Gates: Windows dà lavoro, Linux no

Dalla Malaysia il chairman di Microsoft ammonisce i governi e le imprese che scelgono il software open source avvertendoli che questo modello di sviluppo uccide il lavoro e frena lo sviluppo

Putrajaya (Malaysia) - Arrivano ancora una volta dall'Asia meridionale, tra i mercati più fertili per l'open source, gli ammonimenti di Bill Gates a quei governi che decidono di accantonare il software proprietario per abbracciare l'alternativa open.

Durante una recente visita in Malaysia, Gates ha ribadito alle autorità e agli imprenditori locali che il software open source non è la strada che possa portare alla creazione di nuovi posti di lavoro e allo sviluppo economico.

"Chi sviluppa software open source non crea né nuovo lavoro né proprietà intellettuali", ha affermato il chairman di Microsoft ad una platea di circa 3.000 professionisti del settore. "Sviluppare codice aperto non può essere un'attività lavorativa a tempo pieno. Se volete regalare il vostro software dovrete lavorarci la notte".
L'urgenza di Gates è quella di persuadere i governi dei paesi ad economia emergente, come quello malese, che Linux e il software open source non rappresentano una alternativa possibile alla pirateria semplicemente perché, a detta del re del software proprietario, al pari di quest'ultima finisce per danneggiare l'intera economia.

"L'open source è tipicamente incompatibile con un approccio capitalista al mercato. Non è l'open source ma Windows il software che ha aperto all'Asia nuove opportunità economiche, quali quelle legate ai computer e alla costruzione di chip", ha proclamato Gates, che ha poi aggiunto come solo il software proprietario possa "far nascere nuovi posti di lavoro altamente retribuiti".

Riproponendo poi uno dei suoi cavalli di battaglia, il "seamless computing", Gates ha affermato che "l'open source non può garantire la compatibilità con il passato né il tipo di integrazione che offre la nostra piattaforma".

Le argomentazioni del fondatore di Microsoft riprendono quelle esposte di recente da Chris Sharp, director for platform strategy di Microsoft per l'area Asia-Pacifico, il quale ha affermato che investire nel software open source significa "buttare via denaro".

Oltre all'open source, l'altro grande problema che deve affrontare Microsoft è la pirateria, un fenomeno che in paesi come la Malaysia, la Tailandia e la Cina assume proporzioni record. Proprio poche settimane fa Gates ha dichiarato che il primo nemico di Microsoft non è l'open source ma, per l'appunto, il software copiato. Per combattere il mercato nero, Microsoft sta collaborando con diversi governi locali per avviare campagne informative, approvare leggi più severe e offrire agevolazioni economiche.

"Quello che stiamo facendo capire a questi governi - ha detto Gates - è che se la gente non paga il software, lo stato deve rinunciare alla riscossione di una cospicua porzione di tasse".

A tal proposito il boss di Microsoft si è augurato che il tasso di pirateria, a suo dire in calo un po ' in tutti i paesi asiatici, possa presto ridursi anche in Cina. "Dopo tutto - ha detto - è il secondo mercato al mondo di PC!".

Fra le armi con cui Microsoft spera di contrastare la pirateria e il software open source c'è Windows XP Starter Edition, una versione del proprio sistema operativo desktop che, a fronte della mancanza di qualche funzionalità, verrà proposto ad un prezzo decisamente più appetibile. La versione "lite" di Windows XP sarà commercializzata a settembre in Malaysia e Tailandia al prezzo di 36 dollari a copia. Versioni alleggerite di Windows e Office si trovano già preinstallate su alcuni PC venduti in questi paesi.
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252 Commenti alla Notizia Gates: Windows dà lavoro, Linux no
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  • Almeno negli USA, Microsft sta appaltando la realizzazione di LongHorn all'estero
    http://zdnet.com.com/2100-1104_2-5287916.html

    non+autenticato
  • http://www.apogeonline.com/webzine/2004/07/21/01/2...

    un estratto significativo

    "La software house e la lavanderia

    La teoria secondo la quale il software open source toglie lavoro agli informatici stipendiati è un vecchio ritornello, rispolverato probabilmente perché le altre argomentazioni stanno facendo acqua sempre più vistosamente, mentre la paura di perdere il posto è tuttora uno spauracchio molto efficace, specialmente di questi tempi.

