Editoriale 18/06/2000

Internet attraverso i telefoni cellulari è vero progresso? Forse sì, ma a chi serve veramente? Perché gli italiani a cui non piace Internet dovrebbero trovare interessante WAP? Una questione di moda?

E? buffo. Dopo anni passati a sognare una Rete più multimediale, più interattiva, più ricca di effetti speciali, oggi si torna indietro: si guarda al WAP. L?attenzione è ora focalizzata sull?Internet dei ?più piccoli? ? telefoni cellulari, PDA, palmari ? una Rete che al momento corre a 9.600 bps, velocità che ricorda i bei (?) tempi andati.
?Brutto anatroccolo? WAP è tutto nero, scrive al massimo 3 o 4 righe di testo su di un display poco più grande di quello di un cellulare della penultima generazione, è stato rimandato più volte in disegno, non ama i fronzoli e preferisce arrivare subito al dunque.
Secondo le previsioni milioni di italiani conosceranno per la prima volta Internet attraverso questo strumento: pagheranno tariffe salatissime per passare dai messaggini SMS ai messaggini WAP, ma in compenso ora li potranno chiamare e-mail. Uao!
E la navigazione? La navigazione sarà un vero spasso, questo sì: innanzitutto ci si potrà finalmente gustare, ed in tutta calma (bit per bit), la vera essenza di una pagina HTML?, ehm, pardon, WML: finalmente niente più banner, loghi, tabelle e scritte scorrevoli, ma solo poche, sintetiche righe di puro testo. Non trovate che sia fantastico? No? Oh, per l?Italia dei telefonini lo sarà, vedrete.
E se invece il popolo del telefonino mi smentisse? Se il WAP facesse un bel buco nell?acqua? Se non se lo filasse nessuno? Per carità, no! L?Europa sta tenendo in scacco persino l?America con la "storia" di GSM, WAP, GPRS, UMTS e altre tecnologie senza fili: siamo riusciti ad ubriacare di acronimi persino loro, la patria degli acronimi! Se l?Italia dovesse mancare all?appuntamento verrebbe tacciata di alto tradimento e chissà, forse ci butterebbero fuori anche dalla Comunità Europea! Non sia mai?
Alessandro Del Rosso