Arrestati phreaker filippini

Una banda internazionale per anni ha sfruttato le reti telefoniche di Manila per chiamare a sbafo e addirittura per rivendere servizi abusivi di telefonia

Manila - Sono otto i componenti di una banda di phreaker che ha preso di mira le vulnerabilità della rete telefonica della maggiore società di telecomunicazioni filippina per sfruttare per anni le sue infrastrutture.

La polizia filippina ha arrestato gli otto malfattori che per la bellezza di sei anni non solo hanno utilizzato la rete telefonica per piazzare chiamate abusive ma hanno persino messo in piedi rivendite di servizi telefonici abusivi.

A dare notizia del clamoroso arresto della banda è stato un ufficiale dell'aviazione militare, Jose Reyes, secondo cui la banda era composta da due indiani e un cittadino del Bangladesh che sfruttavano la complicità di cinque filippini.
Secondo Reyes, le prime attività illecite sulle reti della Società per la Telefonia a Lunga distanza (PLDT) risalgono al 1998.

Va detto, però, che potrebbero non essere stati presi tutti i phreaker in attività su quelle stesse reti. Nel complesso, infatti, PLDT dal 1998 ad oggi ha valutato in circa 3 milioni di euro i danni economici causati da attività abusive condotte sui propri network, forse anche da altri. Le prime indagini sono partite quando alcuni clienti aziendali si erano lamentati con PLDT per l'addebito di chiamate mai fatte. Gli accertamenti condotti dalla polizia e dall'esercito hanno individuato numerose chiamate illegali, la maggioranza delle quali dirette verso utenze mediorientali.

Reyes ha sottolineato che la mano della legge calerà pesantemente sugli otto in quanto le loro azioni potrebbero essere considerate "sabotaggio economico", un'accusa che può appesantire notevolmente le posizioni giudiziarie della band.