Assoprovider in piazza per sopravvivere

I piccoli provider che si raccolgono nell'associazione che firmò il contratto delle 11 lire con Telecom scendono ora in piazza, chiedendo l'accesso all'interconnessione. Ne va della loro sopravvivenza

Roma - Che ci facevano ieri quelli di Assoprovider di fronte alla Camera dei Deputati? Stavano lì per chiedere ai parlamentari di riferimento e al Governo di rispettare i vecchi impegni e, di fatto, di metterli in condizione di competere con le compagnie telefoniche.

L'associazione, che raccoglie molti dei pionieri della rete italiana, è infatti perfettamente consapevole che in questi mesi la leadership pressoché assoluta del mercato della connettività è finita nelle mani delle compagnie telefoniche. Sono queste, oggi, a dettare le condizioni e sono queste a potersi permettere tariffazioni e offerte che i provider meno attrezzati certamente non possono praticare.

Per questa ragione Assoprovider chiede che i piccoli operatori di servizi internet possano ottenere l'interconnessione, in modo da poter più facilmente competere con i colossi pigliatutto della telefonia italiana, gli stessi con cui in passato sono stati stretti accordi che qualcuno ha definito "suicidi". Per capire meglio la situazione e la sua gravità per molti operatori, ecco il testo del volantino diffuso da Assoprovider:
"Perché in Italia Internet non decolla, ovvero il mito di Robin Hood al contrario.
Che c'entra Robin Hood con Internet?
Oggi, 15 giugno 2000, noi ISP (Internet Service Provider) portiamo una delegazione a protestare in strada, davanti a Montecitorio, per ripetere ai politici e al paese i nostri problemi; noi, con le nostre piccole aziende, fondate soprattutto da giovani che si sono inventati un lavoro, abbiamo investito con coraggio nelle nuove tecnologie e negli anni '90 abbiamo portato l'Italia su Internet, proiettando il nostro paese nel futuro. Oggi rappresentiamo migliaia di aziende, attorno a cui ruotano decine di migliaia di posti di lavoro, che operano nel settore della fornitura di servizi Internet.

Mentre in tutta Europa e negli Stati Uniti i piccoli Internet Service Provider come noi, considerati i pilastri su cui creare il futuro dell'economia, sono tutelati dai Governi contro i grandi operatori telefonici concorrenti, garantendogli identiche opportunità e trattamenti, in Italia invece no !!

I grandi gruppi telefonici, Telecom Italia per prima, hanno invaso il mercato Internet e fatto il bello ed il cattivo tempo, diventando sempre più ricchi e prepotenti, favoriti da leggi inique verso i piccoli ISP. In poche parole, ROBIN HOOD AL CONTRARIO; AIUTA I FORTI A DANNO DEI DEBOLI.

Tutti ci invidiano le piccole imprese italiane e in Italia produciamo leggi inique che le fanno chiudere. Questo squilibrio legislativo ha penalizzato in misura rilevante le nostre imprese, allontanando Internet dal paese reale e riducendolo solo ad un fenomeno speculativo e di borsa per i grandi gruppi, non utile al resto del paese e alla sua economia.

ECCO PERCHE ' INTERNET IN ITALIA NON DECOLLA !!

Da oltre un anno il Governo ha promesso un provvedimento teso a garantire alle nostre aziende le stesse condizioni di mercato per la fornitura di servizi di accesso ad Internet previste per gli operatori di telefonia nostri concorrenti, ma il Governo SENZA CORAGGIO, nonostante abbia dichiarato più volte pubblicamente questa volontà, non ha mai varato questo provvedimento (per non inimicarsi i grandi operatori telefonici ?? Povero Robin Hood). E ' dovuto intervenire il Papa che ha tuonato CON CORAGGIO contro le concentrazioni nel settore dei Media, i politici invece....

Ora vogliamo l'equiparazione con le società telefoniche nostre concorrenti come nel resto del mondo civile; Vogliamo far ripartire Internet in Italia.

SE QUESTA INGIUSTIZIA NON VERRA ' SANATA , SAREMO COSTRETTI A PREPARARE IL PRIMO SCIOPERO DI INTERNET IN ITALIA!"
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