Editoria/ Il nuovo intervento di Abruzzo

Pubblichiamo un nuovo intervento del presidente dell'Ordine dei Giornalisti della Lombardia che approfondisce la propria analisi sugli obblighi di registrazione online. Spiega perché la registrazione è obbligatoria

Registrazione delle testate on-line, una questione già risolta con la Finanziaria per il 2001 e dalla Corte costituzionale nel 1971
analisi di Franco Abruzzo, presidente dell'Ordine dei Giornalisti della Lombardia.

La testata giornalistica on-line - in quanto "prodotto editoriale" - deve essere registrata nei tribunali e avere un direttore responsabile, un editore e uno stampatore. L'articolo 1 della legge 62/2001 ("Nuove norme sull'editoria e sui prodotti editoriali. Modifiche alla legge 5 agosto 1981 n. 416") è al riguardo esplicito: "Per prodotto editoriale si intende il prodotto realizzato su supporto cartaceo, ivi compreso il libro, o su supporto informatico, destinato alla pubblicazione o, comunque, alla diffusione di informazioni presso il pubblico con ogni mezzo, anche elettronico, o attraverso la radiodiffusione sonora o televisiva, con esclusione dei prodotti discografici o cinematografici". Caratteristica del prodotto editoriale è quella di "essere diffuso al pubblico con periodicità regolare e (di essere) contraddistinto da una testata, costituente elemento identificativo del prodotto".

Alla testata giornalistica elettronica (=prodotto editoriale), come vuole l'articolo 1 (3° comma) della legge 62/2001, si applicano gli articoli 2 e 5 della legge sulla stampa 47/1948. Queste norme significano che, sull'esempio di quanto accade oggi per i giornali e i periodici cartacei o per i tg e i giornaliradio, devono essere iscritti nell'apposito registro tenuto dai tribunali civili le testate telematiche, che hanno le stesse caratteristiche di quelle scritte o radiotelevisive, e che, quindi, hanno una periodicità regolare, un "logo" identificativo e che "diffondono presso il pubblico informazioni" legate all'attualità. Le testate (da registrare secondo lo schema della legge 47/1948) sono quelle quotidiane, settimanali, bisettimanali, quindicinali, mensili, bimestrali o semestrali caratterizzate (secondo l'insegnamento costante della Cassazione): a) dalla raccolta, dal commento e dall'elaborazione critica di notizie (attuali) destinate a formare oggetto di comunicazione interpersonale; b) dalla tempestività di informazione diretta a sollecitare i cittadini a prendere conoscenza e coscienza di tematiche meritevoli, per la loro novità, della dovuta attenzione e considerazione.
La registrazione delle testate on-line è un principio consacrato, per la prima volta, nell'articolo 153 della legge n. 388/2000 (Finanziaria per il 2001) e dal 7 marzo 2001 nell'articolo 1 (terzo comma) della legge 62. L'articolo 153 della legge 388 disciplina i giornali telematici espressione dei partiti e dei movimenti politici. Finora la registrazione dei giornali telematici era frutto di un'interpretazione dei giudici (si segnala in particolare l'ordinanza del presidente del Tribunale di Roma del 6 novembre 1997 per la testata InterLex).
TAG: censura
7 Commenti alla Notizia Editoria/ Il nuovo intervento di Abruzzo
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  • Eppure é molto semplice!

    La censura é un sistema antico e rozzo per far valere le ragioni dispotiche di un sistema dittatoriale. E qualunque sistema o lo é o lo diventa, se ne ha il tempo. La democrazia, quella vera, infatti, serve ad impedire tutto questo.

    E' antico perché qualunque potere ne ha fatto uso; é rozzo perché si ritorce contro chi la mette in atto ed in ultima analisi non ottiene quello che si prefigge: al massimo rinvia il problema e ne crea altri.

    Così prima la rete é stata ignorata, poi derisa, poi demonizzata ed ora sarà (peesantemente) censurata. Segno evidente di debolezza.

    Ma... Ma voglio parlare dalla parte di un ipotetico, quanto zelante, censore!

    Ma Echelon e la sua vicenda non insegnano nulla? Con la televisione commerciale non si é forse imparato a condizionare i comportamenti, a creare falsi miti, a banalizzare la verità a dissolvere i significati, a massificare le menti? La politica sul campo non é abbastanza chiara? Orwell l'avete letto?

