Copyright, (r)evolution offresi

Alcuni dei massimi player di Silicon Valley decidono di sostenere le modifiche al DMCA, la più contestata normativa americana dell'era digitale. Massima attenzione dal mondo della tecnologia. Forse è la volta buona

Copyright, (r)evolution offresiWashington (USA) - Da quando è diventato legge, nel 1998, il Digital Millennium Copyright Act (DMCA) si è imposto all'attenzione di tutti per le vastissime implicazioni delle normative che introduce e le conseguenze pesantissime sulla libertà di ricerca, di sviluppo e di mercato. Frutto del conflitto permanente tra major e produttori di tecnologia, il DMCA potrebbe ora cadere.

A mettere il proprio peso dietro il progetto di riforma noto come DMCRA (Digital Media Consumers' Rights Act), sono stati in questi giorni, e dopo non poche titubanze, calibri come Intel, Gateway o Sun Microsystems, grandi nomi dell'alta tecnologia che, come già alcuni provider americani di spicco, tra cui Verizon, vogliono sganciarsi dalle misure severamente repressive del DMCA. Queste imprese non si sono limitate ad esprimere il loro sostegno, ma hanno dato vita ad un gruppo aperto a tutti coloro che vorranno lavorare per cambiare il DMCA, un gruppo dal nome emblematico di "Personal Technology Freedom Coalition". "Freedom", libertà, sembra essere la parola chiave di questa iniziativa.

La riforma Boucher, così definita perché promossa dal deputato americano Rick Boucher, risolve alcuni dei nodi principali del DMCA. Ad esempio, qualora venisse adottata, consentirebbe agli sviluppatori di realizzare tecnologie che potrebbero anche essere utilizzate per bypassare i sistemi di protezione sul copyright. Come noto, infatti, il DMCA rende illegali quei dispositivi software o hardware frutto del reverse engineering di tecnologie protette o che possano essere sfruttati per aprire i lucchetti sui contenuti digitalizzati.
L'idea di fondo del DMCRA, dunque, è che le protezioni tecnologiche a difesa del copyright possano essere aggirate se questo non viola il copyright stesso. Un'idea che rappresenta una pistola puntata al cuore del DMCA, basato proprio sull'associazione tra difesa del diritto d'autore e inviolabilità-immutabilità di determinate tecnologie.

"Questa proposta - ha spiegato Eddy Felten, celeberrimo professore di Princeton - è da sempre una necessità per i ricercatori. L'ampiezza del DMCA ha ostacolato sia la ricerca che lo sviluppo di innovativi e legali modi di usare la tecnologia. L'intera comunità dell'hi-tech, compresi gli utenti, beneficerebbe di un ridimensionamento del DMCA".

Felten è stato tra l'altro uno di coloro che sulla propria pelle ha sperimentato le conseguenze del DMCA. Qualcuno ricorderà la clamorosa querelle che ha opposto il professore alle major dopoché il suo team aveva scoperto una serie di debolezze negli strumenti antipirateria realizzati dalla Secure Digital Music Initiative, iniziativa poi abbandonata dalle major.

Tra le altre misure della riforma anche l'introduzione di un nuovo potere per la Commissione sul commercio americana, come quello di imporre alle major l'obbligo di dichiarare sui CD in vendita l'eventuale presenza di tecnologie di protezione, che spieghino anche come vi siano player che potrebbero non riprodurre i CD a dovere.

Inutile dire che, visti gli interessi in campo, alla Coalition si stanno ora aggiungendo nuovi importanti alleati. Oltre ad una serie di sindacati del settore informatico e a quei gruppi che da sempre si battono per le libertà digitali, come EFF, hanno dichiarato il proprio interesse anche la divisione americana della multinazionale olandese Philips nonché la potente Computer and Communications Industry Association.

