Senza bollino SIAE vietato il possesso?

di Andrea Buti - Una questione su cui si arrovellano in tanti riguarda la presenza del bollino sui CD di cui si dispone. La legge e i precedenti su questo sono però chiari. Ecco il quadro

Roma - Prendo spunto dalla domanda che si poneva solo qualche giorno fa un lettore di PI, per effettuare un mia - personale - precisazione. La questione era posta a margine della notizia dell'avvenuto sequestro, presso una radio, di qualche migliaio di mp3 e di diversi cd senza il famigerato bollino S.I.A.E.: "Posseggo in casa diversi cd e vinili acquistati anche all'estero e nessuno possiede il bollino in parola. Sarò forse un fuorilegge?".

In molti criticano la legge italiana ed in particolare quella sul diritto d'autore: prima, però, di procedere con un purificatore rogo sull'altare del forum di turno, sarebbe forse il caso di esaminare da vicino le norme che regolano la materia.

L'art. 171 ter, lettera d), della l. 633/1941 sanziona penalmente chi: "d) detiene per la vendita o la distribuzione, pone in commercio, vende, noleggia, cede a qualsiasi titolo, proietta in pubblico, trasmette a mezzo della radio o della televisione con qualsiasi procedimento, videocassette, musicassette, qualsiasi supporto contenente fonogrammi o videogrammi di opere musicali, cinematografiche o audiovisive o sequenze di immagini in movimento, od altro supporto per il quale è prescritta, ai sensi della presente legge, l'apposizione di contrassegno da parte della Società italiana degli autori ed editori (S.I.A.E.), privi del contrassegno medesimo o dotati di contrassegno contraffatto o alterato (1)."
L'art 3 del D.P.C.M. (Decreto Presidente Consiglio dei Ministri, Regolamento di esecuzione in forza della legge appena citata) n. 338 del 2001, prevede: "Collocazione del contrassegno
1. Il contrassegno è applicato, di norma, sulla confezione del supporto in modo tale da risultare visibile e reca caratteristiche tali da non poter essere rimosso senza danneggiamento o trasferito su altro supporto.
2. Nel caso di supporti destinati al noleggio, è consentita l'apposizione del contrassegno sui supporti medesimi.
3. Ai fini delle modalità di apposizione del contrassegno sono sempre considerate le specificità e le dimensioni del prodotto, la sua destinazione e la concreta presentazione della confezione destinata alla commercializzazione.
4. Nei casi in cui le modalità di cui al comma 1 non risultino compatibili con le esigenze della commercializzazione di taluni prodotti, la S.I.A.E. autorizza l'apposizione del contrassegno sull'involucro esterno della confezione."


In giurisprudenza: "In materia di protezione del diritto d'autore, in applicazione del divieto di interpretazione analogica "in malam partem", la detenzione di videocassette munite di regolare timbro Siae, ancorché recanti la dicitura "abbinamento editoriale" ma non accompagnate alle relative pubblicazioni, non costituisce violazione della legge penale, e in particolare della lettera d) del comma 1 dell'art. 171 ter l. 22 aprile 1941 n. 633 (come sostituito dall'art. 14 l. 18 agosto 2000 n. 248), che concerne le ipotesi di elusione dei diritti d'autore mediante la messa in vendita di prodotti privi di contrassegno o muniti di contrassegno contraffatto o alterato". Cassazione penale, sez. III, 15 novembre 2001, n. 45861.

Da questo sintetico quadro emerge:
A) la fattispecie astratta punita è la vendita o il noleggio di supporti privi del contrassegno, per cui la semplice detenzione per altri fini (tra cui di certo quello del lettore-collezionista) non è penalmente rilevante. Trattandosi di materia penale non è ammessa l'analogia né l'applicazione estensiva, pertanto: in dubio, pro reo. La sentenza citata esprime proprio questo concetto: in mancanza di una norma precisa che preveda una ben determinata fattispecie, non è consentito, in ambito penale, interpolare o interpretare estensivamente.

B) l'acquirente privato non si deve (dovrebbe!?) preoccupare che il bollino sia presente sul supporto, perchè la legge prevede che possa essere posto anche sulla custodia o sulla confezione, non essendoci altra norma che imponga (per fortuna!) al privato, per uso privato, di conservare la confezione (il cellophane, per capirci...).

C) Due sono le situazioni previste dal legislatore e due sono le discipline: il venditore o il noleggiatore (e/o gli altri soggetti ai fini indicati) non può detenere supporti privi del contrassegno; il privato, per uso privato, li può detenere.