    Molti manager e governanti non riescono a capire perché la teoria di Gates sia sbagliata perché non sono informatici. Ma se spostiamo il concetto a un altro settore tutto diventa molto più chiaro. Quello che dice Gates equivale infatti a sostenere che se tutti avessimo una lavatrice in casa, le lavanderie chiuderebbero.

    Dopotutto, se tutti possiamo lavarci i panni in casa (scriverci il software o personalizzare quello esistente), perché mai dovremmo rivolgerci a una lavanderia (a chi scrive software a pagamento)? Semplice: perché non siamo in grado di lavare da soli certi capi difficili o non abbiamo tempo o voglia di farlo.

    In altre parole, ci sarà sempre lavoro per lo specialista, per chi offre soluzioni su misura, per chi offre il software come servizio anziché come prodotto. Ci sarà meno lavoro, invece, per chi vuole soltanto realizzare un prodotto, venderne milioni di copie con lautissimi margini di profitto per copia, e tentare di mantenere lo status quo facendo pressioni e propaganda per soffocare i modelli di business alternativi.

    Quindi Gates in un certo senso ha ragione quando dice che l'open source toglie posti di lavoro; s'è semplicemente scordato di precisare che toglie posti di lavoro a Microsoft e alle altre società basate sullo stesso modello commerciale. Non ne toglie a chi ha abbracciato un modello diverso.

    Vedremo dunque orde di programmatori a spasso? Improbabile: semmai è prevedibile il contrario. La diffusione di strumenti liberi e gratuiti, basati su standard aperti, abbassa la "tassa d'ingresso" nel mercato del lavoro e quindi facilita la creazione di posti di lavoro. Oggi, chi vuole fare assistenza al software proprietario deve prima acquistarlo e pagarne anche gli aggiornamenti e le relative "certificazioni". Invece chi vuole diventare consulente informatico per l'open source deve soltanto scaricare, installare e studiare. E dimostrare di essere bravo senza ricorrere a certificazioni conquistate a suon di euro.

    Inoltre l'economia e il mondo del lavoro vanno considerati nel loro complesso. Nella situazione attuale, una fetta non trascurabile dell'economia mondiale viene spesa in licenze software. Sono soldi che fra l'altro spesso finiscono direttamente all'estero, con una perdita netta per l'economia nazionale. Se invece non è più necessario spendere in licenze, c'è più denaro a disposizione per altri investimenti privati e pubblici: scuole, case, ospedali, pensioni. Un'azienda che non deve acquistare licenze o hardware proprietario può dedicare i fondi risparmiati ad assumere personale. Il livello di competenza informatica nazionale può salire in quanto libero dalle succitate "tasse d'ingresso" e dai vincoli arbitrari imposti da un'azienda straniera.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > La diffusione di
    > strumenti liberi e gratuiti, basati su
    > standard aperti, abbassa la "tassa
    > d'ingresso" nel mercato del lavoro e quindi
    > facilita la creazione di posti di lavoro.

    Quindi consente l'accesso alla professione informatica a cani e porci, purché spinti da una generica "curiosità per le cose ganze" che possono procurarsi a costo zero.
    I concetti di professionalità, conoscenze teoriche, competenze scientifiche (l'informatica è pur sempre una scienza...), background logico matematico vanno tutti allegramente a farsi fottere... e certo non si acquisiscono sbocconcellando qualche howto maltradotto o leggendo codici altrui.
    Non che strapagando compilatori, IDE e librerie tutto questo non succeda, ovviamente: ma almeno il fenomeno è fisiologicamente limitato.

    > Un'azienda
    > che non deve acquistare licenze o hardware
    > proprietario può dedicare i fondi
    > risparmiati ad assumere personale.

