Domini: Europa contro ICANN

La contrapposizione tra il Consiglio dei Registri e l'ICANN si allarga, con gli operatori europei che accusano palesemente l'organismo internazionale di essere americanizzato. Difficile dar loro torto

Washington (USA) - Vogliono garanzie e non ci stanno a pagare un milione di dollari di fatture senza colloqui e sicurezze. Il Consiglio dei Registri europeo, che associa i registri di domini di primo livello europei, ha stabilito che verserÓ nelle casse dell'organismo di supervisione internazionale dei domini, ICANN, solo una quota di quanto "dovuto".

Il motivo della decisione del Consiglio Ŕ da ricercare nei dubbi degli operatori europei sui poteri effettivamente ascritti all'ICANN nella gestione dei domini. In pratica c'Ŕ chi teme che l'ICANN possa, in linea di principio, togliere la gestione ad un operatore e affidarla ad un altro se le regole che introduce vanno in quella direzione. O che possa entrare persino nella potestÓ dei domini nazionali di primo livello, quelli che "in teoria" sono affidati completamente alle organizzazioni locali che li gestiscono "in via esclusiva". La realtÓ Ŕ che gli accordi tra ICANN e operatori locali non sono completi e non sono mai stati formalizzati.

Dietro i dubbi del Consiglio ci sono le mai sopite critiche sul modo in cui l'ICANN Ŕ formato, con una certa presenza di statunitensi, e sul fatto che i registri dei domini sono fisicamente ancora nella disponibilitÓ del governo statunitense.
Il fatto che l'ICANN ora chieda, senza consultazione preventiva, il suo milione di dollari come quota di sostentamento dovuto dal Consiglio, ha indisposto le 30 organizzazioni europee aderenti. Come ha spiegato il general manager del Consiglio, Fay Howard: "pensiamo che non dovrebbero inviarci fatture senza un accordo. Ci sono due soggetti in un contratto. Riteniamo che prima di cedere qualsiasi competenza all'ICANN, debbano essere chiariti alcuni punti".

Per ora il Consiglio verserÓ 600mila dollari in attesa di un chiarimento, quanto basta all'ICANN "per sopravvivere". Naturalmente la levata di scudi, in realtÓ preannunciata dagli "scontri" che si verificarono all'epoca della formazione dell'ICANN, rende ancora pi¨ precaria la posizione dell'organizzazione internazionale dei domini, giÓ provata dalle critiche che giungono da molti dei 247 registri nazionali.

Per il momento, l'ICANN ha risposto che in effetti occorrono accordi pi¨ chiari e si Ŕ detto disponibile a valutare eventuali proposte provenienti dal Consiglio sul come risolvere i problemi pendenti, tra i quali si inseriscono anche i rapporti economici con l'ICANN stesso. Finora l'ICANN ha infatti chiesto ai registri locali di pagare in relazione al numero di domini nazionali registrati (in Germania Ŕ arrivata una fatturona da centinaia di migliaia di dollari).
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