D) Quanto detto sub C) non significa che sia legittimo detenere supporti senza bollino S.I.A.E. ma contenenti opere abusivamente duplicate, perchè in questo modo si va a violare non l'art. 171 ter, ma, se del caso, il 171 bis o un'altra norma.

Io, almeno, ho aperto, esaminato e rivoltato diversi CD originali dalla libreria e nessuno aveva il bollino. Non sentendomi un fuorilegge ho dovuto pensare ad una soluzione legittima di un acquisto legittimo (non sempre è così purtroppo...) e come sopra ho concluso: d'altronde quando lo si acquista, l'originale ha il suo bel bollino luminescente in bella vista che va a finire regolarmente nella pattumiera.....

Non si deve però andare oltre e pensare che un cd taroccato ad arte con false serigrafie sia la stessa cosa di un originale o che possono duplicarsi i cd solo perchè non devono recare (in casa propria) il contrassegno S.I.A.E.

A ciascuno il suo, insomma.

Avv. Andrea Buti
StudioButi.it
81 Commenti alla Notizia Senza bollino SIAE vietato il possesso?
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  • D'accordo con quanto scritto, che a casa propria,
    si possa utilizzare il cd senza bollino,
    o meglio, non sono obbligato a tenere il cellophane.
    Ma come la mettiamo con chi come i dj, suona in pubblico,
    un prodotto senza bollino,
    o più semplicemente importato?
    non+autenticato
  • Infatti due sono le ipotesi:
    1)Il gruppo Natale prepara un regolamento-ciofega, impresentabile, con manifesti profili di illegittimità, pieno zeppo di casini, contraddizioni, ecc. di fronte al quale si aprirà una discussione infinita. Non potendo, ovviamente, consiglieri esperti di diritto, come ad esempio il prof. De Vergottini, accettare di sottoscrivere operazioni di cui ci si potrebbe poi a lungo vergognare e pentire. Si aprirà,pertanto, una discussione sul regolamento-ciofega che potrebbe durare mesi o forse anni. E l?insediamento del direttore generale sarebbe rimandato di mesi e forse anni.
    2) I consiglieri animati da volontà costruttiva elaborano a quel punto una loro proposta di Regolamento, magari facendosi assistere da esperti veri e rendendosi disponibili ad un confronto con tutto il CdA sulle proposte serie. Si dirà che, a questo punto, non ci si potrà sbagliare: approvato un buon regolamento, insediato il direttore.
    Ma ecco che a questo punto scatterà il piano Natale-bis (o tris o quater o altro: ormai non si contano più le variati messe in piedi per impedire che il direttore generale a lui sgradito metta piede in Siae): il Regolamento deve, infatti, essere ?adottato con la maggioranza qualificata dei due terzi dei componenti del Consiglio di Amministrazione? (Art. 22 dello Statuto). Ciò significa che almeno uno dei quattro membri che non hanno votato il nuovo direttore generale (nominato con 5 voti su nove) dovrà votare il Regolamento con gli altri cinque. Quanto scommettiamo che Migliacci, Natale, Cecchini e Cugia non lo voteranno mai? Che troveranno sempre una buona ragione per richiedere un approfondimento dello studio del regolamento?
    In pratica gli azzeccagarbugli hanno escogitato un modo per assegnare alla minoranza (che non lo ha votato) un potere di veto permanente sull?insediamento del direttore.
    Per dirla tutta qualche dubbio sulla possibilità di approvare il 7 settembre (come previsto nella delibera del 29 luglio) un Regolamento che nessuno dei Consiglieri del CdA ha ancora mai visto, di cui non esiste una bozza, di cui si è avvertita l?improcrastinabile esigenza assoluta solo il 29 luglio alla vigilia della pausa estiva, deve essere emerso durante il Consiglio di Amministrazione di quel giorno. Tant?è che si riporta ancora qui la parte finale del testo adottato nel CdA del 29 luglio
    ?.omissis?.
    DELIBERA
    di operare affinché, nel corso della prossima riunione consiliare ? fin d?ora convocata per il giorno 7 settembre 2004, ore 11 ? sia deliberata l?approvazione del Regolamento di Organizzazione e Funzionamento di cui all?art. 22 del vigente Statuto sociale o, qualora lo stesso non fosse per tale data completato, sia deliberata l?approvazione di una delibera quadro che fissi ambiti e limiti di operatività alle funzioni del Direttore Generale, come previste dallo Statuto della Società ai sensi dell?art. 13.2
    dove qualcuno deve aver proposto come via d?uscita, in alternativa, all?impossibile adozione per quella data del regolamento di una delibera quadro. Ma possiamo star pur certi che, dovendo disciplinare una materia oggetto del regolamento, non mancherà qualche autorevole consigliere che farà notare la necessità assoluta che tale delibera quadro venga adottata con la stessa maggioranza dei due terzi richiesta dallo statuto per approvare il regolamento. Si accettano scommesse sul fatto che il Collegio dei revisori interrogato sul punto non potrà che confermare la tesi dell?autorevole consigliere. E poiché sei voti per approvare uno straccio di delibera quadro non si troveranno mai, mai verrà insediato il direttore generale.
    Qualcuno potrebbe chiedersi:
    ? a quel punto qualcosa dovrà accadere? Interverrà l?autorità vigilante! Si rischierà a distanza di un anno di nuovo il Commissariamento! E della Siae cosa ne sarà??
    Santa ingenuità, quella che, dopo la telenovela cui stiamo assistendo, fa pensare che della Siae freghi qualcosa a costoro, essendo più che evidente che ciò che conta è salvare la propria poltrona e il proprio potere, direttamente o indirettamente espresso. Costi quel che costi, soprattutto se a pagare sarà la Siae (o meglio gli associati) e non loro di tasca propria. Che poi tutto vada a carte e quarantotto?pazienza. La si potrà sempre buttare poi in politica (??.abbiamo fatto di tutto per difendere l?autonomia della siae dalla protervia della politica, ma alla fine ?di fronte alla violenza degli avversari che non hanno esitato di ricorrere all?arma finale del commissariamento dopo aver cercato di piazzarvi i propri uomini- abbiamo dovuto soccombere?: chissà che qualcuno non ci creda e magari gli offrano qualche candidatura alle prossime elezioni come ad Agnolotto).