Nelle prossime settimane si faranno sentire le major, i grandi produttori di contenuti che tanto hanno spinto per ottenere il DMCA, difendendolo poi a più riprese nel corso degli anni dalle critiche che si sono levate dentro e fuori dagli Stati Uniti. Il DMCA, tra l'altro, ha fatto scuola, al punto che proprio alla contestatissima legge americana è ispirata la EUCD, la Direttiva europea sul copyright ratificata l'anno scorso anche dall'Italia.
63 Commenti alla Notizia Copyright, (r)evolution offresi
Ordina
  • Ma è mai possibile che nessuno sappia scrivere in una lingua Italiana comprensibile da tutti?
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Ma è mai possibile che nessuno sappia
    > scrivere in una lingua Italiana
    > comprensibile da tutti?

    Ma è possibile che tu non sappia neanche i rudimenti di Inglese?A bocca aperta
    non+autenticato
  • http://www.popolodellarete.it/showthread.php?t=140
    dai link si arriva a leggere anche la testimonanza del capo di morpheus
    molto interesting..purtropooIn lacrime
    non+autenticato
  • Adesso gli USA si tolgono i DMCA e noi invece, dopo aver copiato e fatto la figura di non essere guidati da personaggi più intelligenti di chi guida gli usa, ci terremo l'EUCD senza alcuna modifica.....
    Così i più pirla e più frenati in ricerca e sviluppo, ancora una volta, resteremo noi della grande UE
    non+autenticato

  • Prima o poi dovra' nascere un nuovo partito
    che non avra' alcun membro. Un partito che
    non sara' gestito da uomini, da da software
    di database, che raccogliera' via internet
    l'opinione del popolo, le idee della gente,
    le proposte di legge di chi vuole cambiare
    le cose, gli emendamenti di chi non vuole
    che cambino, e metta tutto insieme in un
    qualcosa che sia la reale rappresentazione
    democratica della volonta' popolare.

    Finche' ci saranno intermediari tra il popolo
    e lo stato, finche' ci saranno piccoli
    e corruttibili uomini a legiferare sul destino
    di milioni, non avremo mai democrazia.

    In inghilterra qualcuno ci sta gia' lavorando.
    E' un modello di partito completamente
    automatico, che raccoglie le proposte di
    legge in un database SQL e le pone al vaglio
    di tutti i cittadini via internet, telefono e perfino
    lettera.Le proposte che ricevono piu' adesioni
    vengono portate in parlamento, a nome del
    partito "della gente".

    Trasparenza, automazione, e nessun middleman.
    Questo e' il futuro della politica, un futuro che
    solo il computer poteva offrire all'umanita'.
    Sta a noi informatici realizzare un tale sistema,
    fondare un partito senza politici che lo usa,
    e presentarlo alle prossime elezioni.

    I creatori di tali sistemi resteranno nella storia
    come i Gutenberg della politica.

    E' TEMPO DI CAMBIARE IL MONDO.

    non+autenticato
  • quoto
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > quoto

    Andatevi a leggere "Futuro in trance" di Walter Trevis, prima di dire certe boiate.
    non+autenticato


  • - Scritto da: Anonimo
    >
    > - Scritto da: Anonimo
    > > quoto
    >
    > Andatevi a leggere "Futuro in trance" di
    > Walter Trevis, prima di dire certe boiate.

