UMTS, conviene aspettare?

di Alessandro Longo - I quattro operatori puntano i fucili l'uno contro l'altro ma non è detto che ciò porti vantaggi ai consumatori. Punto Informatico ne parla con i big del settore. A chi conviene, oggi, l'UMTS?

UMTS, conviene aspettare?Roma - L'UMTS sta cominciando a bussare alla curiosità e al portafoglio degli utenti comuni. Anche di coloro che fino a pochi mesi fa senza pensarci si sarebbero tenuti stretti il proprio cellulare GSM. Il mercato comincia a farsi interessante; a luglio, ci sono stati due annunci di rilievo: Tre ha dichiarato di avere raggiunto il primo milione di clienti e Wind, che partirà da ottobre con l'UMTS. Il 30 settembre scadranno, salvo proroghe, le relative promozioni di Vodafone e di Tim e allora il gioco diventerà serio, con nuove offerte e un maggiore numero di cellulari UMTS nei negozi.

Insomma, la domanda potrebbe cominciare a farsi pressante alle masse che telefonano: è tempo di passare all'UMTS? O aspettare almeno fino a Natale, quando ci sarà la prima grande battaglia commerciale tra operatori? O forse meglio, per prudenza, essere tra gli ultimi a lasciare il GSM, quando e se l'UMTS diventerà di massa?

Per trovare un guado verso una risposta, tra i vantaggi e i limiti dell'attuale UMTS, Punto Informatico ha intervistato esponenti ed esperti del settore.
"Si è a una svolta, con l'arrivo di altri operatori: è molto positivo per l'UMTS", dice Maurizio Dècina, Professore di Reti e Comunicazioni al politecnico di Milano. È stato uno dei primi a provare, in via sperimentale, i servizi di Tre. "Se fino a qualche mese fa potevo avere qualche piccolo dubbio sul successo dell'UMTS, ora non ne ho alcuno. Grazie a nuovi operatori, le infrastrutture si consolideranno e inoltre aumenta la cosiddetta esternalità della rete. Ci saranno ossia più utenti da videochiamare e il servizio diventerà più interessante".
Entrambi i vantaggi si faranno sentire solo nel medio-lungo periodo. Non sono quindi tali da spingere gli utenti a comprare ora il cellulare UMTS. Tanto più che "i nuovi operatori non hanno, in pratica, ancora una massa di utenti e hanno pochi e costosi cellulari- da 500 euro in su. Prova a entrare in un negozio Tim e vedi se riesci a trovare un cellulare UMTS", ha detto Edoardo Verduci, direttore marketing di Tre.

L'interconnessione in videochiamata funziona, inoltre, ancora solo tra Tre e Vodafone; Tim non sa dire quando l'abiliterà. Una conferma che "l'esternalità della rete" è ancora nell'infanzia. D'altra parte, però, un milione di utenti di Tre che si possono videotelefonare sono già un buon inizio. Tanto più che sono raddoppiati negli ultimi quattro mesi.

E la copertura UMTS di Tre è arrivata al 65 per cento, a luglio, e sarà del 75 per cento entro fine 2004. Com'è noto, fuori dalla copertura si può telefonare, in roaming GSM con Tim, ma non videotelefonare.

Ma l'entrata dei nuovi concorrenti forse riuscirà a portare vantaggi agli utenti anche nel breve periodo: "Già da Natale prevedo che si abbasseranno i costi per i dati e nasceranno le prime semi flat per i consumatori", dice Decina. Verduci non ha voluto né confermare né smentire queste previsioni. Ha solo aggiunto che "in futuro, quando ci saranno più utenti, avrà senso proporre flat rate di dati. Adesso no: sarebbe come svendere il servizio". L'UMTS dovrebbe però diventare più economico già nel medio periodo, "perché con l'aumento del numero degli utenti migliorano le economie di scala per la gestione delle infrastrutture". "Per lo stesso motivo, i cellulari diventeranno più economici. Già adesso, in promozione, Tre ne vende alcuni a 99 euro", spiega Verduci.

I cellulari sono stati però dall'inizio una delle note dolenti dell'UMTS europeo: pochi nei negozi e con alcuni difetti intrinseci (grandi dimensioni, autonomia limitata). "Abbiamo superato entrambi i problemi, ora", dice Verduci. "In realtà i cellulari UMTS continuano a essere non del tutto soddisfacenti. L'autonomia delle batterie è troppo limitata", ribatte John Strand, direttore di Strand Consult, tra i principali gruppi di ricerca specializzati in telefonia mobile.

Anche lui, dall'inizio critico nei confronti dell'UMTS, ammette però che le cose stanno migliorando: "Fa eccezione l'ultimo arrivato, LG U8110: ho visto che ha una buona autonomia". Strand consiglia però di aspettare, tutto sommato: "Non c'è ancora alcun motivo valido per passare all'UMTS". Il punto è che "non devi credere a quello che ti dice la pubblicità. L'UMTS non è una rivoluzione. Ma un'evoluzione del GSM e del GPRS: ha bisogno di tempo per esplicarsi. Per adesso, a giustificare la corsa all'UMTS è solo il fatto che consente una migliore gestione dello spettro e delle frequenze per la voce".

Una delle conseguenze è che "è più difficile che la linea cada o non sia disponibile". Lo spiega Decina: "l'UMTS si adatta alla disponibilità di spettro. Se ci sono molte chiamate in corso, riduce la quantità di spettro occupata da ciascuna, abbassando in modo impercettibile la qualità della connessione voce. Invece il GSM occupa per ogni chiamata uno spazio fisso. Se sono troppe, ci sono problemi".