    Appare evidente che se c?è qualche consigliere di amministrazione della Siae che spera ancora di ragionare, ripristinare la legalità e che crede che i regolamenti improvvisamente reclamati siano ispirati da buona fede, ce ne sono altri che, in barba alla Siae e ai suoi associati, perseguono noncuranti la politica del tanto peggio tanto meglio.

    Comunque, non dovremo aspettare molto per avere la prova di ciò. Scommettiamo che al CdA del 7 settembre prossimo non si approverà il Regolamento né la delibera quadro e che al direttore generale nominato più di due mesi prima non sarà firmato alcun contratto?


    F. Varesano
    Roma

    non+autenticato
  • Non hanno avuto pudore. Del resto era ampiamente previsto che andasse così. Anzi, già un mese fa si anticipava che la proposta di regolamento del sig. Natale sarebbe stata così vergognosa da non poter essere approvata. Infatti, così ha ragionato Natale:
    ?Faccio preparare un regolamento che -se lo approvano- ?impacchetto? il nuovo direttore generale in una serie di lacci e lacciuoli che alla fine sarà come se non ci fosse. Se non lo approvano, cosa più probabile data la sua radicale inimmaginabile spudoratezza ed illegalità, si aprirà una discussione interminabile su ogni virgola che potrà durare mesi e mesi, col medesimo risultato di rinviare alle calende greche l?insediamento del nuovo direttore generale?.
    Aveva previsto che, essendo necessaria la maggioranza di due terzi per approvare il regolamento, neanche il gruppo maggioritario che ha nominato il direttore avrebbe potuto far passare un regolamento ?onesto? alternativo.
    ?Quindi se si collega l?insediamento del direttore generale all?avvenuta approvazione del regolamento il gioco è fatto?. ?Qualcuno eccepirà che il regolamento possa violare lo Statuto e le norme? Chi se ne importa?tanto dovrà solo essere comunicato all?Autorità di Vigilanza? (sono parole vere pronunciate più volte da Natale quest?estate nei corridoi della Siae dove molti di noi sono stati precettati per partecipare al parto di questo autentico mostro). Inutile spiegare che il Regolamento non si ?trasmette? al Ministero perché lo conservi accuratamente in uno scaffale, ma che sarà inevitabile un controllo di legittimità che facilmente rileverà le atrocità in esso contenute. Natale, però, ragiona così (?.e lo dice in giro pure): ?Anche in questo caso chi se ne importa? Si aprirà un contenzioso?ci metteremo gli avvocati (tanto paga la Siae)?passeranno le settimane e i mesi, intanto io continuo di fatto a governare con un vice-direttore costretto ad obbedire ciecamente ad ogni mio ordine, essendo tenuto in piedi da una delibera di affidamento provvisorio di funzioni. Che più è ?provvisorio?, più mette il povero Della Valle in condizione di essere un esecutore meccanico dei voleri di un consigliere che si è stabilito in Siae e si comporta, visto che glielo permettono, come un vero e proprio commissario.
    Resta ancora un mistero come i Consiglieri abbiano potuto accettare il rinvio di fine luglio proposto da Natale. Probabilmente c?era ancora una flebile speranza di ragionare con Natale e compagnia e bella (Cugia, Cecchini?..persone che non rappresentano granché degli interessi veri presenti in Siae), e si è pensato che un ultimo tentativo andava fatto, tanto prima o poi questo benedetto regolamento si sarebbe dovuto approvare. Anche se va detto che a De Vergottini e agli altri qualche dubbio sulla possibilità di arrivare ad una ?composizione? deve essere venuto se il 29 luglio hanno fatto inserire in delibera che in mancanza dell?approvazione del regolamento sarebbe bastata una semplice delibera-quadro per procedere ad insediare il Direttore.