    A parte il fatto che si scrive "Tevis", non Trevis,
    la visione distopica descritta nel suddetto romanzo
    di fantascienza va esattamente nella direzione opposta
    a quanto proposto piu' sopra. I computer secondo Tevis
    toglieranno all'uomo la responsabilita' di decidere,
    di preoccuparsi della politica, perche' la gestiranno da
    soli, di fronte ad un uomo che lui pensa sara' sempre
    piu' distaccato dalla vita politica. Al contrario, cio'
    che l'informatica permettera' sara' il riavvicinare la gente
    alle decisioni politiche, rendendole protagoniste in
    prima persone, capaci grazie all'informatica di
    valutare con pienezza di informazioni, e di proporre
    proprie soluzioni per governarsi da sole.
    Il coinvolgimento dell'uomo nel governo dello stato
    grazie all'informatica AUMENTERA', non diminuira'.
    E' questa una cosa che l'attuale classe politica cerca
    di nascondere: e cioe' che gia' oggi noi possiamo conoscere
    con esattezza i provvedimenti votati da chi e quanto
    di ogni partito con un click, una trasparenza mai vista
    prima nella storia. E questo e' solo l'inizio di una rivoluzione
    che eliminera' i middleman, avvicinando ogni giorno
    di piu' l'uomo della strada al potere decisionale che e'
    sempre stato relegato ad un oligarchia di politici
    demagoghi e voltagabbana. Questi soli, invece,
    hanno portato ad uno scenario di indifferenza e
    rassegnazione come quello descritto da Tevis.
    Un scenario purtroppo piu' attuale che fantascientifico,
    ma che noi oggi abbiamo il potere di superare.
    Gutenberg tolse il potere al clero spazzando via
    l'oscurantismo, e lasciando fluire le informazioni
    su cosa facevano i potenti fino al popolo con la stampa.
    E' ora per l'informatica di compiere la rivoluzione
    opposta: facendo fluire le decisioni del popolo fino al
    potere.

    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    >
    >
    > - Scritto da: Anonimo
    > >
    > > - Scritto da: Anonimo
    > > > quoto
    > >
    > > Andatevi a leggere "Futuro in trance" di
    > > Walter Trevis, prima di dire certe
    > boiate.
    >
    > A parte il fatto che si scrive "Tevis", non
    > Trevis,

    Grazie, mi è semplicemente scappata la R perché sta vicino alla T

    > la visione distopica descritta nel suddetto
    > romanzo
    > di fantascienza va esattamente nella
    > direzione opposta
    > a quanto proposto piu' sopra. I computer

    Io credo che affidare la politica ai computer sia il primo passo verso quello che descrive Tevis: mondo in cui tutte le responsabilità e le decisioni sono lasciate a un androide "imparziale"

    In definitiva, vogliamo affidare ai computer la politica perché non ne vogliamo la responsabilità

    > contrario, cio'
    > che l'informatica permettera' sara' il
    > riavvicinare la gente
    > alle decisioni politiche, rendendole
    > protagoniste in
    > prima persone, capaci grazie
    > all'informatica di
    > valutare con pienezza di informazioni, e di
    > proporre
    > proprie soluzioni per governarsi da sole.

    IMHO c'è troppa gente completamente disinteressata alla politica perché questo avvenga.
    Il nichilismo del "il mio voto non conta niente" e "tanto non cambia mai nulla" fa e continuerà a fare danni

    > Il coinvolgimento dell'uomo nel governo
    > dello stato
    > grazie all'informatica AUMENTERA', non
    > diminuira'.
    > E' questa una cosa che l'attuale classe
    > politica cerca
    > di nascondere: e cioe' che gia' oggi noi
    > possiamo conoscere
    > con esattezza i provvedimenti votati da chi
    > e quanto
    > di ogni partito con un click, una
    > trasparenza mai vista
    > prima nella storia. E questo e' solo
    > l'inizio di una rivoluzione
    > che eliminera' i middleman, avvicinando
    > ogni giorno
    > di piu' l'uomo della strada al potere
    > decisionale che e'
    > sempre stato relegato ad un oligarchia di
    > politici
    > demagoghi e voltagabbana. Questi soli,

    Quello che insomma auspichi è che si possa creare un "parlamento" virtuale a cui possono partecipare tutti.
    Non sarebbe male, ma bisognerebbe vedere se resisterebbe alla isoforza di tutti i partecipanti.
    Mi spiego: hai mai provato a far prendere una decisione nell'ambito di una mailing list o di un forum in cui non esista una organizzazione gerarchica?
    Possono succedere due cose: o si crea un'organizzazione secondo "ruoli naturali", oppure la decisione non viene presa perché le voci sono tutte della stessa forza e difficilmente conciliabili.
    La democrazia assoluta, purtroppo, non esiste.


