Il craccatore Maxim la passerà liscia

Aveva sottratto dai server di CD Universe i dati di 300mila carte di credito. Ora le autorità si scontrano con il fatto che del furto non c'è più alcuna prova. Incredibile stallo

Il craccatore Maxim la passerà lisciaWeb - Che il cracker Maxim fosse un irrintracciabile uccel di bosco si era capito dopo pochi giorni dalla sua incredibile incursione sul server di CD Universe. L'FBI, infatti, già allora brancolava nel buio rispetto all'identità dell'assalitore elettronico del sito, capace di sottrarre in poco tempo dati per 300mila carte di credito. Ma ora pare che anche se Maxim fosse individuato non potrebbe comunque essere sottoposto a processo. A mancare, infatti, sono le prove.

La MSNBC, che per prima diede la notizia del cracking, ha approfondito la questione a sei mesi di distanza, scoprendo che in mano degli inquirenti non c'è più neanche uno straccio di prova. Se in un furto "tradizionale" la scena del crimine viene fotografata e vengono fatte le rilevazioni utili all'inchiesta, in un furto online ciò che deve essere conservato sono i tabulati elettronici, i log e le registrazioni di quanto avvenuto sulla rete e sui server colpiti. E qui, ahinoi, casca l'asino.

Stando alla MSNBC, le prove del caso non sono state custodite adeguatamente e soprattutto in modo non conforme alle necessità di un processo. Per portare questi dati in tribunale, infatti, è necessario dimostrare che non siano stati alterati rispetto all'evento. Questo si può ottenere solo con una sequenza di documentazione e controlli incrociati delle prove. La chiamano "catena di conservazione". Una catena che si è incredibilmente rotta.
Gli inquirenti rimangono al lavoro, pare, per cercare di individuare chi si celi dietro lo pseudonimo di Maxim ma appare chiaro che accusarlo, qualora venisse individuato, sarà pressoché impossibile. Dure le reazioni di alcuni di coloro che si sono viste sottrarre i dati delle carte di credito, increduli di fonte ad uno stallo così clamoroso.