Berners-Lee: togliete quei banner

Il padre del World Wide Web non ne può più di quei banner che sembrano link o messaggi di sistema dei siti che li ospitano. E usa parole dure contro un certo modo di fare advertising online

Londra - In tanti hanno tentato di fermare un trend innescato da pubblicitari senza troppi scrupoli ma forse solo ora, con le ultime dichiarazioni del padre del Web, Tim Berners-Lee, si può sperare che certi banner finiscano di invadere le pagine web.

Berners-Lee, intervenuto ad un incontro promosso dall'associazione internazionale della pubblicità, se l'è presa con i banner che si mimetizzano nei siti, assomigliando a link interni per essere cliccati di più. Ancora peggiori, sostiene il boss del Consortium per il Web, sono quei banner che fingono di essere errori di sistema o comunque messaggi del proprio computer e non inserzioni pubblicitarie. Secondo Berners-Lee i banner non devono neanche essere allegati ad un messaggio di posta elettronica, "il cui senso viene distorto dalla presenza del banner".

"Io credo che sia inaccettabile - ha continuato - pubblicare annunci promozionali che non possono essere distinti dai contenuti offerti dai siti. Non soltanto rovina i contenuti delle pagine che ospitano gli annunci, ma riduce anche la fiducia dell'utente rispetto al sito stesso". Ha concluso Berners-Lee: "I giornali cartacei inseriscono un avvertimento esplicito quando un inserto potrebbe altrimenti confondersi negli articoli. Voglio vedere qualcosa del genere su una pagina Web. Forse il puntatore del mouse dovrebbe cambiare e avvertire del banner quando ci si passa sopra".
TAG: mondo