Censure, da provider a poliziotti

Il governo di Hanoi avverte i provider: dovete chiudere le connessioni di quei cybercafÚ dai quali ci si pu˛ collegare a siti pornografici o.. sgraditi

Hanoi (Vietnam) - Un avvertimento che suona come una minaccia quello contenuto in una nuova disposizione delle autoritÓ vietnamite rivolta ai provider del paese. Il Governo di Hanoi ha infatti chiesto agli ISP di tagliare fuori dalla rete quei cybercafÚ che non impediscono l'accesso a siti pornografici o a siti che si occupano di politica in modo sgradito al regime.

Hanoi, che vanta una lunga tradizione di censura della rete, ha diramato la direttiva del ministero delle Poste e delle Telecomunicazioni avvertendo che non tollererÓ pi¨ la diffusione di "informazioni velenose e cattive" che possano nuocere ai cittadini e agli interessi dello stato.

Ma la preoccupazione, evidentemente, non Ŕ soltanto rivolta verso chi pubblica questo genere di informazione, che normalmente viene arrestato e condannato, ma soprattutto verso chi rischia di venire "contaminato" dai "veleni" di certe pubblicazioni.
La direttiva impone anche ai cybercafÚ di implementare sistemi di monitoraggio della navigazione che consentano ai gestori di sapere cosa fanno in rete i propri clienti. In questo modo si intende ufficialmente impedire l'accesso a siti pornografici o a siti che minaccino la sicurezza nazionale ma anche cogliere sul fatto chi utilizzasse internet per attivitÓ criminali come la diffusione di virus.

Le stime ufficiali affermano che degli 81 milioni di vietnamiti circa 4 milioni utilizzano internet con una certa regolaritÓ. Proprio come accade in altri paesi, come la Cina, i cybercafÚ rappresentano la modalitÓ di accesso pi¨ utilizzata, visti gli elevati costi di una postazione internet domestica e la relativa scarsa diffusione della rete nel tessuto industriale.
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5 Commenti alla Notizia Censure, da provider a poliziotti
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  • Si vede che in Vietnam sono dei dilettanti. In altri paesi si fa ricorso a strumenti molto più raffinati per evitare pericolosi sovvertimenti dell'ordine pubblico, o l'uso illegale di internet. Sui gestori dei cybercafé secondo me dovrebbero ricadere una serie di obblighi. Di eguito elenco quelli minimali:

    - loggare tutti gli accessi a tutti i siti operati dagli utenti e tenerne traccia per anni, ma nel rispetto di norme certe sulla privacy;

    - attivare un salvataggio automatico delle cache di tutti i browser disponibili per tutte le macchine presenti nel cybercafé, e conservare tutte le cache, eventualmente zippate, per anni; l'uso di tarballs è autorizzato.

    - impedire l'accesso a siti presso i quali siano disponibili materiali anche solo scritti, che almeno non autocertifichino di non violare le norme sul diritto d'autore. Per sicurezza, anche i siti in cui autori distribuiscono propri materiali dovranno autocertificare di essere siti "legali" -ad esempio, ma non limitandosi a ciò- attraverso una qualche forma di bollinatura virtuale. L'accesso a qualunque altro sito andrebbe resa illegale in via preventiva già a livello di Internet point.

    - impedire l'accesso a qualunque mailing list nazionale o estera in cui persone non qualificate diffondano notizie su qualsiasi argomento. Si potrebbe pensare all'istituzione di un ordine nazionale di giornalisti, cronisti e/o scrittori e rendere obbligatoria l'iscrizione a tale istituto per tutti gli addetti internet autorizzati a diffondere notizie vere. A questo punto si potrebbe dichiarare illegale la diffusione di notizie provenienti da fonti non registrate e non attendibili. Sui gestori dei cybercafé ricadrà l'obbligo di impedire accessi non autizzati ed illegali a tutti gli altri materiali, illeciti.

    - lo stato dovrebbe rendere obbligatorio il deposito legale di tutti i siti, in quanto opere dell'ingegno, presso le biblioteche nazionali, ed in quanto opere scritte e leggibili da terzi, presso almeno dieci tribunali. Obbligo per tutti i cybercafé sarà quello di vigilare sul rispetto della legge da parte di tutti i siti, e di negare l'accesso ad ogni sito illegale.

    - I siti dovranno evitare per motivi ovvi di contenere foto, incluse quelle di donne anche brutte ed anche pesantemente vestite (hai visto mai?). Sarà legittmo mostrare immagini esclusivamente png di minerali, purché debitamente autocertificate come rispondenti a norme stringenti rispetto al diritto d'autore. Per vigilare sulla moralità degli utenti e per evitare la violazione del copyright sulle foto, in particolare i cybercafé dovranno tenere statistiche aggiornate sulle dimensioni della cache dei browser utilizzati, ed impedire l'accesso ai siti nazionali ed esteri illegali.

    - i cybercafé dovranno provvedere in proprio all'arresto ed alla consegna alle forze dell'ordine degli utenti e dei terroristi che violino le norme stabilite, pena l'accusa di collusione.

    - I cybercafé stessi potranno essere gestiti solo da persone che abbiano una laurea in informatica, e che siano anche iscritti ad un albo di cronisti, giornalisti o scrittori per poter valutare il livello di veridicità delle informazioni che circolano nelle loro macchine, e prendere i dovuti provvedimenti.

    - I cybercafé, in vitrtù del livello di sicurezza che dovranno poter assicurare, rappresenteranno l'unica interfaccia legale tra l'utente e l'internet, notoriamente luogo virtuale ma pericolosissimo. Badsta internet non protetto a casa.

    Gli ISP si occuperanno di tenere sotto controllo il traffico lungo le proprie linee, per poter denunciare alla polizia i cybercafé sospetti, e verranno sttoposti a loro volta a controlli incrociati di polizia ed aziende dello spettacolo, perché hai visto mai?

    Così si fa, altro che Vietnam.
    non+autenticato
  • pare che siano chissà che terribili cattivoni ... ma in italia se uno "minaccia la sicurezza nazionale" non è forse un criminale?

    dappertutto questo è un crimine.


    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > pare che siano chissà che terribili
    > cattivoni ... ma in italia se uno "minaccia
    > la sicurezza nazionale" non è forse
    > un criminale?
    >
    mah dipende cosa consideri come "attentato alla sicurezza nazionale".
    una cosa è se tenti di far scoppiare qualche "petardo" alla termini o di usare il pirellone come un hangar, un'altra cosa è se ti guardi la f... di una gnocca via internet.
    il fatto è che la scusa della sicurezza nazionale, spesso, viene usata come pretesto per soffocare voci di dissenso.

    > dappertutto questo è un crimine.

    come gli atti osceni, il fare atti osceni in pubblico è reato sia in italia che fra i talebani, ma allora perchè qui le donne girano senza burqa?
    voglio le veline (e tutte le altre ...ine) in burqaImbarazzato
  • Il Governo di Hanoi ha infatti chiesto agli ISP di tagliare fuori dalla rete quei cybercafé che non impediscono l'accesso a siti pornografici o a siti che si occupano di politica in modo sgradito al regime.


    chiaro che la lotta alla pornografia è solamente un paravento per la censura.
    Nessuno applica direttamente la censura, tutti la voglio verniciare di motivi ideali come la difesa dell'infanzia o la lotta alla pornografiaTriste
    vedi ultime notizie di PI.
    Ma questo non fa di certo bene alla lotta contro la pedofiliaTriste:(
  • lì se la passano veramente male.
    non+autenticato