    Oggi, finalmente, non ci sono più dubbi: basta sfogliare la bozza del regolamento per capire come la Siae sia attualmente governata da una forma di satrapia che va estirpata al più presto.
    La bozza di regolamento è in numerosissimi punti illegale, contraddittoria, demagogica e, anche da un punto di vista di pura efficienza aziendale, tale da creare una concreta paralisi organizzativa e gestionale, nella quale prima di capire a chi toccherà fare qualcosa si dovranno aspettare varie sentenze. Con buona pace del Presidente del Collegio dei Sindaci che chiede da tempo (forse adesso dovrà prendere qualche iniziativa concreta!) di attuare le norme che chiariscono chi fa cosa e chi ne è responsabile: alla Siae non si capirebbe più niente. Si fa veramente fatica a commentare questo Schema di regolamento che è solo carta straccia per il cestino della spazzatura e non può costituire neanche una base di discussione, non essendo emendabile, considerata la sua impostazione che, oramai, costituisce la prova cartacea della malafede delle persone che lo hanno scritto ed ispirato.
    Si comprenderà agevolmente come mai, contro il normale buon senso, non si sia voluto utilizzare il direttore generale nominato per coadiuvare il CdA nell?elaborazione del Regolamento di Organizzazione: per forza non si poteva scrivere con lui se doveva essere scritto contro di lui.
    Ad ogni modo per dare a tutti la possibilità di giudicare ecco, di seguito, alcuni esempi di ?perle? contenute nella ?bozza di regolamento Natale?.

    Prima di farlo, occorre però ricordare che se la sigla SIAE sta per Società Italiana degli Autori ed Editori. La SIAE non è una Società per Azioni che opera alle sole dipendenze dell?azionista (posto che l?azionista qui sia Natale con le sue appendici) all?interno di un contesto concorrenziale di mercato e con le pure logiche del diritto privato, ma è un Ente Pubblico Economico che deve sottostare a ben precise regole e disposizioni di legge.
    La SIAE, oltre al principio di buon andamento e di imparzialità, è tenuta al rispetto dei principi stabiliti dal D. Lgs. 165/2001, tra i quali spicca quello di distinzione tra l?attività di indirizzo e l?attività di gestione. Ciò significa che il C.d.A. della SIAE, nell?esercizio del suo mandato, ha gli stessi limiti, ad esempio, di un ministro. Mutatis mutandis, il CDA , come un ministro, emana le sue direttive, definisce gli obbiettivi da perseguire, detta le linee fondamentali di organizzazione del Ministero ecc? ma non può assumere decisioni concrete, non può occuparsi della gestione, perché alla gestione ( amministrativa e organizzativa, delle risorse umane, strumentali e finanziarie) devono provvedere il direttore generale e i dirigenti che operano nell?ambito della Società e si assumono tutte le responsabilità connesse. Non a caso, proprio lo Statuto (art.14) prevede che il regolamento di organizzazione ? proprio quello predisposto da Natale ? deve rispettare questi principi (il Regolamento è tenuto al ?rispetto dei principi di cui al decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, ed in particolare ai criteri di cui all'art. 2, comma 1, del medesimo decreto?) La bozza preparata da Natale ed i suoi non rispetta un bel niente. Ci penserà chi è più attento all?osservanza delle leggi a farlo fare, ma intanto si perde tempo dietro alle vere e proprie farneticazioni rappresentate da questa roba e la Siae si avvia verso un inesorabile declino (qualcuno sa di piani di sviluppo preparati da Migliacci in questo ultimo anno?).