    Che diavolo c'entra poi "l'hardware proprietario" ? Esiste forse l'HW opensource gratuito e free ?A bocca aperta
    L'hardware è hardware, punto e basta. In un'azienda è bene che sia anche più costoso possibile e con corposi contratti di manutenzione, vista e considerata l'importanza della robustezza ed affidabilità. Anzi, a maggior ragione spendere poco (SuSe, RH) o nulla (MAH) per le licenze deve essere una molla per scegliere HW superiore... tuttavia, anche questo è un falso problema. Le aziende non vivono di sole licenze per gli OS: quelle oggi le regalano quando compri l'HW, sono una frazione insignificante del costo di prima installazione.
    Le vere mazzate vengono dagli applicativi. Un gestionale, un CAD EDA, un ERP commerciali costano gli stessi soldi per linux o per windows... e semplicemente NON esistono corrispondenti opensource della stessa complessità e qualità.
    non+autenticato
  • Ultimamente Bill Gates, ha consigliato i governi asiatici di non adottare il software libero in quanto , secondo lui, danneggierebbe seriamente l'intera economia.
    "L'open source è tipicamente incompatibile con un approccio capitalista al mercato", dice. Quindi, si intende che il giusto approcio in un sano sistema capitalistico sarebbe quello dove i consumatori spendono soldi per le licenze d'uso del software proprietario. E questo perchè altrimenti i profitti derivati dalle licenze verrebbero meno e ne conseguirebbe una riduzione di posti di lavoro.
    Però, a pensarci bene, il discorso dovrebbe essere ampliato: il software non è l'unico a patire problemi del genere. Prendiamo ad esempio le agenzie viaggi. Ora, grazie ai servizi internet di acquisto dei biglietti, i consumatori non pagano più la percentuale alle agenzie e questo riduce i profitti delle stesse che, come conseguenza, stanno soffrendo una forte crisi con derivante perdita di posti di lavoro.
    Altri sistemi economici sono in forte crisi: l'arrivo dell'euro ha in molti casi eliminato il cambio di valuta danneggiando tutte quelle agenzie e operatori che sulle percentuali dei cambi ne facevano il proprio reddito.
    Non dimentichiamo poi gli editori che sono costantemente minacciati dalle tecnologie informatiche, che tolgono loro i profitti derivanti dalla vendita dei giornali, libri , CD e DVD.
    Oppure la televisione tradizionale che è minacciata dal digitale terrestre. O le compagnie telefoniche che possono perdere notevoli profitti a causa della banda larga e delle comunicazioni vocali via INTERNET.
    E vi ricordate quando si doveva pagare per avere un servizio di posta elettronica? Ora invece, molti di questi servizi sono gratuiti.
    Per questo molte corporazioni cercano di "regolamentare" un uso dei servizi e dei beni che sta prendendo una direzione sempre più fuori controllo. Per questo cercano di sensibilizzare l'opinione pubblica e di fare capire ai governi che certe cose devono essere fatte "secondo delle regole", altrimenti si rischia l'anarchia e il disastro economico.
    Per questo alcune compagnie telefoniche cercano di regolare e suggeriscono di rendere fuori legge le comunicazioni video e vocali su INTERNET. Per questo alcune compagnie software cercano di regolare l'uso delle innovazioni tecnologiche: come fa microsoft brevettando il sistema del doppio click o della rotellina del mouse.
    O le case discografiche che chiedono leggi con pene più "adeguate" alla copia non autorizzata di contenuti musicali.
    O le case editrici che propongono un sistema in cui le bibliotece pubbliche forniscano i testi dietro pagamento di un contributo da parte del lettore.

    E noi? anche noi possiamo fare la nostra parte. Mica vogliamo rimanere indifferenti a tutto questo? Dobbiamo renderci conto che è necessario pagare il "giusto". E smettere con le nostre pratiche da "furbi".

    Quindi, ecco qualche consiglio:

    Andate in agenzia viaggi ad acquistare il biglietto aereo: costerà di più, dovrete uscire di casa, dovrete farlo con un po' di anticipo, ma non rovinerete un mercato che da lavoro a migliaia di persone.

    Non leggete gli articoli di giornale sul web. Ma date il giusto contributo agli editori comprandolo in edicola. Altrimenti spariranno i giornali. Non ci pensate?

    E per la musica? Non copiatela sui lettori mp3 (e soprattutto non usate il migliore formato ogg). usate i lettori CD. magari ne ascolterete meno di musica, ma non ostacolerete la produzione artistica.

    Non usate software libero: acquistatene di proprietario, e fatene costanti aggiornamenti. Altrimenti rischieremo un giorno di rimanere solo con software libero. O secondo alcuni esperti neanche con quello.

    Non fotocopiamo libri, ed evitiamo di prestarne troppo in giro. Piuttosto regaliamone.

    "Responsabilizziamoci". Così funziona un "sano" sistema capitalistico: ognuno deve dare un giusto contributo alla comunità. ed evitare facili ed illusorie scappatoie individualistiche, che arrecherebbero un danno all'intera comunità.

