La (fasulla?) retromarcia di uno spammer

Denunciato da Yahoo! uno spammer canadese aveva coinvolto tutta la famiglia nel proprio business. Rifonde i danni e giura: spiegherò ai bambini i pericoli di Internet

Toronto (Canada) - Alcuni particolari rimarranno sconosciuti nella vicenda che vede un'intera famiglia canadese coinvolta in una brutta storia di spam. Il 25enne Eric Head, che era riuscito a trascinare nel proprio business padre e fratello, ha ora accettato un compromesso offertogli da Yahoo! per uscire dai guai in cui si è cacciato. Un compromesso che chiude il lato giudiziario pur tenendo aperti alcuni interrogativi.

Forte delle nuove leggi antispam americane, Yahoo! aveva denunciato nei mesi scorsi uno spammer capace di inviare ai propri utenti almeno 94 milioni di messaggi pubblicitari non richiesti in un solo mese. Una denuncia che aveva portato all'individuazione di Head e della sua famiglia, residenti a Toronto ma comunque responsabili secondo le leggi USA.

Per uscire da questa situazione, Head, che sta cercando lavoro e suona la batteria in una band locale, ha accettato di pagare danni per una cifra superiore ai 100mila dollari, almeno stando al Toronto's Globe and Mail, sebbene l'importo preciso non sia stato reso noto. Né è stato reso noto quanto lo stesso Head avrebbe guadagnato dalla sua attività spammatoria.
L'ex spammer ha anche promesso che si darà da fare per consigliare i bambini sull'uso di Internet, indicando loro le opportunità ma evidenziandone anche i rischi, sebbene non abbia ancora spiegato come intenda farlo.

Inoltre, in un atto di contrizione necessario per avere la firma del giudice sotto un documento che chiude il caso, Head ha rilasciato una dichiarazione in cui si legge: "Mi appello con forza a tutti coloro che sono coinvolti nel business dell'invio di email commerciali in massa di cessare l'attività almeno fino a quando non siano assolutamente in regola con le leggi antispam statunitensi". Secondo l'avvocato di Head, comunque, la dichiarazione non rappresenta un'ammissione di colpevolezza che, a suo dire, non era peraltro richiesta per chiudere il caso. Yahoo! da parte sua si è limitata a confermare che un accordo è stato raggiunto.
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