Contrappunti/ Quelle firme sul muro

di Massimo Mantellini - I vari Ligabue, Dalla, Bersani mettono il loro nome sotto un documento anti-P2P, pietra tombale di ogni discussione. E lo fanno delegando ad altri ciò che non è delegabile

Roma - La petizione degli artisti contro la pirateria musicale comparsa sul sito della FIMI qualche giorno fa è un documento che - a parte l'uso eccessivamente spigliato della lingua italiana - ha due caratteristiche che credo debbano essere sottolineate. La prima è che si tratta di un decalogo di una ingenuità sconcertante. Possibile che gli artisti della musica italiana non riescano ad affrancarsi dal controllo stretto degli industriali che producono i loro dischi? E' possibile, e questo proclama ne è la prova. Da osservatore esterno immagino che gran parte degli artisti italiani sentano effettivamente come un pericolo la distribuzione illegale del loro lavoro su Internet, ma quanto questo disagio riesce a produrre in termini di partecipazione attiva alla risoluzione dell'annoso problema sembra ridursi al demandare ai propri discografici ed alla loro organizzazione la tutela ideale del proprio lavoro. Si tratta - quando non di una imposizione dall'esterno - di un errore grossolano, perchè fra i tanti tasselli che concorrono a creare il problema pirateria musicale su internet uno dei più importanti, se non quello più importante, è proprio quello del rapporto fra musicista ed intermediario. Che il musicista demandi al suo intermediario la tutela dei propri diritti è un ottimo passo per allontanarsi da qualsiasi soluzione del problema.

Certo le major del disco tromboneggiano a parole sulla necessità di attivare al più presto il download legale di file musicali in rete - ed è curioso che ciò venga così enfaticamente sottolineato quando proprio loro hanno fatto di tutto in questi anni per ritardare l'inevitabile apertura di servizi come quello voluto da Steve Jobs di Apple - ma gli artisti sembrano continuare a non comprendere che il fulcro della discussione prossima ventura sul riassetto dell'economia dei contenuti musicali "dopo internet" passa proprio attraverso una ridiscussione profonda del loro rapporto con le grandi compagnie discografiche. Ed un loro più diretto rapporto con i propri fans.

Nella logica fintamente ingenua delle major, la rivoluzione di Internet applicata alla distribuzione musicale dovrebbe esaurirsi nella messa in atto di sistemi efficaci e remunerativi di download musicale associati ad una strenua lotta in tribunale ai sistemi di file sharing ed ai suoi utilizzatori. I milioni di pirati della musica su Internet. Che tutto insomma cambi perchè tutto resti come è. Una rivoluzione gattopardesca talmente misera da non poter essere presa in considerazione nemmeno nella più rosea (per le major) ipotesi di composizione del contenzioso che oggi contrappone l'industria discografica agli utenti della rete internet mondiale.
Così i vari Ligabue, Dalla, Bersani davvero non fanno una gran figura a mettere la loro bella firma in fondo a documenti che non solo non aggiungono elementi di mediazione o confronto alla diatriba ma che, manifestamente - proprio come hanno fatto i loro datori di lavoro in questi anni - sollevano un muro da opporre ad ogni possibile pacata discussione. E' come se si dicesse: il mondo della distribuzione musicale è questo e questo vogliamo che resti indipendentemente dalla rete Internet. Fingendo di non sapere che il valore aggiunto che Internet porta alla distribuzione dei contenuti in rete ha un nome scritto in grande, "condivisione", che non potrà essere ignorato in nessuna delle ipotesi possibili di distribuzione legale dei contenuti in rete. Se non si è disposti a prenderla in considerazione è del tutto inutile esprimere desideri del tipo: "Noi artisti musicisti ed autori desideriamo che il pubblico abbia l'accesso più ampio possibile alle nostre opere".

All'interno di scelte suicide come queste, nelle quali, occorre prenderne atto, i discografici italiani trascinano i loro artisti più rappresentativi, non poteva mancare - ed è il secondo punto che mi colpisce nel documento della FIMI - un attacco frontale agli ISP. Era da prevedere, ma francamente non mi sarei aspettato di vederlo scritto in una forma tanto diretta e grossolana. In parole povere gli artisti accusano i fornitori di connettività di fare affari sulla loro pelle, vendendo contratti a larga banda di accesso alla rete in funzione della pirateria che attraverso tali linee verrà poi posta in essere.

Questo è certamente vero, sebbene in una misura da definirsi: ma è come se Prada o Louis Vuitton o Rolex si lamentassero con l'associazione camionisti perchè questi trasportano da Napoli alle spiagge di tutta Italia i loro preziosi carichi di merce taroccata. E a parte questo, l'attacco diretto ai fornitori di connettività ricorda da molto vicino quello che le major stanno intentando da anni ai loro clienti, assurti in modo molto rapido al titolo generico di "delinquenti". Che finchè sono mille o diecimila o centomila o un milione possono anche continuare ad essere definiti "pirati" ma che quando diventano il numero stratosferico attuale dovrebbero suggerire il semplice ragionamento che qualcosa sta cambiando e che forse è tempo di prenderne atto.

Se ciò non bastasse si continua a sottolineare una identità fra larga banda e contenuti pirata. Già nell'ambito della discussione sul Decreto Urbani questo concetto era stato più volte affermato. Non si tratta solo di una grossolana imprecisione ma di una bugia bella e buona. Sono anni che andiamo ripetendo che lo sviluppo della rete in Italia, come nel resto del mondo, passa attraverso la possibilità di essere sempre collegati, con linee veloci e poco costose e che solo in questo modo è possibile usare Internet per il miglioramento non solo economico ma anche culturale della società. Non si può tollerare che qualche mercante e qualche incolto digitale ci proponga l'assioma semplice che la gente si collega a Internet solo per scaricare musica e film senza pagare. Perchè non è vero e perchè in questa maniera, in nome dei propri piccoli affarucci, si ostacola qualcosa di molto molto più grande che interessa il benessere di tutti.