    Poveretti, questi censori-controllori-gabellieri! Mi fanno quasi pena...


    non+autenticato
  • ... gli interessi dei clienti degli associati. Ma chi sono questi clienti?
    A) I proprietari dei giornali;
    B) i lettori;
    C) i consumatori (che, badate, sono diversi dai lettori).

    Credo che in pochi casi si riscontri un caso B nel mondo della stampa offline. Infatti le vendite dei quotidiani sono in costante diminuzione (e i finanziamenti pubblici invece tendono ad aumentare).

    Nel caso di un architetto, o di un ingegnere (altri due Ordini), è facile parlare di tutela del cliente (o, forse, di incolumità): se si costruisce un palazzo (od uno stadio, o qualunque altra cosa) si vede oggettivamente se è fatto _bene_, e potrebbe andarci di mezzo la vita di alcune persone se fosse il contrario.
    Nel caso del giornalismo, come si fa a dire che un articolo è _oggettivamente_ fatto bene? Si può affermare che non offende e non calunnia nessuno, che è scritto in italiano corretto, che "centra l'argomento" e che lo approfondisce in modo adeguato alle circostanze.
    Ma questo non viene insegnato a tutti i bambini dalle scuole elementari in su? I temi cosa sono? C'è bisogno di appartenere ad un ordine che tuteli i "clienti" quando si tratta di una cosa che potrebbe potenzialmente fare chiunque?

    Sembra un paradosso, ma io credo che i giornalisti stessi debbano liberarsi dell'Ordine per risultare più professionali.
    non+autenticato
  • A quando l'abrogazione della legge 47/1948 ?

    In Italia non ci sara' mai vera liberta' di stampa e di espressione fino a quando restera' in vigore la legge sulla stampa del 1948, oggi ormai obsoleta perche' richiama tribunali e ordine dei giornalisti.

    Se si vuole crescere e contribuire alla diffusione della conoscenza, del pensiero, dell'informazione, a beneficio di tutti, la legge n. 47/1948 rappresenta una vera e propria "palla al piede".

    Soltanto in una società dove ogni persona viene messa in grado di manifestare il proprio pensiero attraverso la stampa (periodica o no non ha importanza) liberamente e senza ostacoli economico/burocratici, vi puo' essere progresso e democrazia.

    La' dove invece il pensiero e l'opinione delle persone viene controllata, frenata, censurata, non vi puo' essere ne' progresso, ne' democrazia, ma soltanto ignoranza, analfabetismo e miseria.

    Percio' auspico una abrogazione della legge sulla stampa del 1948 al piu' presto.

    Ciao!
    Piero.
    non+autenticato
  • "La legge 47 punisce la diffamazione, cioè l'offesa alla dignità e all'onore delle persone; la diffusione di immagini raccapriccianti e impressionanti; le pubblicazioni, che "corrompono" gli adolescenti e i fanciulli."

    Come volevasi dimostrare, io italiano (ma vorrei chiedere l'opinione di Bruzzi e la sua sezione "Mestruazioni", su questo) non posso fare niente ... mentre esiste www.rotten.com oppure www.cadaver.org ...
    Esistono i siti sul sesso con escrementi e varia altra roba del genere. Eppure sono siti commerciali.
    Dunque?

    Non è che "è giusto così perché è stato stabilito"
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    Le leggi si possono cambiare.
    Evidentemente, dato che non siamo stati mai, prima d'ora, "produttori di informazione", non ci siamo mai posti più di tanti problemi. Si, è vero, lo sappiamo che se Sgarbi può sputtanare le gente e dirgli un po' di insolenze in pieno giorno di fronte a milioni di persone, vuol dire che ha documenti alla mano o che ha un sacco di soldi per difendersi... sappiamo che se lo facessimo noi verremmo sicuramente accusati per diffamazione e che a torto a ragione, verremmo massacrati dalle spese processuali: per cui si desiste.

    Ma internet fa desistere il denunciante, di solito.

    E allora, se vogliamo far cambiare le leggi, dobbiamo muoverci, AGIRE. Ma quando qualcuno agisce, come i Radicali ...


    ah ecco, avete già cambiato idea eh?

    E' questa la verità ... se MASINI fosse un portatore di giustizia e verità, direste che sta dicendo cazzate, solo perché avete già un giudizio aprioristico.

    La verità è che non vogliamo fare quello che dovremmo fare per avere quello che vogliamo!

    ???????????
    non+autenticato
  • "Come sapete l'UMTS è un sistema di telefonia di nuova generazione che permette
    di usare i cellulari come veri e propri computer".
    TG RAI, speciale Parlamento
    non+autenticato
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