Le major contro il P2P legale canadese

La sentenza di primo grado ha dichiarato che non può essere considerato illecito porre un file in una directory di un computer. L'industria non ci sta e si lancia nell'appello

Ottawa (Canada) - Sarà una Corte d'appello federale a decidere il destino del file sharing in Canada, paese che da lungo tempo rappresenta un terreno di scontro fondamentale nella grande battaglia delle major contro la condivisione di file protetti via Internet.

L'associazione locale degli industriali fonografici, la Canadian Recording Industry Association - CRIA, ha presentato appello contro la sentenza dello scorso marzo con cui un tribunale di primo grado ha dichiarato non illegale la condivisione di file attraverso il peer-to-peer.

Come si ricorderà, il giudice canadese Finckenstein ha deciso che "il semplice fatto di porre una copia in una directory condivisa su un computer dove a quella copia si può accedere via P2P non significa distribuire. Perché costituisca distribuzione - ha sentenziato - ci deve essere un atto propositivo di chi gestisce la directory condivisa, per esempio spedendo le copie o pubblicizzando il fatto che sono disponibili per essere copiate".
La posizione di Finckenstein, perfettamente in linea con quanto sostenuto da innumerevoli esperti della rete, non è condivisa dalle major, secondo cui invece proprio quella decisione ha posto tutto il settore "in uno stato di vulnerabilità" intollerabile.

Il giudice aveva agito bloccando il tentativo della CRIA di denunciare una manciata di utenti del P2P, impedendo che agli IP rilevati dalle major venisse associato dai provider il nome dei corrispondenti utenti. Una mossa che secondo Brian Robertson, presidente CRIA, mette in pericolo non solo l'industria musicale ma più in generale tutti coloro che detengono proprietà intellettuali in settori come il cinema o il software.

Va detto che la sentenza Finckenstein è giunta mesi dopo il parere espresso dall'Ufficio del copyright canadese secondo cui scaricare file protetti è legale mentre è illecito condividere.

E va infine ricordato che il Governo canadese ha già promesso, senza per ora dare seguito alla cosa, che la legge sarà cambiata per venire incontro alle necessità dell'industria.
TAG: mondo
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