    > invece,
    > hanno portato ad uno scenario di
    > indifferenza e
    > rassegnazione come quello descritto da
    > Tevis.

    In realtà Tevis affibbia la responsabilità del suo scenario anche all'instupidimento della gente dovuto alla sua scarsa cultura (il protagonista è l'unico che sa leggere)

    > Un scenario purtroppo piu' attuale che
    > fantascientifico,
    > ma che noi oggi abbiamo il potere di
    > superare.

    Come ho detto sopra, secondo me manca la voglia.

    > Gutenberg tolse il potere al clero
    > spazzando via
    > l'oscurantismo, e lasciando fluire le
    > informazioni
    > su cosa facevano i potenti fino al popolo
    > con la stampa.
    > E' ora per l'informatica di compiere la
    > rivoluzione
    > opposta: facendo fluire le decisioni del
    > popolo fino al
    > potere.

    D'accordo, ma di qui a dire che un partito automatizzato è cosa buona e giusta, ne corre...
    non+autenticato
  • scusami, ho dimenticato di... scusarmi per lo snip selvaggioSorride

    P.S. per chi fosse interessato, il libro di Tevis si trova nella collana Urania, oppure in una rarissima edizione col titolo di "Solo il mimo canta al limitare del bosco".
    Il titolo originale è infatti "humming bird"
    non+autenticato


  • > Io credo che affidare la politica ai
    > computer sia il primo passo verso quello che
    > descrive Tevis: mondo in cui tutte le
    > responsabilità e le decisioni sono
    > lasciate a un androide "imparziale"

    Io invece la credo diversamente. Credo che
    l'informatica restituira' all'uomo l'agora' greca
    nella sua forma piu' pura.

    > In definitiva, vogliamo affidare ai computer
    > la politica perché non ne vogliamo la
    > responsabilità

    Cio' che e' accaduto con Cortiana e i 700
    emendamenti sono la prova che cio' che dico
    e' fattibile. Dai l'opportunita' alle persone di
    presentare le proprie proposte al parlamento,
    e lo faranno.

    > Il nichilismo del "il mio voto non conta
    > niente" e "tanto non cambia mai nulla" fa e
    > continuerà a fare danni

    Quel nichilismo del voto che non conta nulla
    e' dato da due fattori:

    1) Si vota per delle persone, e non per delle
         decisioni concrete. Questo e' il primo elemento
         che allontana ed estranea dal processo democratico.
         Nel sistema di cui parlo, non ci sono piu'
         intermediari. Se una legge sta in parlamento,
         chiunque puo' andare sul sito del partito "trasparente"
         e proporre un emendamento che il partito riportera'
         senza alcun filtro.

    2) Le persone che fanno da intermediari sistematicamente
         tradiscono gli impegni elettorali presi, perche' corrotti
         o semplicemente perche' la pensano diversamente
         da chi li ha eletti. Un simile problema verra' superato
         dal partito "trasparente". Il partito sara' solo un organo
         con compiti di riportare le decisioni che verranno
         raccolte dalla gente attraverso internet, telefono o
         lettera.

    > Mi spiego: hai mai provato a far prendere
    > una decisione nell'ambito di una mailing
    > list o di un forum in cui non esista una
    > organizzazione gerarchica?
    > Possono succedere due cose: o si crea
    > un'organizzazione secondo "ruoli naturali",
    > oppure la decisione non viene presa
    > perché le voci sono tutte della
    > stessa forza e difficilmente conciliabili.

    Ma le decisioni non dovranno essere prese
    per discussione. Verranno prese secondo
    il principio stesso della democrazia: per
    maggioranza.

