I chip cresceranno ancora per 15anni

Ad affermare che la velocità con cui vengono sviluppati nuovi e più potenti processori non diminuirà almeno fino al 2015 è dell'associazione delle industrie dei semiconduttori

I chip cresceranno ancora per 15anniPalo Alto (USA) - Resettare tutto: non è vero che i limiti tecnici allo sviluppo dei processori rallenterà la velocità del loro sviluppo. Queste voci, fondate su pareri anche autorevoli di esperti del settore espressi negli ultimi mesi, sono state seccamente smentite dalla principale associazione degli industriali dei processori americana, la Semiconductor Industry Association.

L'associazione ha affermato che ci sono sufficienti strade di sviluppo aperte per superare i problemi di ordine tecnico e concettuale che i produttori di microchip devono fronteggiare per sostenere che la Legge di Moore verrà rispettata per almeno 15 anni. Come si ricorderà la "Legge" è un principio espresso negli anni '60 da Gordon Moore, la mente fondante di Intel, secondo cui ogni 18 mesi raddoppia la potenza e la capacità di lavoro dei nuovi processori.

Secondo un ingengere Intel intervistato dalla MSNBC, Paolo Gargini, entro il 2014 i chip comprenderanno 64 miliardi di transistor, ovvero mille volte più di quanto accada oggi con processori di media potenza. La loro velocità aumenterà fino ad almeno 3.6 gigahertz.
I problemi dinanzi all'industria sono molteplici. Si va dalla possibilità di ridurre le dimensioni della "scrittura" dei transistor su chip, oggi compresa tra gli 0.13 e gli 0.18 micron (ma Sony sostiene che Playstation 3 sarà realizzata con chip 0.10), e di diversificare i materiali con cui i processori vengono realizzati. Il silicio, infatti, ha da tempo iniziato a mostrare limiti "strutturali" importanti.