Jackson: accusa da imbrigliare

Il collegio legale dell'antitrust americano deve trovare un accordo e il giudice del processo contro Microsoft ha deciso di spingere gli avvocati

Washington (USA) - Ha cominciato con il dire che "questo momento Ŕ buono come ogni altro per trovare un accordo" e ha continuato spiegando che i legali che fanno parte del collegio di avvocati che sta combattendo contro Microsoft nel processo antitrust devono "trovare una via per presentare un ambito di soluzione comune e congruente".

In altre parole il giudice Thomas Penfield Jackson, che ha appena nominato un negoziatore per indurre il Dipartimento della giustizia USA e Microsoft a trovare un accordo, ritiene che un'intesa vada cercata ma che allo stato attuale il collegio legale dell'accusa non sia ancora arrivato a formulare proposte congruenti e comuni per la soluzione negoziale del caso. Jackson spera che un progetto uniforme arrivi o sotto forma di proposta da fare a Microsoft o sotto forma di suggerimento e consiglio per la sentenza finale.

Riferendosi alla nomina del mediatore Richard Posner, Jackson ha affermato: di averlo scelto "per vedere se sarete o meno in grado di lavorare tutti sullo stesso piano, sempre che ci vogliate provare". Pare che Jackson si sia mosso sull'onda dei resoconti della stampa "secondo cui gli avvocati lavorano in direzioni parallele", ovvero non coincidenti. "L'intesa tra Dipartimento e stati federali (l'insieme dell'accusa, ndr), ha continuato Jackson, finora Ŕ andata al meglio. Non vorrei per˛ dovermi barcamenare ora tra punti di vista divergenti".
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