    Sara' sufficiente realizzare un database che:
    1) Accetti qualsiasi nuova proposta di legge
         o di emendamento, e lo metta nella lista
         pubblica delle proposte che il partito trasparente
         presentera' "potenzialmente". Chiunque potra'
         ad esempio andare sul sito del partito e
         postare una nuova proposta di legge.
    2) Chiunque potra' poi votare ogni singola proposta
         di legge o emendamento a favore o contro.
         Se i voti a favore dell'emendamento saranno
         maggiori di quelli contro, alla fine di un tempo
         determinato, l'emendamento verra' approvato
         e il partito "trasparente" lo portera' in parlamento.
         Se i contro saranno la maggioranza, la proposta
         sara' bocciata e non sara' portata in parlamento.
    3) Per decidere la priorita' da dare alle varie proposte
         di legge, ci si basera' sui voti a favore. Le leggi
         con piu' voti a favore, e cioe' che ricevono piu'
         consensi dalla gente, saranno presentate per
         prime in parlamento rispetto alle altre.

    Mi sembra un sistema semplice, che qualsiasi
    database SQL potrebbe implementare in poco
    tempo. Questo mi fa essere sicuro che diventera'
    una realta' inevitabilmente con il maturare
    delle coscienze.

    > In realtà Tevis affibbia la
    > responsabilità del suo scenario anche
    > all'instupidimento della gente dovuto alla
    > sua scarsa cultura (il protagonista è
    > l'unico che sa leggere)

    Il sistema suddetto invece favorira' la cultura
    e spingera' la gente ad informarsi sui problemi,
    proprio perche' e' chiamata personalmente a
    giudicare i VERI PROBLEMI dello stato, e non
    a giudicare i politici (magari dal loro aspetto
    fisico nel cartelloni pubblicitari dopo un lifting).

    > Come ho detto sopra, secondo me manca la
    > voglia.

    La voglia manca perche' il sistema di democrazia
    rappresentativa NON FUNZIONA. La democrazia
    deve essere democrazia diretta per risvegliare gli animi.

    > D'accordo, ma di qui a dire che un partito
    > automatizzato è cosa buona e giusta,
    > ne corre...

    Io credo che tutto cio' che manchi sia la scintilla
    dell'iniziativa. I primi che l'avranno, cambieranno
    il mondo per sempre, perche' la gente ne fin
    sopra la testa dei politici.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Io invece la credo diversamente. Credo che
    > l'informatica restituira' all'uomo l'agora'
    > greca
    > nella sua forma piu' pura.

    Questo può essere, ma deve prima essere superato un problema di fondo.
    L'agorà greca era una posizione fisica, se si voleva esprimere la propria opinione, o ascoltare quella degli altri, si sapeva dove andare.
    Su internet come fai?

    > Cio' che e' accaduto con Cortiana e i 700
    > emendamenti sono la prova che cio' che dico
    > e' fattibile. Dai l'opportunita' alle
    > persone di
    > presentare le proprie proposte al
    > parlamento,
    > e lo faranno.

    Ciò che è accaduto con Cortiana, è accaduto solo perché l'argomento toccava tangenzialmente l'uso dei computer, l'informatica, internet e tutte le tecnologie connesse.
    Se Cortiana si fosse occupato delle quote latte (tanto per citare un altro tema sempre in voga) e avesse chiesto al popolo della rete i suoi emendamenti, non ne avrebbe raccolti 50.

    > Quel nichilismo del voto che non conta nulla
    > e' dato da due fattori:
    >
    > 1) Si vota per delle persone, e non per
    > delle
    >      decisioni concrete.
    > Questo e' il primo elemento
    >      che allontana ed
    > estranea dal processo democratico.
    >      Nel sistema di cui
    > parlo, non ci sono piu'
    >      intermediari. Se
    > una legge sta in parlamento,
    >      chiunque puo'
    > andare sul sito del partito "trasparente"
    >      e proporre un
    > emendamento che il partito riportera'
    >      senza alcun filtro.

