Garante, legittimo l'SMS presidenziale

L'Autorità per la privacy ha esaminato il caso dell'SMS spedito per le elezioni che tante polemiche aveva suscitato, sentenziando che è un caso di uso legittimo

Roma - L'Autorità garante della privacy ha spiegato che l'SMS inviato in occasione delle elezioni europee dalla Presidenza del Consiglio costituisce un atto legittimo.

L'Authority ha confermato di aver ricevuto numerosi reclami attorno all'SMS e ha sottolineato che già a marzo 2003 aveva indicato "le condizioni di eccezionalità ed emergenza in presenza delle quali è possibile, per gli operatori di telefonia mobile, inviare messaggi agli utenti prescindendo dal consenso dell'interessato".

Nel caso specifico del cosiddetto SMS presidenziale, contestato anche da molti utenti internet, il Garante ha evidenziato una disposizione del ministero dell'Interno con cui, in deroga alle norme vigenti, si era provveduto ad ordinare agli operatori l'invio dell'SMS a tutti gli abbonati titolari di carte ricaricabili. In quel caso, ha affermato il Garante, "l'urgenza e il carattere di eccezionalità ed emergenza del decreto" era stato attribuito alle "novità del calendario previsto per le votazioni, all'insufficiente conoscenza tra i cittadini di tali novità, ai rischi di affollamento ai seggi, al timore di situazioni di forte criticità come quelle determinatesi in occasione delle passate elezioni politiche, alle proteste registratesi in occasione della riduzione delle sezioni elettorali, alla consistente riduzione del contingente militare a presidio dei seggi, ai disagi e turbamenti sotto il profilo dell'ordine pubblico, oltre che ai rischi e impedimenti all'esercizio stesso del diritto di voto, circostanze che il Ministero ha giudicato oggettivamente come eccezionali".
Il Garante ha ribadito, come criterio generale, che "le situazioni, poste a fondamento del provvedimento d'urgenza, debbano presentare effettivamente carattere di eccezionalità e di emergenza" e sottolinea l'esigenza di evitare un'utilizzazione estensiva ed impropria del riferimento all'emergenza.

"Dalle informazioni fornite dal Ministero dell'interno e dai gestori - ha spiegato il Garante - è risultato che i messaggi sono stati inviati agli utenti direttamente da questi ultimi e non vi è stata, quindi, alcuna comunicazione dei numeri dei cellulari alla Presidenza del Consiglio dei ministri". Sulla firma dell'SMS ("PresDelCons"), il Garante ha spiegato che "il corretto rapporto tra cittadini e amministrazione richiede che debba essere sempre identificabile il soggetto istituzionale che invia o fa inviare i messaggi".

Sugli altri "nodi" della vicenda, il Garante ha sottolineato che non sono stati usati "dati di minori" in quanto le utenze di telefonia mobile "sono intestate, di regola, a soggetti di maggiore età".

Nonostante i gestori si siano attenuti ad un invio degli SMS in orari diurni, ha continuato il Garante, l'Autorità ha comunque richiamato anche al rispetto di determinate cautele nell'invio degli SMS (evitando le ore notturne) e la necessità di fornire adeguate informazioni generali agli utenti su tali invii di emergenza. Su quest'ultimo punto, l'Authority si è riservata di accertare che gli operatori rendano conformi alle norme sulla privacy le informative ai clienti.

Il Garante ha, infine, precisato che il controllo sui costi dell'operazione è materia demandata alla Corte dei conti. Per quanto riguarda il roaming internazionale, tutti i gestori hanno attestato che il messaggio non è stato addebitato all'utente all'estero.
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