    G. Motta - Roma
    non+autenticato
  • Ma perché tutto questo?
    Tra le varie interpretazioni che circolano sull?esigenza di procrastinare all?autunno l?insediamento del nuovo Direttore Generale della SIAE ve ne è una particolarmente suggestiva che ne fonda la ragione sulla necessità di concludere l?iter di numerose assunzioni, tra le quali ci sarebbe a Palermo un parente prossimo del Vice Direttore facente funzioni, Della Valle.
    non+autenticato
  • Come mai, allora, oggi il CdA, a fronte di un direttore generale nominato, che non richiede forzature normative (vedasi la parte ?troncata? dell?art. 147 del Regolamento) non ha ritenuto che si potesse procedere al suo insediamento senza indugio, magari utilizzando la motivazione addotta per il conferimento dei poteri di D.G. a Della Valle (?necessario ed urgente assicurare la gestione amministrativa dell?ente senza soluzione di continuità?)?
    Non può sfuggire la profonda e palese contraddizione tra le due delibere del settembre 2003 e del luglio 2004. Allora delle due l?una. Una delle due delibere è senz?altro illegittima. Quale? Quella del 12 settembre 2003 o quella del 29 luglio 2004?
    Se si desse per buona la motivazione, posta alla base della deliberazione avallata dal Collegio dei Revisori e assunta dal C.d.A. il 29 luglio 2004, ne deriverebbe quale logica conseguenza che, poiché il contenuto del richiamato articolo 147 (utilizzato per mettere provvisoriamente in sella Della Valle) è da ritenersi oggetto da disciplinare con il Regolamento di Organizzazione e Funzionamento (è questo che avrebbe dovuto spiegare il Collegio dei revisori!), la deliberazione del 12 settembre 2003 ? con la quale, come si ripete, si sono attribuite al vice direttore le funzioni proprie del direttore generale, sarebbe oggi ancora più illegittima, sia per la sopravvenuta nomina del Direttore Generale, sia perché il Regolamento di Organizzazione non è stato ancora adottato.
    Ma più in generale, se fosse così ineludibile questo regolamento (che finora non ha impedito niente eccetto l?insediamento di Profita), la SIAE avrebbe dovuto sospendere le sue attività per la mancata adozione sia del Regolamento Generale che di quello di Organizzazione e Funzionamento. Invece, così non è stato.
    Allora qual è la ragione per cui improvvisamente il Presidente Natale, il segretario del Consiglio Migliacci e il Collegio dei revisori (in verità pare che il Presidente del Collegio dei Revisori se ne sia andato proprio prima che il membro Malfaccini ?desse lettura? -sembra proprio così, che l?avesse preparato prima- di quel parere di cui si è parlato sopra) scoprono improvvisamente la voglia matta di adottare il Regolamento di Organizzazione e Funzionamento e ne inseriscono la discussione al punto precedente quello della contrattualizzazione del nuovo direttore generale? Non potevano pensarci prima di inserire all?Ordine del giorno del CdA di giugno la nomina del Direttore Generale? Hanno avuto un anno intero per discuterlo ed approvarlo e se ne ricordano improvvisamente dopo che viene nominato un D.G a loro sgradito, dopo che provano a metterlo in discussione tramite l?assemblea e dopo il fallimento di questi tentativi. O, visto che pensavano di eleggere un D.G. di loro gradimento il Regolamento allora non serviva? Sembrerebbero tutte domande retoriche perché oramai anche le pietre hanno capito che se ne inventano una al giorno. Ma, benedetto iddio, come si fa a credere oramai alla buona fede? Questi signori scoprono un impedimento procedurale proprio adesso? Non scopriranno il 7 settembre prossimo che essendo stata approvata la nuova Costituzione europea ed essendo entrati 10 nuovi Paesi nell?Unione non sia necessario PRIMA di contrattualizzare il nuovo direttore generale adeguare lo Statuto della Siae ? e i poteri del D.G- a questi importantissimi fatti?
    Ma si obietterebbe ?e qualche consigliere di amministrazione in buona fede forse lo pensa- che prima o poi questo Regolamento va approvato e tanto vale dargliela vinta: ?lo si faccia il 7 settembre prossimo e non ci saranno più scuse per insediare il nuovo direttore generale. Mettiamoli alla prova?.
    Errore. Tragico errore. Perché se fino ad ora con questa vicenda si è stati nell?ambito dell?operetta o della commedia dopo il 7 settembre il ridicolo ci sommergerà fino al collo.
    Il Consigliere Natale ?che può contare su pregiate consulenze pagate dalla Siae per le sue guerre personali- ha appreso ? forse a differenza di altri Consiglieri che continuano a sperare nella buona fede e nella possibilità di far prevalere la ragione ed il diritto (non solo quello d?autore) ? che c?è un modo perché il Regolamento -ritenuto indispensabile per poi poter procedere alla contrattualizzazione del direttore generale- non veda mai la luce, rendendo impossibile l?insediamento del direttore. E si fa presto a spiegare perché.