    In questo caso, paralizzare l'attività del parlamento sarebbe cosa da poco

    > 2) Le persone che fanno da intermediari
    > sistematicamente
    >      tradiscono gli
    > impegni elettorali presi, perche' corrotti
    >      o semplicemente
    > perche' la pensano diversamente
    >      da chi li ha
    > eletti. Un simile problema verra' superato
    >      dal partito
    > "trasparente". Il partito sara' solo un
    > organo
    >      con compiti di
    > riportare le decisioni che verranno
    >      raccolte dalla
    > gente attraverso internet, telefono o
    >      lettera.

    Stai tralasciando un altro aspetto.
    Gli intermediari spesso "tradiscono" le decisioni degli elettori semplicemente perché devono conciliare tutte le decisioni di tutti gli elettori.
    Teoricamente il programma e le promesse elettorali dovrebbero proprio servire a questo, ma purtroppo non è così, ne convengo.
    Sta di fatto che un bravo politico deve sempre tenere conto di tutti i punti di vista dei suoi elettori, anche delle minoranze esigue.

    > Ma le decisioni non dovranno essere prese
    > per discussione. Verranno prese secondo
    > il principio stesso della democrazia: per
    > maggioranza.

    Ovvero la cancellazione delle minoranze, sulla cui tutela è fondato ogni regime democratico.

    > Sara' sufficiente realizzare un database
    > che:
    [snip]
    >   Mi sembra un sistema semplice, che
    > qualsiasi
    >   database SQL potrebbe implementare in poco
    >   tempo. Questo mi fa essere sicuro che
    > diventera'
    >   una realta' inevitabilmente con il maturare
    >   delle coscienze.

    Non discuto la fattibilità tecnica.
    Sono semplicemente preoccupato che un sistema siffatto possa facilmente cancellare minoranze o emettere leggi cavalcando onde emotive.

    > Il sistema suddetto invece favorira' la
    > cultura
    > e spingera' la gente ad informarsi sui
    > problemi,
    > proprio perche' e' chiamata personalmente a
    > giudicare i VERI PROBLEMI dello stato, e non
    > a giudicare i politici (magari dal loro
    > aspetto
    > fisico nel cartelloni pubblicitari dopo un
    > lifting).

    Io non sono così fiducioso nei confronti del genere umano.

    > La voglia manca perche' il sistema di
    > democrazia
    > rappresentativa NON FUNZIONA. La democrazia
    > deve essere democrazia diretta per
    > risvegliare gli animi.

    Come ti ripeto, leggevo che dall'esame dell'organizzazione dei gruppi su internet, alcuni sociologi siano giunti alla conclusione che la democrazia totale è un'utopia

    > Io credo che tutto cio' che manchi sia la
    > scintilla
    > dell'iniziativa. I primi che l'avranno,
    > cambieranno
    > il mondo per sempre, perche' la gente ne fin
    > sopra la testa dei politici.

    Io sarei più per un sistema automatico di valutazione del grado di aderenza delle azioni dei politici al piano programmato.
    Se uno non fa quello che ha promesso, il sistema lo tromba alle prox elezioni (che è quello che dovrebbe fare il sistema normale)A bocca aperta
    non+autenticato


  • > Questo può essere, ma deve prima
    > essere superato un problema di fondo.
    > L'agorà greca era una posizione
    > fisica, se si voleva esprimere la propria
    > opinione, o ascoltare quella degli altri, si
    > sapeva dove andare.
    > Su internet come fai?

    Ma scherzi? Questa rivoluzione esiste gia'
    ed e' presente in ogni forum su inernet.
    La propria opinione verra' espressa su ogni
    proposta di legge o emendamento semplicemente
    approvando o disapprovando la stessa sul sito
    del partito trasparente. Inoltre per legge chi
    propone una emendamento deve presentare
    anche una motivazione, e questa potra' essere
    commentata da tutti come oggi accade in ogni blog.
    Non c'e' limite alle potenzialita' di discussione
    di un simile sistema.
       
