Napster: non ci fermeremo alla musica

Nel momento più caldo delle sue avventure giudiziarie, il sistemone scambia-musica rivendica il proprio ruolo e afferma che non c'è alcun motivo per fermarsi ai soli file musicali

New York (USA) - Napster sta vivendo i giorni più caldi della propria travagliata vicenda giudiziaria e proprio in questo momento rivendica il proprio ruolo, affermando l'importanza del sistemone che ha messo in piedi e avvertendo che la musica potrebbe rappresentare solo "un primo passo".

Come si ricorderà, due giorni fa i discografici della RIAA hanno chiesto la chiusura di Napster. E la reazione è arrivata in una intervista alla Reuters da Hank Barry, direttore esecutivo di Napster, secondo cui "si tratta di un momento molto intrigante per Napster. Abbiamo sviluppato una architettura software pioneristica che ha applicazioni possibili in molti diversi settori, inclusa l'industria discografica".

Secondo Barry, "Napster è uno strumento potente e non dubito che vinceremo in tribunale basandoci sui fatti. Ogni business di successo, da General Motors ad America Online, si modifica, cresce e si sviluppa nel tempo e ci aspettiamo che sia così anche per Napster". Sul futuro del sistemone, Barry ha spiegato: "Ci stiamo pensando molto... Ma non c'è ragione per cui l'architettura di condivisione dei file si debba applicare solo alla musica".