        Oreste Notelli

    ==================================
    Modificato dall'autore il 15/07/2004 15.22.23


    ==================================
    Modificato dall'autore il 11/11/2004 1.41.44
  • Ciao
    condivido gran parte delle tue affermazioni, anche se a mio modo di vedere la questione è piu' complessa. Il vero problema a mio avviso, è che noi informatici non studiamo l'economia, o facciamo finta di ignorarla. Viviamo in una economia di mercato, con leggi precise, contestabili o meno, ma precise, visibili e funzionanti: domanda e offerta, costi e ricavi marginali, prezzo di equilibrio, funzionamento del monopolio naturale e della sua dinamica di prezzi ecc..
    Produciamo un bene di altissimo valore per l'utenza ma intangibile, e per di piu' l'utenza non ha la minima idea se il prezzo che noi proponiamo per il nostro software è giusto o sbagliato. Infine, visto che un oppressore monopolista (per una serie di concause) fa il bello e cattivo tempo, come reagiamo? Non andando a vedere sul mercato cosa occorrerebbe fare, ma reagiamo nel modo piu' irrazionale, schizofrenico e idiota che si possa immaginare: regaliamo il nostro prodotto. Non solo: ma ne regaliamo pure gli schemi tecnici, il codice sorgente.
    Bene, se un marziano guardasse il mercato della società moderna e vedesse questo mercato del software come si comporta, riderebbe per mesi, o penserebbe ad un virus di follia generalizzato. Chiaro che gli utenti sono contenti del software F/OSS: e chi non lo sarebbe? Siamo noi addetti che dovrebbe fermarci e dire: ma economicamente, nel medio periodo, questa strategia del F/OSS dove ci sta portando? Come mandiamo avanti la nostra software house? si' lo so, i servizi aggiuntivi ecc. ecc. Se guardate un po' in giro i bilanci (non le CHIACCHERE o i proclami, i BILANCI!!!!) delle aziende che vantano agganci F/OSS, tutti si arrabattano con servizi a pagamento, oppure vendono hardware a costi piu' elevati per recuperare il software, o insomma in qualche modo rientrano nella logica economica di software proprietario, creando pero' il danno enorme di aver regalato del software, e aver ingenerato nell'utente l'idea che IL SOFTWARE E' UN BENE SENZA VALORE.
    Al di la' della demagogia, provate voi a vedere quante persone effettivamente comprano CD come prima, da quando si scaricano gratis gli MP3. E per di piu' il sw mi aiuta a lavorare, mi genera valore, non è una canzone, e lo trovo pure gratis....
    Analisi serie econometriche evidenziano chiaramente come il destino del mercato sw sia destinato a subire tracolli pericolosissimi, per sè stesso e per l'economia intera (ricordiamo che l'ICT è uno dei driver dell'economia mondiale): quel diavolo d'un Bill Gates da questo punto di vista ha ragione.
    Per non parlare dei paradossi insiti nel F/OSS, dove per pura reazione e ribellione al soffocante dominio di M$, si regala il proprio lavoro.
    Analisi spietata, dolorosa (uso entrambi i mondi e mi diverte un sacco curiosare nel OSS....) ma è così: prima ne prendiamo coscienza meglio è.
    Sul cosa fare avrei qualche idea, ma vediamo se interessa qualcuno, cosi' da sviluppare un thread interessante, invece che i soliti flame di pinguinari o winzozzari di turno.

    PS: a conferma di quanto dici in generale, ma al contrario di quello che hai scritto, l'email gratuita APPUNTO la stanno TOGLIENDO TUTTI: infatti, il modello di business FREE non regge, neppure per gestire due account POP3 in croce....
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimo
    > Ciao
    > condivido gran parte delle tue affermazioni,
    > anche se a mio modo di vedere la questione
    > è piu' complessa.

    il mio commento era ironico... ma sembrerebbe
    che tu non lo abbia inteso in tal senso

    > Chiaro
    > che gli utenti sono contenti del software
    > F/OSS: e chi non lo sarebbe? Siamo noi
    > addetti che dovrebbe fermarci e dire: ma
    > economicamente, nel medio periodo, questa
    > strategia del F/OSS dove ci sta portando?