    > Ciò che è accaduto con
    > Cortiana, è accaduto solo
    > perché l'argomento toccava
    > tangenzialmente l'uso dei computer,
    > l'informatica, internet e tutte le
    > tecnologie connesse.
    > Se Cortiana si fosse occupato delle quote
    > latte (tanto per citare un altro tema sempre
    > in voga) e avesse chiesto al popolo della
    > rete i suoi emendamenti, non ne avrebbe
    > raccolti 50.

    Questo non e' vero del tutto (perche' se un tale
    partito esistesse ed avesse la maggioranza,
    tutti i produttorei del latte andrebbero a votare),
    ma e' certo che la penetrazione di internet
    sara' un fattore chiave perche' questo accada.
    La generazione di giovani che oggi sta crescendo
    con il computer non avra' in futuro problemi a
    connettersi ad un sito per esprimere la propria
    opinione.

    > In questo caso, paralizzare
    > l'attività del parlamento sarebbe
    > cosa da poco

    No, perche' come ho detto le proposte
    di legge e gli emendamenti verrebbero
    presentati secondo delle priorita',
    stabilite secondo il numero di approvazioni
    comunicate al partito trasparente dalla gente.
    Una volta fissato un numero limite di
    emendamenti, che permettera' di non
    ostruire il parlamento fino a renderlo inefficiente,
    solo gli emendamenti con piu' voti fino
    a quel numero saranno presentati.
    Il sistema e' semplice e infallibile.

    > Stai tralasciando un altro aspetto.
    > Gli intermediari spesso "tradiscono" le
    > decisioni degli elettori semplicemente
    > perché devono conciliare tutte le
    > decisioni di tutti gli elettori.

    Qui l'illuso sei tu. I politici vanno al governo
    con l'intenzione di approvare le leggi che
    fanno comodo ai loro interessi personali,
    in base alle tangenti date loro dalle lobby.
    Minoranze, come le multinazionali, che
    condizionano tutta la vita politica dei paesi.
    Il fenomeno e' cosi' diffuso che in America
    esiste addirittura un sito dove sono pubblicati
    i finanziamenti che i gruppi economici danno
    ai vari candidati. Guardati ad esempio chi
    sono quelli che finanziano Bush e Kerry,
    scoprirai che sono gli stessi:

    http://www.opensecrets.org/

    E per quanto riguarda mettere d'accordo
    i propri elettori, bhe', e' proprio perche' e'
    impossibile conciliare le opinioni di tutti
    che e' nato il principio di democrazia.
    I greci avevano capito che
    purtroppo non si possono accontentare tutti,
    ma che almeno si puo' accontentare
    la maggioranza. Fu la piu' grande intuizione
    della storia.

    > Ovvero la cancellazione delle minoranze,
    > sulla cui tutela è fondato ogni
    > regime democratico.

    Non e' assolutamente vero che i regimi democratici
    sono fondati sulla tutela delle minoranze.
    E' vero che in molte costituzioni e' scritto
    cosi', ma i fatti sono che per la sua natura, le leggi
    vengono approvate solo se si ha la maggioranza.
    Ma paradossalmente il sistema del partito
    trasparente permettera' una maggiore protezione
    delle minoranze. Infatti essendo il voto aperto
    a tutti tramite il sito del partito, per un effetto
    noto in democrazia, spesso i gruppi di interesse
    specifico (ad esempio i produttori di latte)
    saranno piu' frequentemente impegnati a
    votare i vari emendamenti della media della
    popolazione. Il che gli dara' un vantaggio
    non marginale in termini di voti, che compensa
    il loro essere minoranza. In pratica, le minoranze
    in un sistema aperto e trasparente come quello
    che propongo saranno avvantaggiate rispetto
    ad oggi, dove certi partiti non riescono neanche
    ad arrivare in parlamento.

