Sconfitto il cybersquatter ambientalista

Ha registrato nomi a dominio celeberrimi, come quelli che si rifanno ai componenti dei Beatles, per svegliare il mondo sulla questione ambientale. Ma un collegio arbitrale ha deciso che l'ambientalismo non basta

Siesta Key (USA) - Aveva registrato numerosi nomi a dominio sfruttando la notorietà di personaggi celeberrimi, come i componenti dei Beatles. Lo aveva fatto per "svegliare il mondo" sulla questione ambientale. Ma questo non lo ha salvato dall'essere considerato un cybersquatter.

Mark Elsis è stato definito tale dal National Arbitration Forum americano, collegio di arbitri che si occupa delle dispute sui domini e che nei mesi scorsi era stato interpellato dagli avvocati dei tre Beatles viventi in relazione alla registrazione compiuta da Elsis dei domini: GeorgeHarrison.com, Paul-McCartney.com, ePaulMcCartney.com, eGeorgeHarrison.com, Ringo-Starr.net e altri ancora.

Al contrario di altri cybersquatter, Elsis non stava cercando un profitto personale sui domini ma li aveva inseriti in un suo folto gruppo di domini Internet che voleva sfruttare per una campagna per la protezione dell'ambiente.
La "sentenza" del Forum ha stabilito che Elsis sia privato di 12 domini Internet relativi ai Beatles in quanto utilizzatore "in cattiva fede" di marchi registrati appartenenti a terzi.

Tutto questo, comunque, ha portato pubblicità alla LoveEarth, l'organizzazione ambientalista di Elsis.
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