Per l'operatore, il vantaggio è che costa meno gestire le chiamate voce. "Anche il traffico dati costa meno, a monte: circa un decimo che con il GSM/GPRS", aggiunge Decina. Per questi motivi, "il passaggio all'UMTS sarà inevitabile. Ma non c'è ragione di affrettarsi a comprare adesso il nuovo cellulare. La convenienza, per ora, è più per l'operatore che per l'utente", replica Strand. Bisogna aspettare quindi, "prima di tutto che i cellulari anche di altri operatori costino meno". Quelli di Tre non ammettono infatti ripensamenti: non funzionano con le Sim degli altri. Ci si potrebbe pentire della scelta, quindi, se poi, a Natale per esempio, si dovesse scoprire di apprezzare di più l'offerta UMTS di Tim, Vodafone o Wind. Vodafone e Tim permettono invece di usare altre Sim.

Ma allora perché un utente dovrebbe comprare un cellulare UMTS, in questa fase? "Non lo so, non chiederlo a me", risponde Strand. Non per i servizi dati? "Non ora: forse solo nel lungo periodo. Ai consumatori interessa soprattutto chiamare e inviare Sms. Il 90 per cento delle entrate degli operatori viene da lì. La maggiore velocità concessa dall'UMTS, in Internet, allora è utile perlopiù al pubblico business".

"Browsing, e-mail, banda larga in mobilità sono interessanti soprattutto per il business", conferma Decina. E i vari servizi e contenuti dei portali mobili? "Molti, quelli utili, sono anche su GPRS e tanto basta. Poi ci sono quelli inutili: se sei a Roma e non riesci a trovare una pizzeria, vedi le mappe sul cellulare o chiedi, gratis, a un passante? No, questo tipo di servizi è stato un fallimento persino in Corea?".

Per Decina, invece, le killer application dell'UMTS sono i servizi video: "Videomessaggi, in particolare. La videochiamata solo in occasioni particolari, quando mi serve leggere il linguaggio del corpo del mio interlocutore: per trattare gli affari, per vedere meglio come sta mia madre... Anche il videostreaming può avere successo".

Il punto è che di questi servizi solo la videochiamata è esclusiva dell'UMTS; ma lo stesso Decina ammette che non si tratta di un servizio da tutti i giorni. E in effetti, secondo gli ultimi dati di Tre, il 70 per cento dei clienti ha fatto una videochiamata alla settimana (gli altri, meno spesso).

"La videochiamata? Sì, ma aspettiamo che costi di meno. Quanti italiani sono disposti a spendere 45 centesimi al minuto per vedersi in faccia? Considerando che l'utente medio, in Italia, spende non più di 35 euro al mese per il cellulare?", dice Strand. Non è d'accordo Verduci: "45 centesimi non sono molto di più di una chiamata normale, con altri operatori di rete mobile. Scendono poi a 5 centesimi, con l'opzione Videopartner".

Ma se non c'è killer application, perché gli utenti di Tre sono raddoppiati in quattro mesi? "Perché Tre ha le tariffe voce più basse. Non solo in Italia, anche negli altri Paesi. Stanno spingendo sui prezzi, andando in perdita, per conquistare clienti. Ma non potranno continuare a lungo, così? Se dal punto di vista finanziario Vodafone, tra gli operatori, è il maggiore caso di successo in Europa, Tre è all'opposto", dice Strand. "Non è vero", ribatte Verduci. "Abbiamo quei prezzi solo perché le reti UMTS ci permettono di avere costi a monte ridotti. È vero invece che sussidiamo i cellulari, ma nemmeno poi così tanto: il punto è che riusciamo a comprarli a buon prezzo dai produttori". E quanto ai profitti, "contiamo di arrivare a farli a partire dal 2005".

Da una parte Verduci riconosce che "siamo riusciti a conquistare clienti anche grazie alla nostra politica aggressiva di prezzi- 10-15 centesimi al minuto per una chiamata voce"; dall'altra aggiunge che "i clienti arrivano da noi perché vogliono risparmiare e poi si affezionano anche ai servizi: da aprile 2003 a luglio 2004 hanno fatto 135 milioni di download tra pagine e contenuti multimediali a pagamento, con una crescita media del 46 per cento al mese nell'ultimo semestre".

Tirando le somme, se l'utente è tra quelli a cui la videochiamata interessa e vuole vedere o inviare video a velocità quasi banda larga, dovrebbe affrettarsi ad acquistare il cellulare, di Tre, a 99 euro, solo qualora tema di perdere la promozione che scade il 30 settembre. Aspettando almeno fino a quest'autunno, avrà però il quadro della situazione più chiaro, alla luce dell'offerta definitiva di Vodafone e Tim. Per Wind bisognerà aspettare ancora un altro po': la promozione finisce il 31 dicembre. Meglio non illudersi, tuttavia, che i prezzi dei loro cellulari possano scendere a quota 99 euro entro il 2004. Allora, se Tre non convince e non si vuole spendere intorno ai 500 euro per un cellulare compatibile con i servizi degli altri operatori, bisognerà attendere ancora: finché l'UMTS non diventerà di massa e i terminali costeranno, anche senza sovvenzioni, come gli attuali GSM.
Quando?
"Tra sette o otto anni crediamo che l'UMTS sarà prevalente sul GSM", è la previsione di Verduci.

Alessandro Longo
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