    > Non discuto la fattibilità tecnica.
    > Sono semplicemente preoccupato che un
    > sistema siffatto possa facilmente cancellare
    > minoranze o emettere leggi cavalcando onde
    > emotive.

    Le onde emotive sono compensate dal fatto
    che ogni proposta viene discussa su forum
    pubblici, dove si ascoltano molte opinioni a
    freddo prima di votare. Ma anche fosse, la
    demorazia e' la volonta' popolare, ed e' sacra.
    Quello che e' successo in spagna e' stato
    un grande esempio di volonta' popolare che
    finalmente si rifletteva sulle scelte politiche di
    un paese. Molti politici dell'800 scrissero che
    la democrazia avrebbe abolito la guerra, perche'
    al popolo non piace. Non e' vero. Come gli
    spagnoli votarono no alla guerra alle elezioni
    scorse, gli americani in un sondaggio erano
    per la maggioranza favorevoli alla guerra
    all'afghanistan dopo l'11 settembre. Questo significa
    che l'istinto del popolo funziona. L'istinto
    del popolo non e' ne contro ne a favore della
    guerra, ma reagisce agli eventi come e' giusto
    che sia.

    > Io non sono così fiducioso nei
    > confronti del genere umano.

    Sbagli. Se la storia ci ha dimostrato qualcosa,
    e' che se all'uomo offri la liberta' di informazione,
    elimini la censura come vi e' nei paesi
    fondamentalisti, e lasci la liberta' di parola e
    di discussione, alla fine si giunge sempre a
    decisioni che migliorano il mondo. Sono i
    politici che da sempre cercano di condizionare
    le discussioni in modo da non intaccare il
    loro potere.

    > Come ti ripeto, leggevo che dall'esame
    > dell'organizzazione dei gruppi su internet,
    > alcuni sociologi siano giunti alla
    > conclusione che la democrazia totale
    > è un'utopia

    Lo era finche' non e' arrivata la rivoluzione
    informatica. Oggi e' possibile, sia tecnicamente
    che culturalmente, come lo fu ai tempi di
    Gutgemberg.

    E' ORA DI CAMBIARE IL MONDO. ANCORA UNA VOLTA.
    non+autenticato
  • ma come si può dico io...questa volta siamo proprio arrivati alla frutta!!! Inutile dire che arrendersi sarebbe gettare definitivamente la spugna e lasciare a questi bifolchi, che attuano solamente un regime di repressione, la libertà di poter scegliere cosa dobbiamo fare, cosa dobbiamo guardare o ascoltare.
    Un cd costa in media 20?, un DVD almeno 50, un software non c'è bisogno di dirlo, un videogame ritorniamo circa alla spesa che serve per l'acquisto di un DVD.

    Con questi prezzi (che sono comunque ampiamente ripagati, nonostante il file sharing) ci impongono anche che dobbiamo comprare a scatola chiusa prodotti dell'ingegno umano che spesso lasciano veramente l'amaro in bocca. Con il P2P è almeno possibile farsi un'idea di quello che è il prodotto in modo che l'acquisto eventuale sia sicuro e senza pentimenti. SI sente parlar tanto di politica petr la diffusione della cultura e poi ci si trova di fronte alla repressione più totale.

    Altro che sciopero della connessione ADSL, forse bisognerebbe scaricare il più possibile in modo che questi uomini potenti possano accorgersi che internet non è gestibile con una legge, è nato per essere libero e così deve essere sempre.

    Sempre libertà quindi anche se per i grandi non sarà mai così...mi auguro che hackers, utenti internet si uniscano per dare una lezione a questi qui, ci sono parecchi siti da attaccare e non ultimi quelli che bloccano la nostra libertà!!
    non+autenticato
  • Quoto in pieno, e approvo.
    non+autenticato
CONTINUA A LEGGERE I COMMENTI
1 | 2 | 3 | Successiva
(pagina 1/3 - 11 discussioni)