    Beh, il tuo discorso e di parte, non di carattere
    generale. Un po' come i cantati che vogliono
    inasprire le pene sulle copie non autorizzate
    E come facevo intendere nel mio commento...
    somiglia alle rimostranze degli operatori
    delle agenzie di viaggio.
    ma il punto è questo: Ogni categoria, dagli
    editori ai produttori di supporti magnetici,
    dai librai agli ISP (Internet Service Provider)
    portano avanti le loro ragioni e affermano che
    il loro benessere è fondamentale per la
    crescita economica e culturale del Paese.
    Non voglio entrare nel merito del discorso sui
    risvolti economici del software libero. Piuttosto
    la mia osservazione è questa: è coerente invocare
    le leggi del capitalismo, e poi chiedere ai consumatori
    comprare i propri servizi e prodotti in nome
    del benessere economico mondiale?
    Non dovrebbe, un sano capitalismo, puntare invece
    sull'individualismo e fare si che questo sia di
    beneficio all'intera società?
    D'altronde, se non fosse così, a quale categoria
    dovremmo dare retta?

    > Sul cosa fare avrei qualche idea, ma vediamo
    > se interessa qualcuno, cosi' da sviluppare
    > un thread interessante, invece che i soliti
    > flame di pinguinari o winzozzari di turno.
    >

    Sono curioso di sentire le tue idee.

    > PS: a conferma di quanto dici in generale,
    > ma al contrario di quello che hai scritto,
    > l'email gratuita APPUNTO la stanno TOGLIENDO
    > TUTTI: infatti, il modello di business FREE
    > non regge, neppure per gestire due account
    > POP3 in croce....

    beh, non direi. Un conto sono i sevizi POP, un
    altro e la casella di posta che, come dicevo è
    fornita gratuitamente da quasi tutti i più
    importanti provider e portali.


    Ciao,
        Oreste
  • l'open source fa fare pochi soldi.
    Sento che volete fare soldi sulle customizzazioni.
    Ah ah ah
    L'aziendina avrà sicuramente un dipendente in grado di farlo, le aziende informatiche spariranno. Qualsiasi beota riesce a sistemare un programma. Ho visto gente riuscire in neanche un giorno a convertire programmi complessi da un linguaggio ad un altro, cambiarlo e farci quello che si vuole.
    Credete che vi pagheranno 5000 euro al mese per spostare un tasto da un programma già fatto?
    Il programmatore sarà l'impiegato che timbra il cartellino e per il fatto che sa 2 righe di C dovrà dare una sistemata.
    Siete morti programmatori, ma ancora non lo sapete.
    L'azienda si sistemerà il software da sola, voi non servite più.

    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > l'open source fa fare pochi soldi.
    > Sento che volete fare soldi sulle
    > customizzazioni.
    > Ah ah ah
    > L'aziendina avrà sicuramente un
    > dipendente in grado di farlo, le aziende
    > informatiche spariranno. Qualsiasi beota
    > riesce a sistemare un programma. Ho visto
    > gente riuscire in neanche un giorno a
    > convertire programmi complessi da un
    > linguaggio ad un altro, cambiarlo e farci
    > quello che si vuole.
    > Credete che vi pagheranno 5000 euro al mese
    > per spostare un tasto da un programma
    > già fatto?
    > Il programmatore sarà l'impiegato che
    > timbra il cartellino e per il fatto che sa 2
    > righe di C dovrà dare una sistemata.
    > Siete morti programmatori, ma ancora non lo
    > sapete.
    > L'azienda si sistemerà il software da
    > sola, voi non servite più.