    Continua....
    non+autenticato


  • Vediamo di commentare insieme che cosa si è inventato stavolta Natale, con l?ausilio del Presidente che ha redatto l?ordine del giorno e con una forte mano, ci si augura involontaria, del collegio dei revisori e analizziamo una per una le sue affermazioni.
    Il Consigliere Natale sottopone all?attenzione di tutti i presenti la necessità che il Consiglio proceda, anche in vista della imminente contrattualizzazione del nuovo Direttore Generale, all?approvazione del Regolamento di Organizzazione e Funzionamento di cui all?art. 22 dello Statuto

    Commento:
    Facciamo un passo indietro. L?attuale Statuto della Siae è stato approvato nel dicembre del 2002. In esso è prevista l?adozione di una serie di regolamenti ed i più importanti sono quello ?generale?, quello di ?organizzazione e funzionamento? e quello ?elettorale? (quest?ultimo già approvato a suo tempo per procedere alle elezioni). I primi due importanti regolamenti, a distanza di un anno dall?insediamento del nuovo CdA, non sono stati ancora approvati. Ciò non ha impedito alla Siae di continuare a svolgere la sua attività. Sinora, appunto, si è fatto giustamente ricorso ? in ossequio al principio della continuità amministrativa ? al ?precedente? Regolamento Generale.
    Un valido esempio può essere rinvenibile nell?attuale esercizio delle funzioni proprie del direttore generale da parte del vice direttore generale Della Valle. Per essere più precisi, il 12 settembre 2003 il CdA si pose il problema di come consentire alla Siae di funzionare anche senza direttore generale e senza i nuovi regolamenti e lo risolse ?testualmente? nel modo raccontato nel verbale che segue:
    VERBALE DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE, RIUNIONE DEL 12 SETTEMBRE 2003-Riesame dell?assetto organizzativo dell?ente
    IL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DELLA S.I.A.E.
    NELLA riunione del 12 settembre 2003;
    VISTO l?art. 13 dello statuto;
    CONSIDERATO che nelle more della decisione da assumere in ordine alla nomina del Direttore Generale della Società è necessario e urgente assicurare la gestione amministrativa dell?ente senza soluzione di continuità:
    VISTO l?art. 147 ultimo comma del regolamento generale che affida al Vice Direttore Generale l?esercizio delle attribuzioni del Direttore Generale in caso di assenza, impedimento o vacanza dell?incarico per qualsiasi causa
    DELIBERA
    di assegnare le attribuzioni del Direttore Generale al vice Direttore Generale dott. Angelo Della Valle, sino a nuova e diversa determinazione. Tutte le precedenti delibere incompatibili con la presente sono revocate.
    A dire il vero il ?VISTO? dell?Art. 147 del regolamento generale è stato ?troncato? perché la sua formulazione completa è questa ?le attribuzioni del direttore generale si intendono esercitabili in sua vece, in caso di assenza, impedimento o vacanza dell?incarico per qualsiasi causa, dai vice direttori generali, avuto riguardo alle rispettive competenze come disciplinate dall?apposito provvedimento del direttore generale?. In altre parole solo il direttore generale poteva delegare le sue funzioni. Però, volendo interpretare la norma in modo estensivo e ragionevole si poteva ritenere che, in occasione del suo primo insediamento, potesse essere il CdA ad attribuire tali deleghe, proprio perché il direttore generale non c?era proprio con la comprensibile motivazione che volesse scegliere con cura il suo nuovo direttore generale (?nessuno si sarebbe aspettato che ci avrebbero impiegato un anno a nominarlo e nessuno ancora può dire quanto ci impiegheranno ad insediarlo). Situazione, questa, più unica che rara poiché la Siae usciva da una situazione di commissariamento, dove precedentemente non vi erano né gli organi amministrativi, né il direttore generale. E? ovvio, invece, che nelle situazioni aziendali non patologiche non si verifica mai una contestuale carenza del vertice decisionale e del vertice gestore, pena la paralisi.
