Urbani, dimissioni please

di Paolo De Andreis - Quando si fanno promesse cui non si dà seguito il rischio è di perdere la propria credibilità. E di dare ragione a chi a certe parole non ha mai creduto

Roma - Devo aver avuto una allucinazione. Ricordo di aver visto in diretta dal Senato un ministro italiano prendere un impegno chiarissimo, ribadito nel corso di un lungo discorso con forza e più volte. Ricordo di aver sentito quel ministro garantire una propria azione forte e rapida per sistemare quelle che definiva "pagliuzze", ossia alcuni dei grossolani errori della norma che porta il suo nome, la Legge Urbani.

Come dicevo, però, deve essere stata una allucinazione. Perché da cittadino non so, anzi, non voglio spiegarmi come sia possibile che un ministro della Repubblica assuma in forma solenne un impegno dinanzi al paese e poi decida di dimenticarsene, arrivando a non commentare pubblicamente quanto sta accadendo, cioè che le modifiche alla normativa stanno naufragando nel nulla.

Due giorni fa ho avuto modo di parlare con i gentili e competenti responsabili stampa del Ministero che mi hanno spiegato come sia meglio non attendersi risposte all'appello di Cortiana per un intervento del Ministro, appello peraltro fatto proprio da diverse associazioni Internet. Siamo dunque dinanzi ad un silenzio che, se si può comprendere sul piano istituzionale (il Governo è una cosa, il Parlamento è un'altra), sul piano politico è evidentemente rumorosissimo.
La pesantezza del dispositivo legislativo approvato dal Parlamento italiano in fretta e furia per accontentare una delle tante corporazioni italiane sta quasi interamente, come noto, in un articolo delirante che aggredisce Internet e sul quale già è stato detto tanto, al punto che non credo sia ora necessario tornarci. Ciò che più conta è capire quali siano le prospettive.

Sono pessime. Inutile illudersi. Quando un solo parlamentare lavora per ostacolare l'iter legislativo di una norma di cui pochi deputati e senatori sembrano comprendere la portata, allora c'è ben poco da fare. Se in questi mesi non sono bastati gli impegni presi pubblicamente a Palazzo Madama (dove sono stati approvati dall'assemblea ben quattro ordini del giorno), se non sono servite le durissime prese di posizione degli esperti e degli utenti, se non è stata sufficiente a modificare la legge la pubblica ammenda di chi quella legge ha sostenuto, allora le speranze di una modifica pur fuori tempo massimo sono ridotte al lumicino.

Ogni pessimismo è giustificato anche dal fatto che alla riapertura dei lavori del Parlamento le assemblee e anche la commissione Bilancio, la stessa che oggi blocca l'iter delle modifiche, avranno ben altro a cui pensare. Le urgenze della Finanziaria e le altre novità politiche che in queste settimane si sono fatte largo nelle cronache non lasceranno spazio a questioni che non sono percepite come prioritarie. Se poi ci si aggiungono le pressioni dell'industria il quadro è chiaro e le prospettive, come dicevo, sono pessime.

Le conseguenze per Giuliano Urbani dovrebbero essere ovvie. Aver assunto su di sé un impegno politicamente così rilevante, e averlo disatteso, ha trasformato una piccola operazione chirurgica, la rimozione delle pagliuzze, in un caso che deturpa l'immacolata reputazione del Ministro.

Dal momento però che non credo Urbani sia disposto a dare le dimissioni che gli consentirebbero di uscire a testa alta da questa brutta storia, ho deciso di sottopormi a terapie specifiche per evitare, in futuro, nuove inquietanti allucinazioni. La Urbani c'è e ce la teniamo. Allegria.

Paolo De Andreis
373 Commenti alla Notizia Urbani, dimissioni please
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  • non capisco alla fin fine questo accanimento. i bimbi sono tristi perche' non possono usare emule legalmente? e vorreste pure che fosse legale? smettetela di piangere lameroni
    non+autenticato
  • Cinema, appello dei produttori a Berlusconi: no ai tagli....
    invece alla Sanità, istruzione, ricerca..... si possono fare tagli vero?Arrabbiato
    non+autenticato
  • Caro Urbani (si fa per dire), se tu fossi stato un vero ministro della cultura, avresti avuto a cuore la Cultura e quindi la diffusione della conoscenza, in particolare favorendo le classi meno abbienti; invece notiamo che ti stanno a cuore soltanto gli interessi tuoi e dei riccastri strapagati come te privi di cultura. Caro ministro, per rendere la cultura che tu non hai accessibile, bisogna renderla fruibile, e per far ciò abbassare i prezzi di libri, musica, cd e quant'altro sia veicolo di conoscenza.
    Ma per voi la cultura non è cultura, e soltanto un affare ed un interesse economico! e quindi soggiogata agli interessi vostri e di chi indegnamente vi sostiene.
    Quali doti o caratteristiche hai tu per essere ministro della cultura? Vergognati!! ma di quale cultura tu sei portavoce? della cultura degli interessi delle lobby o della vera cultura? Non rappresenti neanche l'1% degli Italiani! Vattene! vai a diffondere la tua "cultura" nei paesi del terzo mondo o vai a fare il ministro in Cina, in Africa o in Iran! E' una vergogna! Mi fai schifo! Tu ed il governo di quel brutto e schifoso Nano Pelato che mi sembra un Robin Hood al contrario: ruba ai poveri par dare a se stesso! Ma non vi abbuffate mai? Non siete strapieni delle cose che avete vergognosamente ed immeritatamente preso? Non ti vergogni di prelevare il denaro degli italiani per regalarlo alla tua Ida. Non vi basta lo stipendio immeritato ed ultramilionario che vi prendete alle spalle degli italiani? E poi secondo te i filmini di Ida sarebbero cultura? Io ti manderei a te ed Ida a raccogliere i pomodori nei campi, altro che ministro della cultura e produttrice cinematografica! Vi riempite la bocca con la parola comunismo, ma altro che comunismo! I veri dittatori siete voi, che coprite posti immeritati e non rispettate nemmeno il mandato di chi vi ha votato!. Usate la vostra posizione esclusivamente per fini personali infischiandovene del mandato di quei poveri elettori che in buona fede vi hanno votato.
    Altro che comunismo! I veri dittatori siete voi! I vostri slogan di partito sono "la guerra è pace - la libertà è schiavitu' - l'ignoranza è forza" (George Orwell docet). Spero che ve ne andiate al piu' presto e che i soldi che avete rubato agli italiani onesti ve li spendiate tutti di medicine!
    non+autenticato
  • Mi associo al 100%!
    E' ora di finirla con sti pagliacci..
    non+autenticato
  • La pirateria musicale è un fenomeno di proporzioni rilevanti e con ripercussioni mondiali.
    La riproduzione illegale, su scala industriale, di compact disc musicali ha raggiunto livelli spaventosi. In Italia il 40 % del mercato è nelle mani dei pirati; il 40% dei cd in circolazione è falso e i proventi delle venditite arricchiscono organizzazioni malavitose particolarmente agguerrite con fatturati miliardari.
    L'altro 60% è in mano alla MAFIA DI GOVE*** che sta arricchendo organizzazioni malavitose ancora più pericolose ed agguerrite delle precedenti.
    Con l'entrata in vigore della Legge Urbani la seconda famiglia malavitosa (appunto la famiglia Urbani) non contenta del 60% e del pizzo versato, ha dichiarato guerra alla prima famiglia! Chi vincera?
    non+autenticato
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