    bravo su, torna tra i tuoi deliri.....
    http://www.laurasplan.com/files/images/pills1a.jpg
    non+autenticato
  • argomenta. Questo è il bello di voi comunisti, quando vi sbattono la verità in faccia non argomentate, vi rendete solo ridicoli cercando offendere.
    Patetici.
    Compagno, tu lavori e io magno
    vai a fare il comunista in russia e non con i soldi di papino che ti compra macchina e scarpette firmate.
    qui tutti a fare i comunisti con i soldi, il famoso comunismo all'italiana
    non+autenticato
  • se servono 1 milione di software con l'open source fatto il primo da un povero sfigato ci saranno 1 milione di furbi che codice alla mano si faranno il software. Di conseguenza se con il closed il povero sfigato vendeva 1 milione di pezzi ora ne venderà 1 perchè ha altri furbi a rompergli le scatole.
    Non capite che con l'open source vi fare concorrenza da soli?
    Ah ovviamente a voi non interessa dopo 10 anni passati sui pc guadagnare meno di un lavavetri. Questa è la fine che farete, l'informatica diverrà un passatempo e non più un lavoro perchè di volenterosi che non hanno nulla da fare ce ne sono un mare. Loro faranno il software e gratis iniziandolo dai vostri che gli avete gentilmente regalato. Solo l'hardware venderà dato che almeno le schede non potete scroccarle e farvele da voi.
    furbi
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > se servono 1 milione di software con l'open
    > source fatto il primo da un povero sfigato
    > ci saranno 1 milione di furbi che codice
    > alla mano si faranno il software.
    > Di
    > conseguenza se con il closed il povero
    > sfigato vendeva 1 milione di pezzi ora ne
    > venderà 1 perchè ha altri
    > furbi a rompergli le scatole.

    si chiama concorrenza, furbo.

    > Non capite che con l'open source vi fare
    > concorrenza da soli?

    io ho il mio spicchio di mercato, e con l'aiuto di altri nel mondo me lo mantengo.

    > Ah ovviamente a voi non interessa dopo 10
    > anni passati sui pc guadagnare meno di un
    > lavavetri.

    lo preferisco che lavorare al soldo di un Monopolio, dove ci porterebbe l'amico Bill

    > Questa è la fine che
    > farete, l'informatica diverrà un
    > passatempo e non più un lavoro
    > perchè di volenterosi che non hanno
    > nulla da fare ce ne sono un mare.
    > Loro
    > faranno il software e gratis iniziandolo dai
    > vostri che gli avete gentilmente regalato.

    Certo che sei furbo: non capisci che così riesco a far sviluppare un progetto che non potrei MAI mettere sul mercato?

    Preferisco morire libero che fare il lavavetri sulle finestre di Redmond

    > Solo l'hardware venderà dato che
    > almeno le schede non potete scroccarle e
    > farvele da voi.
    > furbi

    più di quanto pensi



    non+autenticato
  • > si chiama concorrenza, furbo.
    no si chiama comunismo a questo livello


    > lo preferisco che lavorare al soldo di un
    > Monopolio, dove ci porterebbe l'amico Bill
    e basta con Gates, ve lo sognate la notte. Il monopolio è sbagliato ma questo comunismo non è migliore, è molto peggio


    > Certo che sei furbo: non capisci che
    > così riesco a far sviluppare un
    > progetto che non potrei MAI mettere sul
    > mercato?
    ed i guadagni poi li dai a quelli che ti hanno aiutato?
    Ridicolo. Assolutamente ridicolo. Spendi i soldi e produci, comunista, investi. Giappone e Stati Uniti investono e dominano l'economia, con certi mezzucci si finisce come la russia.

    > Preferisco morire libero che fare il
    > lavavetri sulle finestre di Redmond
    voi non ragionate con il cervello. Sapete solo parlar male di Gates, vi piacerebbe avere il suo conto in banca ma non potete ed invece di ammettere che lui qualcosa nella vita è riuscito a farlo lo criticate. Perchè se sei tanto furbo non hai una tua azienda. Voi evitate la sfida, volete la pappa pronta, non riuscite a fare una cosa? Che ci frega, la farà un'altro per noi e potremo vedere come ha fatto.
    Voi ragionate da clienti, non avete lavorato mai, non sapete cosa significa stare mesi a sgobbare su un prodotto, impegnarsi per farlo bene perchè potrebbe sistemarvi la vita.
    Voi siete quelli che fanno i gestionali sotto padrone, che criticano il sistema mentre segretamente pensate di mettervi in proprio, che con un bel software potreste comprarvi le cose che volete, fare una vita migliore. Ma non ci riuscite ed invece di tirar su le maniche iniziate a pretendere che microsoft e soci dividano i loro guadagni con voi.
    E' bello come ragioni?
    Io voglio di più dalla vita, sto qui ad impegnarmi, voglio superare la gente, potermi permettere cose che non posso avere adesso.
    Io sgobbo e non trovo giusto che le nottate passate in bianco finisca nelle vostre tasche. Cresci, questo non è il mondo delle favole ed il comunismo è un'illusione (bei comunisti i ragazzi di oggi con cellulare e scarpe della nike).
    non+autenticato
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