Contrappunti.it/La caduta dell'eCommerce

di M. Mantellini. La frenata dell'economia nuova può portare ad una pausa di riflessione di cui si avverte, e molto, il bisogno. Perché non fa autocritica chi ha sbagliato molto?

Web - Non fraintendetemi, ma le cifre che sento sussurrare in giro sulla crisi del commercio elettronico sono, da un certo punto di vista, una buona notizia. Abbiamo avuto in questi mesi troppa attenzione sull'e-commerce, troppi politici ne hanno parlato, troppi economisti ci hanno illuminato sui nuovi meccanismi economici del nuovo millennio, troppa è stata voglia di ridurre Internet a uno scaffale elettronico luccicante e futile. Troppe nuove divise, infine, per vecchi e ben noti soggetti nascosti dietro al marchio New Economy.

Nei primi tre mesi dell'anno in corso pare che il commercio elettronico negli Stati Uniti sia aumentato di pochissimo. Nulla comunque rispetto agli aumenti esponenziali cui eravamo abituati.

Una simile frenata sarà quindi prevedibilissima anche in Italia fra qualche tempo. L'effetto psicologico che causerà lo sentiremo invece da subito. Certe frasi lamentose mi sembra anzi di sentirle già adesso. Si ingrosserà la schiera di quanti sosterranno "io l'avevo detto"; si verificherà la situazione curiosa per cui in molti si attaccheranno ai freni quando l'ecommerce della loro azienda nemmeno è partito, ma se non altro ci verranno risparmiate le lezioni che in tanti ci hanno impartito gratuitamente in questi mesi su come sia nuova, rapida e diversa la nuova economia. Già.. Nuova, diversa, rapida e praticamente finita.
Dopo il ridimensionamento imposto alle matricole tecnologiche italiane dalla borsa, che silenziosamente ha convinto molti grandi soggetti (come Kataweb in Italia e Altavista in USA) ad attendere tempi migliori per la quotazione, forse nel prossimo futuro non capiterà più di vedere, nell'elenco dei debuttanti al Nuovo Mercato, società improbabilissime dal futuro imprenditoriale incerto quando non totalmente svaporante.

Certo, avendo tempo da perdere sarebbe divertente andare a rivedere le previsioni per il commercio elettronico stilate da Forrester Research e Gartner Group anche solo un anno fa. Le stesse due grandi società di ricerca oggi si affrettano a informare che gran parte dei siti dedicati al commercio elettronico Business to Consumer, falliranno nei prossimi anni.

Le loro previsioni, viste con gli occhi del profano, assomigliano a certi trucchi da festa paesana nelle quali il mago sbircia da sotto la benda cosa sta accadendo intorno prima di esprimere la sua magica e infallibile previsione.

Oggi Forrester Research ci informa che per colpa della intensa concorrenza ma soprattutto della volubilità degli investitori, le vendite dirette via Internet creeranno grossi problemi di sopravvivenza a 8 aziende su 10 mentre un po ' meglio (ma non tanto) andranno le cose per il business to business.

La cosa divertente è che Forrester pubblica eleganti report interamente coniugati al futuro, come è ovvio per una società di previsioni, per poi informarci che questo cataclisma comincerà, indovinate quando? Ma oggi, naturalmente!

Nemmeno il tempo di entrare nell'ordine di idee: questa è la vera essenza della velocità in rete. Un lieve rumore, un lampo in lontananza e sei fregato, come in un western di Sergio Leone.

Quanto a Forrester e soci, più che disegnare il futuro, sembra abbiano scelto di fotografare il presente. Ci si azzecca (un po ') di più ma è, ne converrete, tutto un altro mestiere.

Massimo Mantellini