    Allora, riprendendo il filo del discorso, nella circostanza di un anno fa si ritenne testualmente ?si ripete- che ?nelle more della decisione da assumere in ordine alla nomina del direttore generale della società è necessario ed urgente assicurare la gestione amministrativa dell?ente senza soluzione di continuità?.
    Come mai il Consigliere Natale non intervenne in quell?occasione per richiedere la previa adozione del Regolamento di organizzazione e funzionamento -come invece ha fatto un anno dopo- fino a ritenerla pregiudiziale per l?insediamento del direttore generale nominato? Eppure, con la Delibera del 12/9/2003 si affidavano comunque TUTTE le funzioni proprie del direttore generale senza alcuna precauzione ed esitazione al vice direttore generale. Indovinate chi propose allora questa soluzione? Ma il Consigliere Natale, naturalmente, che a seconda dei casi stabilisce quando e se servono i regolamenti.
    Stupisce maggiormente, in verità, il silenzio del 12 settembre 2003 del Collegio dei Revisori se confrontato con l?incredibile parere reso in seno al CdA del 29 luglio 2004 dove evidenziava che ? l?operatività di una funzione apicale di questo rilievo(quella del direttore generale ndr) è doveroso sia collegata ad aspetti normativi interni e ad una deliberazione che fissi ambiti e limiti di operatività come da Statuto (art. 13). ~Il Collegio quindi ritiene che una deliberazione che richiami tali aspetti che discendano dallo Statuto (in particolare art. 13 punto 2) debba essere contestuale o propedeutica alla definizione del contratto da stipulare con il designato direttore Generale?. Per tradurre dal burocratese il Collegio dei revisori il 29 luglio scorso ha fatto mettere per iscritto che è meglio che si approvi questo benedetto regolamento di organizzazione, se non proprio prima, almeno contestualmente all?insediamento del direttore generale. Quando un anno prima, sempre in assenza di questo famigerato regolamento, se ne è stato zitto zitto di fronte all?affidamento totale delle competenze del direttore generale al vicedirettore generale. In altre parole il Collegio ritiene più legittimo che a svolgere pienamente le funzioni di direttore generale -senza il nuovo Regolamento di organizzazione- sia il vice direttore generale facente funzioni (pur in presenza di un direttore generale nominato da più di un mese) anziché il nuovo direttore generale?
    Continua....
    non+autenticato
  • Puntata del CdA del 29 luglio 004 in vista di quello del 7 settembre 2004:
    Sembrava che dopo l?Assemblea del 22 luglio(dove il Presidente si era impegnato a dare attuazione alla delibera di nomina del direttore generale) tutto si fosse concluso con il rispetto delle decisioni adottate e con la definizione del quadro gestionale della Siae che è in attesa del suo direttore generale da un anno.
    E invece no.
    E? accaduto qualcosa di molto simile ad una melina calcistica, cambiando in parte la strategia: il Presidente, dopo aver preso atto ancora una volta (?lo fa sempre a parole, ma poi non realizza nulla) che l?Assemblea desiderava chiudere la partita con l?insediamento di Profita, ha convocato un ennesimo CdA per il giorno 29 luglio con all?ordine del giorno ?DELIBERAZIONI RELATIVE ALLA PROPOSTA DI CONTRATTO PER L?INCARICO DI DIRETTORE GENERALE?. Insomma, sembrava la volta buona: si parlava addirittura di ?contratto?! Ci si sarebbe aspettati che lì avrebbero approvato il contratto e consentito di lì a poco l?esordio in Siae del nuovo direttore generale.
    Come nelle migliori commedie si stava, però, preparando un colpo di scena.
    Qualcosa, forse, si poteva sospettare. Infatti, la voce ?deliberazioni relative alla proposta di contratto per l?incarico di direttore generale? era stata messa al punto 5 dell?ordine del giorno, come una cosa qualunque, di secondaria importanza, dimenticando le settimane di ?balletti? che sulla questione si erano imbastiti.
    La trovata del consigliere Natale ?che, per chi non lo sapesse, è il membro del CdA che fa il bello e il cattivo tempo in Siae (chissà se è vero che vi ha stabilito un proprio ufficio dal quale impartisce direttive ai dirigenti)- che proprio non vuole che il nuovo D.G. entri in Siae si trovava ?annidata? al punto 4 dell?OdG ?Regolamento di Organizzazione e funzionamento previsto dall?Art.22 dello Statuto?.