Massimo Mantellini
Manteblog


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152 Commenti alla Notizia Contrappunti/ Quelle firme sul muro
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  • "si lamentassero con l'associazione camionisti perchè questi trasportano da Napoli alle spiagge di tutta Italia i loro preziosi carichi di merce taroccata"
    Prendete il caso eclatante e sicuramente di maggior spessore degli immigrati. Fermano i gommoni ma non si pongono il problema del perche' questa povera gente arriva.

    il mondo è gestito da gente che non vede aldila' del proprio naso perche' salvaguarda gli interessi personali.

    Fanc...scarico e riscarico....e per dirla tutta compro anche cd musicali che mi piacciono se il lavoro dell'artista mi piace...


    non+autenticato
  • Lo scaricare materiale protetto è un fenomeno che non si può ne fermare ne arginare. Ogni qual volta si apre uno spiraglio nella possibilità di piratare la gente ci si butta a tuffo, è inutile dire di no. Alla gente piace!
    Tassiamo il p2p e basta!
    Sono convinto che con una cifra ridicola, dell'ordine di 7-10 ? mensili, si potrebbero dare alle major più soldi di quello che mediamente guadagnano in un anno. Così loro si arricchiscono, noi scarichiamo senza che nessuno ci dia dei ladri o delinquenti e siamo tutti contenti. E si chiuda una volta per tutte.
    Sono sicuro che l'unico modo che hanno le Major per cadere in piedi sia questo, e se ne accorgeranno quando reti come Freenet, anonime e difficili da controllare prenderanno piede e tutto tornerà come prima della legge Urbani. Solo che a quel punto la cosa sarà appunto incontrollabile.
    Ma non disperiamo! Quando accadrà, una nuova legge condannerà i pirati domestici a 25 anni di carcere e trionferà la giustizia!
    Comunque voi che scaricate a scrocco ricordate che per colpa vostra molti artisti saranno costretti a rinunciare alla settima casa, a girare in Porsche anzichè in Ferrari, ad ordinare 2 ostriche meno al ristorante...
    non+autenticato
  • Sono più che contento del documento firmato dagli artisti contro il p2p! Ora so i nomi ed i cognomi degli artisti dei quali non acquisterò più NULLA! E mi dispiace perchè alcuni di loro, per esempio Ligabue (delquale ho tutti gli album, ho visto concerti, partecipato a raduni vari),oltre ad aver perso la mia stima non beccheranno più un quattrino.
    In più farò loro la pubblicità che secondo me meritano.
    Altri autori che firmano la petizione dovrebbero capire che per essere artisti non basta scrivere o cantare (perchè a scrivere ci hanno pensato altri...) la canzonetta di turno e che se non fosse stato per il p2p le loro canzoni sarebbero rimaste inascoltate sugli scaffali dei negozi. Quindi che ci pensino prima di attaccare il p2p che ha fatto comodo anche a loro.
    non+autenticato
  • Beh, vogliono tutelati i loro diritti? Usassero la CC.
    Il problema e' che sicuramente l'utilizzo di tale licenza di copyright non da grandi possibilita' economiche tali per comperarsi il villone di 3 ettari quadrati. Parlano male della pirateria, pero' poi chiedono allo stato di abbassare l'iva sui CD al 4% ehmbe' certo... siccome l'iva poi va ridata, sono meno oneri di spesa per gli "amici" discografici. Chiamali fessi chiamali. Sul materiale informatico, l'iva si e' sempre pagata al 20% tutti pagano l'iva al 20%, loro no, loro vogliono pagarne di meno?
    Ma non si farebbe prima ad abbassare i costi?

    Don Henley, batterista EaglesA bocca apertaichiarazioni decise contro il monopolio dell'attuale industria dello spettacolo, che si avvia ad essere completamente controllata da solo 3 multinazionali. Sullo stile di parecchie delle considerazioni di Courtney Love, ma che le aveva fatte 4 anni prima .

    E qui mica parliamo di cantantucoli con testi comici ...da certe notti da mario al bar...
    al bar ce li manderei tutti, ma dietro al bancone, almeno capirebbero cosa significa guadagnarsi il pane col sudore della fronte.

    Poi avvengono eventi incredibili, e folgorazioni sulle vie di Damasco. Vi ricordate Alanis Morrisette, fino a qualche anno fa era una delle principali accanite combattenti anti p2p e mp3. Se fosse stata per lei la gente che scaricava gli avrebbe messi tutti al muro... poi...

    http://www.rollingstone.com/news/story?id=5924467

    Insomma c'e poco da fare, "grazie" alla legge Urbani, la gente scarichera' di meno, ma continua ancora a downloadare brani... non si combatte il cambiamento prendendo a pugni un muro, c'e' il rischio prima o poi di farsi male alla mano.

    Favorevolpeertopeeramente Elwood
  • La pensino come ne han voglia,l'argomento non mi tocca.

    Volevo solo far presente che il signor Bocelli (firmatario della petizione) ha ricevuto,quando ancora non era famosissimo (ma nemmeno sconosciuto) ** [Omissis] milioni di lire per un concerto tenuto per beneficenza...

    Io ho sempre pensato che quei soldi l'abbiano raggiunto in una percentuale bassissima,redistribuiti ampiamente tra i "vampiri" che lo circondavano.

    Il problema non sono i cantanti,ma tutto ciò che sta a monte.
    non+autenticato
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