica: gli accordi di licenza rendono lo Unix di Sun incompatibile con la licenza free di GNU

Sydney (Australia) - A breve distanza da una dichiarazione del COO di Sun, Jonathan Schwartz, in merito alla disponibilità della propria azienda di rendere il codice di Solaris open source, un portavoce di SCO Group ha ribattuto che l'accordo di licenza in essere fra le due aziende impedisce a Sun di abbracciare, per il suo Unix, la licenza GPL.

Solaris, come noto, è basato su UNIX System V, un sistema operativo di cui SCO afferma di detenere la proprietà (ma Novell non la pensa così). Con un contratto di licenza da 100 milioni di dollari, Sun è una delle maggiori licenziatarie dello Unix di SCO.

Il marketing manager di SCO, Marc Modersitzki, ha spiegato che la licenza concessa a Sun, seppure molto più ampia di quella fornita ad altri clienti, non consente a quest'ultima di ripubblicare il codice di UNIX, e del software da questo derivato, sotto la licenza GPL. Il manager si è detto fiducioso che Sun "rispetterà con zelo ogni clausola del contratto anche nel caso in cui decidesse di rendere Solaris open source".
Sebbene Sun non abbia specificato quale licenza intenda adottare per l'eventuale versione open di Solaris, in una dichiarazione Schwartz ha ventilato l'ipotesi che "si potrebbe trattare della GPL". Come noto, quest'ultima viene bollata dai più critici come una licenza "virale", nel senso che impone agli sviluppatori di rilasciare sotto la stessa licenza qualsiasi software che contenga parti di codice protette dalla GPL.

Altri tipi di licenza open source, come ad esempio quella BSD, non dovrebbero generare conflitti con la licenza di SCO, tuttavia è facile immaginare come la gelosissima paladina di Unix guardi con grave disappunto all'eventualità che il codice di Unix alla base di Solaris venga denudato.

Come tutti sanno, il codice di Unix è la questione centrale della causa che vede contrapposta SCO a IBM e ad altre aziende, fra cui Red Hat. Proprio in questi giorni SCO ha chiesto al giudice di rimandare la prima udienza del processo con IBM, che dovrebbe avere luogo questo autunno, al settembre del 2005. L'azienda capitanata da Darl McBride ritiene infatti che la fase probatoria necessiti di tempi molto più lunghi di quelli stabiliti inizialmente e, soprattutto, che vada divisa in due parti: una inerente le questioni contrattuali, ed una focalizzata sui copyright.

Big Blue, che mira invece a concludere la controversia il più presto possibile, ha definito la richiesta di SCO "l'ennesimo tentativo per dilungare la causa e danneggiare noi e tutto il mercato di Linux".
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