    Ecco, di seguito, come da verbale, che cosa ha dichiarato il nostro: Il Consigliere Natale sottopone all?attenzione di tutti i presenti la necessità che il Consiglio proceda, anche in vista della imminente contrattualizzazione del nuovo Direttore Generale, all?approvazione del Regolamento di Organizzazione e Funzionamento di cui all?art. 22 dello Statuto. Ricorda di aver già in precedenti occasioni evidenziato la necessità che il Consiglio approvi tutte le norme regolamentari necessarie al buon funzionamento della Società e sottolinea che tale necessità appare oggi ancora più evidente al fine di definire con esattezza gli indirizzi,i compiti e le mansioni ? oltre che, di conseguenza, la retribuzione ? da assegnare al nominato Direttore Generale. Ritiene che una decisione consiliare orientata in tal senso confermerebbe esclusivamente la serietà con cui il Consiglio svolge le sue funzioni di gestione, considerato anche che l?insediamento del Direttore Generale, all?inizio del periodo estivo ed in assenza di un quadro normativo di riferimento, di fatto risulterebbe privo di efficacia. Conferma l?assenza di qualsiasi intento dilatorio nella proposta formulata, riconosce piena validità alla nomina del Direttore Generale e chiede ai Consiglieri l?impegno a riunirsi per deliberare contestualmente le norme previste dall?art. 22 ed il contratto del Direttore Generale all?inizio del mese di settembre. Alla proposta segue un dibattito cui prendono parte tutti i Consiglieri e nel corso del quale viene richiesto anche il parere del Collegio dei Revisori.
    A nome del Collegio il Revisore Malfaccini da lettura della seguente dichiarazione:
    ?Il Collegio dei Revisori, dopo aver preso atto della delibera del Consiglio di Amministrazione del 28 giugno 2004 circa la nomina del Direttore Generale della Società,
    -    ricorda all?organo amministrativo la riflessione scritta dal medesimo Collegio in occasione della riunione consiliare del 16 luglio 2004
    -    evidenzia che l?operatività di una funzione apicale di questo rilievo è doveroso sia collegata ad aspetti normativi interni e ad una deliberazione che fissi ambiti e limiti di operatività come da Statuto (art. 13). ~
    Il    Collegio quindi ritiene che una deliberazione che richiami tali aspetti che discendano dallo Statuto (in particolare art. 13 punto 2) debba essere contestuale o propedeutica alla definizione del contratto da stipulare con il designato direttore Generale?
    Al termine della lettura prosegue il dibattito consiliare.
    Al termine del dibattito,
    IL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
    NELLA    riunione del 29 luglio 2004;
    ESAMINATO    l?art. 22 dello Statuto;
    ESAMINATO    altresì l?art. 13.2 del medesimo Statuto e preso atto dei rinvii nel medesimo operati alla norma sopra citata;
    CONSIDERATA    la proposta formulata dal Consigliere Natale in ordine alla necessità di procedere in tempi brevi all?approvazione del Regolamento di Organizzazione e Funzionamento;
    VISTO    il parere reso dal Collegio dei Revisori
    DELIBERA
    di operare affinché, nel corso della prossima riunione consiliare ? fin d?ora convocata per il giorno 7 settembre 2004, ore 11 ? sia deliberata l?approvazione del Regolamento di Organizzazione e Funzionamento di cui all?art. 22 del vigente Statuto sociale o, qualora lo stesso non fosse per tale data completato, sia deliberata l?approvazione di una delibera quadro che fissi ambiti e limiti di operatività alle funzioni del Direttore Generale, come previste dallo Statuto della Società ai sensi dell?art. 13.2
    5)    DELIBERAZIONI RELATIVE ALLA PROPOSTA DI CONTRATTO PER L?INCARICO DI DIRETTORE GENERALE.
    Il    Consiglio di Amministrazione, in conseguenza di quanto deliberato in merito al punto 4) dell?ordine del giorno della presente riunione, rinvia alla riunione del 7 settembre 2004 la deliberazione di competenza per l?approvazione del contratto del Direttore Generale.


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